16 ottobre 1905, nasceva Lee Huitang: la leggenda del calcio cinese pre seconda guerra mondiale

Ci sono uomini che la storia calcistica ha dimenticato, risalenti ai primi anni del ‘900. Lee Huitang è uno di questi, oggi 16 ottobre sono trascorsi 110 anni dalla sua nascita. Indiscutibilmente il miglior giocatore asiatico di quel periodo.

Lee Huitang (Lee Wang Tong) (16 ottobre 1905- 4 luglio 1979) fu un punto di riferimento per l’intero movimento calcistico, un visionario avanti anni luce rispetto ai propri tempi. Non solo è stato il calciatore più importante della sua nazionale, dopo una memorabile carriera è stato anche il primo cinese a ricoprire la carica di vicepresidente della FIFA nel 1965 ed è stato eletto miglior giocatore al mondo nell’epoca pre seconda guerra mondiale dalla federazione tedesca.

Lee Huitang
Lee Huitang

Lee cresce negli anni  definiti dagli storici come “Il periodo dei Signori della Guerra” (1916-1928), sorto al termine della dinastia Qing con la morte dell’ultimo sovrano Yuan Shikai. Il paese si divise in cricche militari nelle regioni della Cina continentale. Huitang studia e si forma al Queen’s College di Hong Kong e nel 1922 entra a far parte della rappresentativa giovanile del South China, gli basta un solo anno per mettersi in mostra e nel 1923 è chiamato in nazionale per i Far East Games che si tengono a Osaka, il giovane attaccante mette in mostra tutto il suo potenziale conducendo i suoi alla vittoria finale del torneo. I Far East Games sono gli antenati dei giochi asiatici, alle quali, in ambito calcistico partecipavano Cina, Filippine, Giappone e Indonesia (questa solo nell’ultima edizione del 1934), dove la nazionale cinese, a parte la prima edizione del 1913, vinse le nove successive.

Un match di Basket nei Far East Games del 1923
Un match di Basket nei Far East Games del 1923

I giornali di Hong Kong nel 1922, descrivevano Lee Huitang come un atleta alto un metro ottanta, capace di andare al tiro da qualsiasi posizione, dotato di una agilità fuori dal comune, era in grado di difendere e giocare il pallone a proprio piacimento. Con il South China partecipa all’Hong Kong First Division League, un campionato inizialmente a otto squadre con girone all’italiana trionfando in otto occasioni nell’arco della sua carriera.
Diventa particolarmente famoso al di fuori dei confini cinesi nel 1923, quando Henry Uniti, rappresentante della federazione australiana di calcio, desidera invitare la nazionale cinese per un match amichevole allo scopo di istituire uno scambio culturale fra i due paesi. L’Australia si avvale del giudizio di alcuni inviati speciali per valutare il livello delle squadre cinesi. Dopo vari tentativi diplomatici, nell’agosto dello stesso anno il South China attraversa l’oceano indiano per disputare un’amichevole contro il New South Wales. Da parte dei media c’è molto scetticismo per quanto concerne il livello dei cinesi, accolti alla dogana con forte ironia in quanti gli australiani, forti della supponenza britannica, credono di avere a che fare con un popolo primitivo che non conosce l’arte del pallone. Subito smentiti, infatti è Lee Huitang ad aprire le marcature dopo soli cinque minuti. La partita si conclude con il punteggio di 3-3 con l’attaccante cinese che mette a segno una doppietta, il pubblico è in visibilio per le sue prodezze e la federazione australiana gli riserva la medaglia d’oro come uomo partita e la stampa sentenzia senza remore che Lee è il “Giocatore numero uno, il suo gioco è poesia”.

