East Asian Cup, final round: la Corea del Sud pareggia e si porta a casa il trofeo

Corea del Sud
Fonte foto: Fourfourtwo.com

È giunta al termine l’East Asian Cup (competizione riservata alle nazionali dell’est asiatico), che ha visto la Corea del Sud impattare a reti bianche nel derby contro la Corea del Nord ed alzare ugualmente il trofeo grazie al pareggio per 1-1 nell’altro match di giornata.

Basta un pareggio a reti inviolate nel derby contro la North Korea, alla Corea del Sud per alzare il trofeo dell’East Asian Cup per la terza volta nella propria storia (gli altri successi sono datati 2003 e 2008). Il primo squillo della gara è delle “Tigri d’Asia”, che sfiorano la rete del vantaggio con il numero 22 Kwon Chang-Hoon (centrocampista di proprietà del Suwon Bluewings), il quale raccoglie un ottimo assist di Lee Yu-Jong (scelto dagli Jeonbuk Motors nel K-League draft del 2011) ma alza troppo il mirino della conclusione, mentre la seconda occasione arriva con un tiro dalla distanza respinto in qualche modo dall’estremo difensore avversario Ri Myong-Guk. Portiere nordcoreano che si rende protagonista di un miracolo poco dopo, quando Lee Jae-Sung (altro giocatore di proprietà degli Jeonbuk Motors) va a botta sicura con un colpo di testa da due passi, ma il portiere del Pyongyang City risponde presente con un grandissimo riflesso. Prima dell’intervallo i Nordcoreani rischiano di capitolare per mano proprio con un quasi autogol di Kang Kuk-Chol (difensore del Pyongyang City), che nel tentativo di spazzare la palla su un cross rasoterra fa passare il pallone a pochi cm dallo specchio dalla porta in maniera parecchio maldestra. Nella ripresa il copione non cambia di una virgola, infatti la Corea del Nord continua la sua difesa ad oltranza mentre quella del Sud attacca a testa bassa alla ricerca del gol del vantaggio. La prima occasione della seconda frazione capita sui piedi del numero 10 dei “Reds” Lee Jong-Ho (detto anche “Gwangyang Rooney”), che raccoglie una respinta del portiere avversario al limite dell’area e prova ad infilare il pallone nel sette con una sorta di sforbiciata, la quale però viene respinta da un difensore avversario a pochi passi dalla linea di porta. Ma la vera occasione arriva poco dopo quando le Tigri asiatiche hanno una doppia chance per mettere finalmente la testa avanti: tutto parte da un’incursione sulla fascia sinistra che porta alla conclusione a botta sicura Lee Jeong-Hyeop, il quale però si vede respingere la propria conclusione con una parata di faccia del portiere avversario; sulla respinta la palla capita sui piedi di Kwon Chang-Hoon, che va anche lui a botta sicura ma vede il suo tiro respinto da un difensore avversario praticamente sulla linea di porta (rimane però qualche dubbio su un presunto tocco di braccio). L’ultima occasione del match capita al numero 9 dei “Taegeuk Warriors” Kim Shin-Wook (cercato in passato da QPR, Celtic e Real Madrid), che prova a risolvere il match con un grandissimo colpo di tacco ma il portiere nordcoreano Ri Myong-Guk chiude ancora la saracinesca della propria porta e fa disperare tutta la panchina sudcoreana, già pronta ad esultare.

Wu Lei
Wu Lei (Cina), autore del gol del pari nel match contro il Giappone. Fonte foto: Goal.com

Più emozioni e gol nell’altro match in programma, dove la Cina getta alle ortiche la grande chance per il sorpasso pareggiando con il punteggio di 1-1 contro il Giappone. A partire bene è il Giappone, che sfiora subito la rete del vantaggio con un magnifico tiro a giro di Usami Takashi (passato in Germania vestendo le maglie di Bayern Monaco e Hoffenheim), il quale però si stampa sulla traversa a portiere battuto. Nonostante ciò è la Cina a passare in vantaggio al primo vero affondo: l’autore della rete è Wu Lei (detentore del record di giocatore più giovane ad aver mai debuttato nel campionato cinese alla tenere età di 14 anni e 287 giorni), il quale insacca il pallone con una velenosa conclusione dal limite dell’area e su cui risulta decisiva la goffa deviazione di Daiki Niwa (29enne difensore del Gamba Osaka), buttatosi letteralmente “a peso morto” nel tentativo di respingere il tiro. Il gol subito manda in bambola i “Samurai” che rischiano di capitolare nuovamente poco dopo ancora per mano di Wu Lei, il quale elude bene la trappola del fuorigioco avversaria ma si perde sul più bello nell’uno contro uno con il portiere avversario Higashiguchi Masaaki (alla seconda chiamata nella nazionale giapponese). Lo scampato pericolo permette ai “Samurai” di rimettere insieme i pezzi ed organizzare una valida contro-offensiva che porta al gol del pareggio: tutto parte da una bella cavalcata sulla fascia di Koki Yonekura (volto nuovo in nazionale), il quale guadagna il fondo e mette in mezzo un ottimo pallone, che viene spedito in fondo al sacco dall’accorrente Yuki Muto (capocannoniere del final round con due reti). Nella ripresa la Cina cala notevolmente e il Giappone ne approfitta per provare il sorpasso, ma prima Yonekura e poi Muto peccano di mira. L’ultima occasione del match, sempre di marca giapponese, capita sulla testa di Wataru Endo (22enne difensore dello Shonan Bellmare), il quale salta più alto di tutti sugli sviluppi di un calcio piazzato ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta.

I migliori giocatori premiati al termine della competizione sono stati il nordcoreano Ri-Myong Guk come miglior portiere (decisiva la grandissima prestazione contro la Corea del Sud), i sudcoreani Kim Young-Gwon (al Guangzhou Evergrande dal 2012) e Jang Hyung-Soo rispettivamente come miglior difensore e Most Valuable Player, ed infine il giapponese Yuki Muto come capocannoniere della competizione con due reti all’attivo. Adesso l’appuntamento è al 2017, quando si volgerà l’ottava edizione del torneo est-asiatico in Giappone.

Corea del Sud-Corea del Nord 0-0

Cina-Giappone 1-1 (Wu Lei; Muto)

Classifica:

1-Corea del Sud

2-Cina

3-Corea del Nord

4-Giappone

5-Hong Kong

6-Guam

7-Chinese Taipei

8-Macau

9-Mongolia

10-Northern Mariana Islands

 

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Appassionato di ogni genere di sport (calcio e basket in primis), è un grande esperto del "calcio minore". Che sia la Copa Libertadores o la terza divisione danese poco importa, in qualunque campo rotola un pallone e ci sono 22 uomini c'è sempre una storia da raccontare.

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