La sinfonia di Schubert: lo spartito della rinascita Gladbach

Schubert Borussia Monchengladbach

Ci sono favole che solo il calcio può raccontare. Non c’è altro modo di definire la storia di Andrè Schubert da Kassel. La dirigenza del Borussia Mönchengladbach lo sceglie come tecnico ad interim, in attesa di scegliere chi dovrà guidare i Fohlen al posto del dimissionario Lucien Favre.

Schubert è un perfetto sconosciuto, aveva iniziato la carriera di allenatore guidando l’U23 del Paderborn e poi la prima squadra. Nel 2011 passa al St. Pauli siglando un contratto di due anni ma all’inizio del secondo anno, dopo aver vinto una partita su sette, viene esonerato. Ritorna in attività nel 2014 diventando selezionatore della Nationalmannschaft U15, ruolo che lascia quando i Fohlen lo chiamano. E’ il 21 settembre 2015 quando Schubert si siede sulla panchina del Gladbach. All’inizio doveva essere, appunto, il traghettatore per una, massimo due ma l’incredibile serie di risultati positivi porta la società a dargli fiducia. L’esordio avviene al Borussia-Park contro l’Augsburg e si capisce subito come le cose siano cambiate. Il Gladbach impiega meno di mezz’ora a fare quattro gol ai malcapitati bavaresi che nelle ripresa riusciranno a dimezzare lo svantaggio ma non a salvare la baracca: 4-2 e primi 3 punti per i Fohlen. Seguono altre 5 vittore consecutive (3-1 allo Stoccarda, 2-0 al Wolfsburg, 5-1 all’Eintracht Francoforte, 3-1 allo Schalke e il 4-1 all’Hertha Berlino) e lo 0-0 casalingo con la neopromossa Ingolstadt che raccoglie molti più punti lontano dall’Audi-Park che tra le mura amiche.

Anche in Champions l’atteggiamento cambia, nonostante l’immeritata sconfitta con il Manchester City subita all’ultimo minuto che compromette non poco il cammino dei Fohlen, la squadra è più sicura dei propri mezzi e i cambiamenti, che già si erano intravisti col City, si notano totalmente nel doppio confronto con la Juve dove il Borussia raccoglie due pareggi ma avrebbe potuto ottenere di più al Borussia-Park. In cambio di rotta è netto e lo si vede anche nei numeri: ad oggi con “The interim one” in panchina il Gladbach ha giocato 11 partite: 7 vittorie (compresa quella in casa dello Schalke nella DFB-Pokal), tre pareggi e una sola sconfitta, segnando la bellezza di 25 gol. Dopo aver rissolevato le sorti del Gladbach, che ora è sesto in Bundesliga a due punti dal terzo posto, Schubert incassa anche la totale fiducia della società che gli rinnova il contratto fino al 2017. In Renania si può tornare a guardare al futuro con ottimismo, confermando che anche il poco fatto nel mercato estivo non è tutto da buttare. Innanzitutto Stindl è tornato ad essere il giocatore ammirato l’anno scorso ad Hannover, schierato da falso nove nel ruolo che fu di Max Kruse, Andrè Hahn aveva riguadagnato posizioni (prima dell’infortunio subito nella partita di Bundesliga contro lo Schalke per un bruttissimo intervento di Geis), Dahoud ormai è un titolare inamovibile ed incanta i tifosi con assist e gol, il rientro di Dominguez ha dato sicurezza a Christensen e di conseguenza solidità difensiva.

Mancano all’appello solo Stranzl e Herrmann, con loro il Borussia può compiere il definitivo salto di qualità per tornare ad inseguire quel terzo posto raggiunto l’anno scorso che vale l’accesso diretto in Champions League. Se favola dev’essere è bene continuare a sognare.

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