Russia – CSKA in fuga, la Loko prova a inseguire. Lo Zenit frena nuovamente.

L'esultanza di Niasse dopo il 2-0 della Lokomotiv

Qualcuno fermi il CSKA. Potrebbe essere il titolo di un film, ma è la realtà dei fatti, almeno per quanto visto finora in Russian Premier League. Dodici giornate, soltanto due pareggi e tutte vittorie per i rossoblu che, nell’ultimo turno, si sono sbarazzati anche dell’Ural, faticando più del previsto sì, ma alla fine quello che conta, ovvero il successo, è arrivato. Il massimo con il minimo sforzo, con un Panchenko finalmente decisivo anche a Mosca, con il secondo sigillo in campionato e con il secondo assist in campionato, in una prova positiva anche per dare qualche alternativa in più a Slutskiy sulla trequarti. L’Ural esce sconfitto ma soddisfatto: c’è stata la prestazione, la classifica continua ad essere migliore di quanto sperato. Magari, con un difensore di livello, si potrebbe anche fare il salto di qualità.

Il CSKA fugge, la Lokomotiv insegue a -5. Lontana, ma non troppo. Soddisfatta, perchè un turno che era sfavorevole, sulla carta, non ha mutato le distanze. Merito dei ferrovieri, che sbancano 2-1 la Otkrytie Arena dello Spartak Mosca. Una buona prova dei rossoverdi, assoluti padroni del campo nella prima frazione di gioco, bravi a raddoppiare in avvio di ripresa, ma sciuponi nel finale, dove un paio di ripartenze potevano essere gestite meglio. Parziale che avrebbe potuto essere anche più largo. Le reti: Kolomejtsev sblocca di testa su una torre di Samedov (difesa dello Spartak inguardabile nell’occasione), Niasse raddoppia con un destro meraviglioso su cui Rebrov nulla può. Solo per le statistiche il goal dei padroni di casa con Bocchetti. Non nego mi aspettassi già da oggi un crollo della Lokomotiv, contro uno Spartak che lo scorso anno fece benissimo nelle sfide contro le prime della classe. Ed invece i rossoverdi hanno nuovamente sorpreso. Squadra corta, organizzata, magari non spettacolare ma sicuramente efficace. E che, oltretutto, sta godendo di un periodo di forma straordinario sin da inizio campionato, sia fisicamente che psicologicamente. Se ne sono accorti anche in Europa League a Lisbona, e sono certo che giovedì anche i turchi del Besiktas non avranno vita semplice.

Chi deraglia, invece, è lo Zenit San Pietroburgo, che arresta nuovamente la sua corsa al primato (e vede allontanarsi il secondo posto) in quel di Krasnodar, contro un Kuban orgoglioso e capace di imporre ai campioni in carica il 2-2. Xandao sblocca subito la gara in favore dei canarini, Dzyuba e Shatov la ribaltano a cavallo dei due tempi, Melgarejo (terzino ai tempi del Benfica) si riscopre bomber – sesto goal in campionato per lui – è fissa il risultato definitivo. Fanno festa i padroni di casa, si disperano i ragazzi di Villas Boas, tanto bravi in Europa quanto spreconi in campionato.

Se il Kuban è soddisfatto, non si può dire lo stesso dei concittadini del FK Krasnodar, stoppato anch’esso sul 2-2 a Makhachkala dall’Anzhi che abbandona così l’ultimo posto in classifica. Ed è un pareggio che lascia l’amaro in bocca soprattutto all’ex squadra di Eto’o, che chiude il primo tempo in avanti di due reti (Hugo Almeida e Boli), resiste per gran parte della ripresa ma poi, nel finale, si fa punire e raggiungere da Ricardo Laborde ed Ari, entrambi subentrati in corso d’opera. Chissà come sarebbe finita se fossero partiti dall’inizio …

Si decidono nel finale anche la sfida di Perm, tra Amkar e Dinamo (1-1, con pareggio moscovita su rigore nel recupero) e quella di Samara tra i padroni di casa del Krylya ed il Terek Grozny. La partita resta in netto equilibrio fino all’88’, quando il brasiliano Adilson trova il destro vincente che porta in Cecenia i tre punti, seguito nel settimo ed ultimo minuto da Mitrishev che chiude la pratica e realizza la prima rete stagionale.

Vince in rimonta il Rubin Kazan. I tatari si ritrovano in svantaggio tra le mura amiche dopo appena 4′, puniti da Pouriè (perdonate il gioco di parole), ma poi vedono scatenarsi il terzino e capitano Kuzmin che, nella settimana dell’esordio con goal a 34 anni in Nazionale, si regala anche la prima doppietta in carriera, inframezzata dalla bella punizione vincente del bielorusso Kislyak.

RISULTATI:

CSKA – Ural 3-2 (2′ Panchenko, 22′ Acevedo (U), 38′ Doumbia, 56′ Wernbloom, 60′ Gogniev)
Kuban – Zenit 2-2 (2′ Xandao (K), 44′ Dzyuba, 54′ Shatov, 64′ Melgarejo (K))
Amkar – Dinamo Mosca 1-1 (83′ Prudnikov (A), 90’+1 Kokorin rig.)
Rubin Kazan – Ufa 3-1 (4′ Pouriè (U), 20′ Kuzmin, 65′ Kislyak, 78′ Kuzmin)
Spartak Mosca – Lokomotiv 1-2 (9′ Kolomejtsev, 49′ Niasse, 77′ Bocchetti (S))
Krylya Sovetov – Terek Grozny 0-2 (88′ Adilson, 90’+7 Mitrishev)
Anzhi – Krasnodar 2-2 (15′ Hugo Almeida (A), 40′ Boli (A), 79′ Laborde, 81′ Ari)
Rostov – Mordovia posticipo 20 ottobre ore 18

CLASSIFICA: CSKA 32, Lokomotiv 27, Zenit 22, Spartak 20, Terek 19, Rostov 18*, Ural 16, Krylya Sovetov 15, Krasnodar 15, Dinamo 15, Amkar 13, Rubin 10, Kuban 9, Anzhi 8, Mordovia 7*, Ufa 7.

* una partita in meno

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Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.
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