Getafe-Malaga 1-0: lampo di Scepovic, ora è crisi per Javi Gracia

getafe-malaga

La quarta giornata di Liga comincia col successo, vitale, del Getafe sul Malaga. Due, pesantissimi, zeri pesavano sulla classifica delle due squadre prima del calcio d’inizio: zero punti per i capitolini, tra l’altro attesi nel turno infrasettimanale dalla proibitiva trasferta al Calderon contro l’Atletico Madrid, zero gol per gli andalusi, con due punti in graduatoria. Alla fine è stato il Getafe a rialzare la testa: 1-0 risicato, decide un gol dopo nemmeno 100 secondi di Scepovic, in prestito dal Celtic. 360 minuti, più recupero, senza segnare: mercoledì sera, col Villarreal, sarà meglio per Javi Gracia che i suoi comincino a carburare. Perché quella vista stasera è una squadra che farebbe fatica anche in Segunda per la pochezza del gioco espresso e per la confusione mostrata anche dagli interpreti sulla carta più validi qualitativamente.

Confusione, forse, dettata anche dal cambio modulo: dal 4-2-3-1 che ha segnato l’esperienza dell’ex Osasuna al Malaga, al 4-4-2 con Amrabat seconda punta al fianco di un sempre più spento Charles. Ricardo Horta avrebbe il passo per generare pericoli, peccato che il portoghese fallisca una chiara occasione a fine primo tempo e sembra soffrire il suo ormai atavico problema in fase realizzativa. Più compatto il Getafe di Fran Escribà, trascinato proprio da due fedelissimi del tecnico ex Elche, Damian Suarez e Victor Rodriguez.

E’ il piccolo fantasista a generare la rete dell’1-0, dopo un minuto e mezzo di gioco. Albentosa, di gran lunga il peggiore in campo, gli dà il tempo di avanzare fino al limite dell’area e non contrasta il filtrante che trova l’inserimento di Scepovic: il centravanti, due presenze anche nella Sampdoria nel 2010, fa secco Kameni con un gran colpo di testa in tuffo. A Gijon il serbo ha lasciato un gran ricordo prima del passaggio, per ora non fortunato, in Scozia, chissà che non possa trasformarsi in una sorpresa della stagione. Del Malaga, tranne qualche spunto di Duda e il nervosismo di Amrabat (che abbandona per infortunio prima dell’intervallo), non c’è traccia. Allucinante, davvero.

L’ingresso dell’ex Cagliari, Cop, non ravviva – anzi – la situazione. Tissone fa legna, nulla più, Recio ci mette cuore ma è troppo confusionario. Il Getafe, così, controlla agevolmente la situazione e si affida alle folate del solito Lafita: il 7 di casa sembra sonnecchiare per larghi tratti del match, poi semina il panico con le sue giocate. La migliore occasione della ripresa, comunque, capita a Victor Rodriguez: bella la sua percussione centrale (con Albentosa ancora fermo sulle gambe), Kameni riesce a respingere la conclusione potente. La girandola di cambi, compresa l’entrata in campo di Tighadouini – attaccante marocchino che tanto bene ha fatto col Nac Breda – contribuisce all’abbassamento ulteriore dei ritmi del match. Che finisce dopo quattro minuti di recupero, senza alcun sussulto. Stasera, però, per Escribà e il suo Getafe contava la sostanza.

About Alfonso Alfano 1753 Articoli
Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.