Anche l’Espanyol diventa cinese, al gruppo Rastar il 45% delle quote

Continua imperterrita l’espansione della Cina verso il calcio occidentale, lunedì 2 novembre il gruppo Rastar ha annunciato l’acquisto del 45% delle quote del club catalano dell’Espanyol. Si tratta del secondo club spagnolo le cui quote appartengono a un gruppo cinese, il terzo asiatico: nel gennaio dello scorso anno infatti Wang Jianling ha rilevato il 20% dell’Atletico Madrid, mentre nel 2013 Peter Lim, proveniente da Singapore ha acquistato le quote di maggioranza del Valencia.

Presidente del gruppo Rastar è Cheng Yaseng, secondo Forbes il 254mo uomo più ricco di Cina, con un patrimonio personale da circa un miliardo di euro. El Pais ha rilevato le cifre dell’operazione che si attestano sui 45 milioni di euro per il passaggio del 45% delle quote, con l’intenzione di arrivare nel breve periodo al 56%, quindi alla maggioranza. I due proprietari uscenti Daniel Sanchez Llibre e Ramon Condal, le cui quote si attestano sul 35%, rimangono in società e mantengono un peso decisionale. In ogni caso 14 di questi milioni verranno subito utilizzati per ripianare i debiti societari verso il fisco spagnolo da 140 milioni di euro, con tassi di interesse che non sono stati resi noti.

Il gruppo Rastar è una società con sede nelle regione del Guangdong, è specializzata nella produzione di automobili giocattolo. A partire dal 2013 il gruppo si espande anche nel settore dei videogame. Rastar si occupa anche della commercializzazione di materie prime per l’industria ed è quotata in borsa per un valore stimato in 9 miliardi di euro. I nuovi proprietari dell’Espanyol tramite il sito Alibaba (a sua volta proprietario del 50% delle quote del Guangzhou Evergrande) hanno realizzato l’80% dei ricavi nell’e-commerce tramite acquisti all’estero. Dunque l’operazione di acquisire un club calcistico ha come obiettivo principale  quello di promuovere il proprio prodotto anche sul mercato europeo.

I modellini del gruppo Rastar
I modellini del gruppo Rastar

Sarà interessante osservare se il gruppo Rastar si comporterà come le altre proprietà cinesi in Europa, o se questa rimarrà una pura operazione di promozione dei prodotti. Gli altri gruppi cinesi, ovvero la Vansen International Sports in Olanda con l’Ado Den Haag, la Wanda Group con l’Atletico Madrid e la Shanghai Ping Investmen con il Pavia, oltre ad aver effettuato ingenti investimenti sul territorio, hanno stabilito delle solide relazioni di partnership con le Accademy europee allo scopo di istruire giovani calciatori e allenatori al di fuori dei confini nazionali, in particolar modo in Spagna, dove Wang Jianling ha costruito una Accademy che accoglierà più di cento giovani cinesi, dando così continuità al progetto “Future Football Stars” che nasce anni addietro. Pure l’operazione Milan, nonostante tutti gli interrogativi che vi gravitano attorno sembra essere finalizzata allo sviluppo del calcio cinese (leggi qui), con la presenza di Li Shilin, proprietario del Beijing Guoan, ovvero la squadra del governo e Mr. Bee coinvolto nel progetto di inserimento del calcio come materia scolastica, dato che la sua Global Legend Series sarà coinvolta nella costruzione di ben 20.000 Accademy sul territorio nazionale.
Solo i prossimi mesi ci diranno quali saranno le vere intenzioni del gruppo Rastar, se questi è indipendente o inglobato in un disegno più ampio di sviluppo interno.

 

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Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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