Russia – CSKA, prove di fuga. Berdiyev-Rostov: che sorpresa! Anzhi a picco.

L'angolano Bastos abbracciato dai compagni dopo il goal decisivo con la Dinamo. Rostov secondo con la Lokomotiv.

Gioisce il CSKA, si disperano tutte le altre moscovite (e anche lo Zenit). E’ questo il resoconto dell’ultimo turno di Russian Premier League, che come sempre ha regalato sorprese (tante), goal e spettacolo.

Fa festa, dicevamo, il CSKA di Slutskiy. Perchè vince sull’Ufa anzitutto. Contro la formazione baschira, apparsa per lunghi tratti della gara troppo rinunciataria, i rossoblu vincono grazie alle reti di Ignashevich (ennesimo rigorista per l’armata rossa, dopo i troppi errori finora di Natcho e Doumbia) e del serbo Tosic. Un successo importante nel match di apertura, che permette al CSKA di allungare sulle inseguitrici. Già, perchè sia la Lokomotiv sia lo Zenit falliscono nei loro rispettivi match. Partiamo dai ragazzi di Villas Boas, che tra le mura amiche non riescono a sfondare il bunker innalzato da Gordeev a difesa del proprio portiere. Risultato: reti inviolate, una piccola impresa del Mordovia (ora non più ultimo) e tanto rammarico per i due punti gettati dallo Zenit.

Se la passa ben peggio la Lokomotiv, che a Krasnodar contro il Kuban viene letteralmente asfaltata nel primo tempo dai cosacchi di Tashuev, apparsi in forma smagliante. Una doppietta di Melgarejo (ora capocannoniere della RPL, la rete di Armas ed i sigilli dei due ex Ignatjev e Tkachev (pronuncia Tkaciov) calano la manita in meno di quaranta minuti, certificando di fatto come per i ferrovieri si sia trattata di una giornata da incubo. A poco servono le marcature di Niasse e Kolomejtsev nella ripresa, perchè ancora Ignatjev nel finale arrotonda il risultato. Lokomotiv alla seconda sconfitta consecutiva, che inizia a pagare le scarse alternative di una rosa oggettivamente ridotta all’osso e la fatica accumulatasi nei titolari. Cherevchenko ora dovrà essere bravo ad inserire e motivare chi finora ha trovato poco spazio, e dovrà farlo già da giovedì ad Istanbul, dove i rossoverdi si giocheranno una grossa fetta di Europa League.

Se non ride la Lokomotiv, se la passano male anche le altre due moscovite rimaste, ovvero Spartak e Dinamo. Analoghi risultati per le due formazioni, sconfitte per 1-0. I biancorossi cadono tra le mura amiche della Otkritie Arena contro l’Ural, salito a quota 22, e in piena bagarre quinto posto; i biancoblu a Rostov-na-Donu, puniti dall’angolano Bastos. Rostov secondo in classifica. Grandi meriti ovviamente vanno al tecnico turkmeno Berdiyev, che gli appassionati di calcio internazionale ricorderanno essere tra i principali fautori dei titoli conquistati anni fa dal Rubin Kazan. L’allenatore dei selmashi ha dato alla squadra solidità difensiva ma anche cinismo in attacco. Il risultato positivo è sotto gli occhi di tutti, e sognare una qualificazione europea non è impossibile.

Dilaga a Samara il Krasnodar, che fa capire come, per la lotta ad un piazzamento europeo, i neroverdi siano tutt’altro che fuori. Un Krylya che fino a domenica aveva subito appena 13 reti (due in più di CSKA e Lokomotiv, tre in meno di Zenit e Spartak), che aveva trovato nella solidità difensiva un’ottima base per puntare alla salvezza. Nella gara contro i neroverdi, invece, proprio il pacchetto arretrato è mancato, punito dalla rapidità e dalla brillantezza di un Krasnodar capace di dilagare nel finale. Krylya che lamenta un mancato rigore concesso sullo 0-0 (simulazione in area di un giocatore dei padroni di casa mal valutata dal direttore di gara che ha concesso una punizione dal limite), ma che di fatto – salvo su un piazzato del francese Mollo – non ha mai portato grandi pericoli dalle parti di Dykan. A sbloccare la gara è Mamaev al 36′, che si fa perdonare un errore di pochi minuti prima: l’ex CSKA riceve palla in area spalle alla porta, si gira (male Taranov nell’occasione) e fulmina Konyukhov in diagonale. La furia dei tori si manifesta però nella ripresa: Smolov raddoppia con un preciso tiro che sbatte sul palo e si insacca. I padroni di casa si sbilanciano lasciando praterie, ed il Krasnodar ci va a nozze: prima Mamaev firma la personale doppietta su un cross basso di Ari, poi è il brasiliano a siglare il poker, con uno splendido tocco sotto dal limite dell’area che scavalca il povero Konyukhov. Da spendere anche due parole sul terreno indecente di Samara: un campo di patate come purtroppo fin troppo spesso si è abituati a vedere da quelle parti.

Per finire, punti salvezza importanti per Amkar e Rubin. I primi vincono 1-0 tra le mura amiche dello Zvezda contro i ceceni del Terek, sempre vicini a fare il passo decisivo per puntare ad un posto in Europa ma sempre destinati a cadere sul più bello; i tatari invece espugnano l’Anzhi Arena grazie ad una doppietta del redivivo Devic (primo goal in collaborazione col portiere dei daghestani Pesjakov). Inizia ad essere drammatica la situazione per l’ex squadra di Eto’o: senza più un allenatore, con una classifica complicata – ultimo in solitaria – senza gioco e senza un vero bomber.

CSKA Mosca – Ufa 2-0  (21′ Ignashevich rig., 62′ Tosic)
Mordovia – Zenit 0-0  
Krylya Sovetov – Krasnodar 0-4 (37′ Mamaev, 61′ Smolov, 77′ Mamaev, 87′ Ari)
Anzhi – Rubin 1-2 (20′ Devic, 22′ Devic, 65′ Maksimov (A))
Kuban – Lokomotiv 6-2 (4′ Ignatjev, 14′ Melgarejo, 19′ Armas, 28′ Melgarejo, 38′ Tkachev, 64′ Niasse (L), 76′ Kolomejtsev (L), Ignatjev 90′)
Spartak – Ural 0-1 (80′ Acevedo)
Amkar – Terek 1-0
(52′ aut. Utsiev)
Rostov – Dinamo 1-0 (55′ Bastos)

CSKA 36, Lokomotiv 27, Rostov 27, Zenit 26 Spartak 23, Ural 22, Krasnodar 21, Terek 20, Amkar 16, Krylya Sovetov 15, Dinamo 15, Rubin 13, Kuban 13, Ufa 10, Mordovia 9, Anzhi 8.

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Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.
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