Real Madrid-Barcellona: viaggio nell’economia del Clàsico

Mancano solo quattro giorni al Clasico di Spagna, fra Real Madrid-Barcellona, le due super potenze calcistiche che si daranno battaglia al Santiago Bernabeu. Ma il calcio del nuovo millennio non si gioca solamente all’interno degli stadi, gli uffici hanno assunto un ruolo rilevante: quella fra Real e Barça è anche una gara a chi riesce ad accumulare più introiti: fatturai record, sponsorizzazioni da urlo, stipendi da capogiro, ma anche ingenti debiti con il fisco spagnolo e le banche.

FATTURATO

Real Madrid: Il club della capitale negli ultimi anni ha superato anche il Manchester United per ricavi, e per un certo periodo è stato quello con il fatturato più alto al mondo, prima di essere sorpassato dai rivali catalani. Il 19 settembre del 2015 il consiglio di amministrazione del Real Madrid ha approvato un bilancio che mostra ricavi lordi, comprese plusvalenze per oltre 660 milioni di euro, con un incremento del 9,4% sul bilancio precedente. Il fatturato senza plusvalenze ha raggiunto la cifra di 577,7 milioni.

Barcellona: Josep Maria Bartomeu ha chiuso il suo mandato presidenziale con una grande escalation, dopo la vittoria del triplete ha annunciato ricavi che superano i 600 milioni di euro. “Il fatturato ha toccato i 600 milioni di euro per un incremento pari al 50% circa nel corso degli ultimi 5 anni”. In questo modo per la prima volta nella storia la società blaugrana è il club calcistico con il più alto fatturato al mondo.

SPONSOR

Real Madrid: Main sponsor delle Merengues è la compagnia aerea Emirates, con la quale ha firmato un contratto da cinque stagioni per 130 milioni di euro. Emirates ha una notevole influenza nel calcio europeo, il suo portfolio include prestigiosi club come Milan, Arsenal e PSG. Lo sponsor tecnico è l’Adidas, per un accordo da 39 milioni di euro a stagione, ma il Real in questo caso si è fatto notevolmente surclassare dal Manchester United, infatti l’azienda tedesca ha firmato un accordo di sponsorizzazione con i Red Devils da 96 milioni di euro a stagione per dieci anni. Un accordo destinato a cambiare la storia del calcio, la differenza con il club inglese è sostanziale e i galacticos sono già in trattativa per un aumento.

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Barcellona: Era la squadra senza sponsor, orgogliosa di non contaminare la propria maglia con compagnie esetere che nulla hanno a che vedere con la storia e la tradizione catalana. Ora la storia è ben diversa e persino la facciata del Camp Nou è stata dedicata al main sponsor della Qatar Fundation, con la quale è stato rinnovato un accordo per 70 milioni di euro a stagione fino al 2021, battendo così il record detenuto dal Manchester United con Chevrolet. Più contenute le cifre dello sponsor tecnico, equiparabili a quelle del Real, la Nike immette nelle casse catalane 33,9 milioni di euro a stagione.

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DIRITTI TV

Fino ad ora la questione in Spagna inerente ai diritti televisivi è stata molto spinosa, meglio dire dittatoriale, in quanto il businness globale intorno alla Liga non è ripartito in maniera equa (solo Mongolia e Groenlandia non hanno acquistato i diritti). La Spagna ha un sistema di ripartizione individuale, con le squadre lasciate libere di negoziare direttamente con le televisioni. Questo metodo ha creato negli anni forti squilibri, con Real e Barcellona a spartirsi da sole quasi il 50% del totale (circa 140 milioni di euro ciascuna a stagione), mentre alle altre spettavano ‘le briciole’.
Le cose cambieranno dalla prossima stagione, grazie al “Real Decreto” che introdurrà dal 2016/2017 un sistema di distribuzione collettivo: L’incasso totale dei diritti tv andrà per il 90% alla Liga e per il 10% alla Liga Adelante. Le quote saranno così ripartite fra i club: una parte divisa equamente tra tutte le squadre (dovrebbe essere pari al 50%); un 25% basato sui risultati sportivi (degli ultimi 5 campionati per la Liga); un terzo del residuo legato ai ricavi da abbonamenti e biglietti; mentre il restante 17% sarà basato sul bacino d’utenza del club.

MONTE INGAGGI

Real Madrid: Negli ultimi anni Florentino Perez ha stabilito un sistema di suddivisione degli ingaggi in cinque livelli. Al vertice vi sono le due superstar, Cristiano Ronaldo e Gareth Bale, il portoghese riceve uno stipendio annuale da 35,5 milioni lordi: 17,5 netti più bonus, mentre per il gallese vi sono circa dodici milioni netti all’anno. Il secondo livello è quello dei “Candidati al pallone d’oro”, che include cinque giocatori: Karim Benzema (16,6 milioni di euro lordi, 8 netti), James Rodriguez (12,4 milioni lordi, 6 netti), Toni Kroos (12,4 milioni lordi, 6 netti) e Sergio Ramos (11,4 lordi, 5,5 netti).

Barcellona: Lo stesso sistema di ripartizione è seguito dal Barcellona, al primo livello vi è il tridente MSN: Leo Messi, il giocatore più pagato al mondo con i suoi 20 milioni di euro netti (41,5 lordi), segue Neymar con 29 milioni lordi (14 netti) davanti a Luis Suarez con 20,7 milioni lordi (10 netti). Il secondo livello vede meno giocatori rispetto ai galacticos: Andres Iniesta (7,5 netti) 15,5 milioni lordi e Ivan Rakitic 14,5 milioni lordi (7 netti). Seguono al terzo livello Piqué, Mascherano, Alves e Busquets i cui ingaggi variano da 5,5 a 6 milioni a stagione

DEBITI

La situazione finanziaria non sorride ai club spagnoli: esclusele due big, tutti gli altri club hanno un debito da circa 480 milioni di euro verso lo Stato e da 5 miliardi in totale.

Real Madrid: A discapito di un fatturato da 577 milioni di euro, i galacticos devono fronteggiare debiti a breve scadenza da 361 milioni di euro, mentre quelli a lunga scadenza ammontano a 241 milioni. Solo nelle ultime stagioni il bilancio del Real è stato virtuoso, con un occhio attento al calciomercato e al Financial fair Play

Barcellona: Non può dormire sogni tranquilli nemmeno il Barcellona, il club catalano ha un debito complessivo da 330 milioni di euro e continua a finanziarsi tramite i soldi di Bankia, l’istituto che ha salvato l’UE dal fallimento con l’iniezione di 22 miliardi di euro.

 

 

About Nicholas Gineprini 544 Articoli
Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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