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Il New South Wales negli anni ’20

Huitang fu senza dubbio il pioniere del calcio cinese, divenne ben presto l’idolo delle masse. Secondo la suo concezione, visionaria per una terra frammentata dai conflitti interni, il calcio era elemento di unione, lo vedeva come uno sport popolare e non riservato solamente all’alta borghesia. Nel 1928, a soli 23 anni, pubblicò un libro di didattica sul calcio: una serie di nozioni per l’iniziazione e lo sviluppo della tecnica. Nonostante la giovanissima età e l’impareggiabile abilità con i piedi, aveva delle profonde conoscenze per quanto concerne l’addestramento, tutt’ora attuabili: a discapito dei suoi tempi, sosteneva che il calcio dovesse essere già praticato dall’infanzia, abbinandolo ad altre discipline per uno sviluppo globale dei movimenti e l’equilibrio del corpo.

Nel 1926 lasciò il suo Club, il South China, per mettersi a disposizione dell’Università di Shanghai (la Fundang) per l’addestramento dei giocatori. Con disappunto, si ritrovò di fronte a un ambiente nettamente primordiale dal punto di vista del gioco: “I giocatori non erano in grado di andare al tiro, spedivano la palla fino in cielo, e quando ricadeva dieci minuti più tardi non se la passano mai. Si intestardivano con dribling inutili per farsi applaudire dal pubblico”. Sotto la sua guida, la rappresentativa di Shanghai migliorò notevolmente imponendosi a livello nazionale con la vittoria di due campionati nel 1930 e nel 1933.

La moralità e l’unione nello sport erano per Lee l’elemento più importante. Predicava rispetto per gli avversari, qualunque fosse la loro provenienza. Lee racconta di quando un giocatore avversario gli entrò in scivolata durante una partita, provocandogli la frattura della gamba. Secondo le leggi vigenti, se Lee avesse denunciato i fatti alla polizia, l’autore del fallo sarebbe stato posto a processo con il forte rischio di finire in carcere. Huitang, una volta ricevuta la visita della polizia in ospedale, decise di non rivendicare nulla.

Il periodo della seconda guerra sino-giapponese segnò l’interruzione dell’attività calcistica sul suolo cinese. L’ultima partita disputata dalla nazionale fu il primo turno delle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove la nazionale cinese ricercò i fondi per la trasferta con alcuni match di esibizione disputati contro Vietnam, Singapore e Indonesia. Ben 27 in soli due mesi, con 24 vittorie. Il tabellone mise di fronte Gran Bretagna e Cina, con gli europei che si imposero per 2-0. Per Lee Huitang la carriera calcistica era agli sgoccioli: quando il conflitto arrivò anche a Hong Kong fu costretto ad unirsi alle forze armate nella regione cinese del Guangdong, dove ottenne la promozione al grado di maggiore.

La rappresentativa Cinese negli anni '30
La rappresentativa Cinese negli anni ’30

Alla ripresa delle attività, nel fermento della guerra civile fra le forze comuniste di Mao e i nazionalisti, appoggiati dagli americani, a Lee Huitang fu assegnato l’incarico di allenatore della nazionale. Il primo impegno ufficiale furono le olimpiadi del 1948 in Gran Bretagna. Al primo turno la Cina si trovò di fronte alla Turchi, nella partita disputata al Green Pond Road di Walthamastow, i turchi prevalsero senza affanni imponendosi per 4-0. Al termine del conflitto che vide il Partito Comunista respingere i nazionalisti nell’isola di Taiwan, anche la nazionale si divise in due.

Lee Huitang, simbolo calcistico di una nazione abdicò, decidendo di affiliarsi alla Rebubblica Cinese, della quale divenne il primissimo allenatore con la vittoria degli Asian Game per due edizioni consecutive: nel 1954 e nel 1958.

Nel mentre, la Cina Comunista si chiudeva al mondo esterno uscendo dalla FIFA e dal Comitato Olimpico dato che entrambi, riconoscevano entrambe le Cine. Huitang fu eletto vice presidente della FIFA nel 1965 ed è stato uno dei padri fondatori della AFC. Nel 1976, prima della sua morte avvenuta a Hong Kong, la rivista della federazione calcistica tedesca lo inserisce in una speciale lista delle cinque persone più influenti della storia del calcio, assieme gente del calibro di Pelè e Puskas, e lo definisce il miglior giocatore al mondo pre-seconda guerra mondiale.

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Statua commemorativa a Hong Kong
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Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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