Gold Cup: caldo, lisci e grandi giocate! Usa ok, Costarica “so and so”, Messico bene il primo set

gold cup

GOLD CUP – Gol, lisci, grandi giocate, disattenzioni difensive, squadre in ritardo e giocatori che chiedono asilo. tutti i condimenti presenti in questa 23a edizione del torneo Concacaf per nazionali, la 13a con denominazione dorata: gli USA partono col freno a mano tirato, il Costa Rica ce la mette tutta ma non rompe il sortilegio di quest’anno solare ‘stregato’, il Messico passeggia con un risultato tennistico. Bene le Caraibiche: 5 punti con 4 squadre, male le Centroamericane, 3 punti con 5 nazionali in campo. Ma ecco cosa è avvenuto più dettagliatamente nella prima tornata di incontri

GRUPPO A
Nel gruppo A vittoria sofferta degli USA di Klinsmann che superano 2-1 l’Honduras di Jorge Luis Pinto grazie alla doppietta di Clint Dempsey al 25′ e al 64′: con queste due reti Dempsey raggiunge i 43 gol in nazionale e consolida il suo ruolo di vicecannoniere storico delle Stars and Stripes(ancora lontano Landon Donovan a 57). Il fiuto del gol dell’attaccante del Seattle Sounders è sicuramente la miglior notizia per gli americani nella serata di Frisco, Texas, dove ,nome a parte, regna un caldo asfissiante. Complici anche le condizioni climatiche, gli Usa calano alla distanza e già al 69′ con rete di Discua l’Honduras rientra in partita. Manca però la lucidità sottorete ai Catrachos per pareggiare, con almeno altre tre occasioni dove i centroamericani si avvicinano pericolosamente dalle parti del portiere americano Guzan, senza poter trovare però la stoccata del 2-2. Nel complesso si può dire che un risultato in equilibrio sarebbe stata la conclusione più giusta. Stati Uniti da rivedere e Honduras che può guardare con legittimo ottimismo ai prossimi impegni contro Panama e Haiti.
Proprio queste due ultime sono le nazionali che hanno inaugurato il torneo nello stesso scenario del Toyota Stadium di Frisco, pareggiando 1-1: al vantaggio panameño di Quintero al 55′(che liscio del difensore haitiano Jerome…), Haiti risponde all’85’ con un gran gol del 21enne Nazon, che va via in percussione sulla destra, doppio dribbling a rientrare verso il fondo sul difensore Cummings e destro secco a incrociare sul secondo palo.
Prossimo turno: stanotte ore 1.00 Honduras-Panama ; ore 3.30 Usa-Haiti, entrambe le partite si giocheranno a Foxborough.

GRUPPO B
Nel gruppo B non riesce a spezzare il maleficio il Costa Rica, che nel 2015 non ha mai vinto. Questa volta è 2-2 contro una Giamaica che dopotutto non era certo un materasso vista la dignitosissima figura fatta in Cile nella Copa America contro Argentina, Uruguay e Paraguay. Sono proprio i campioni dei Caraibi al 12° minuto a passare per primi, seppur in modo rocambolesco: rimessa laterale di Lawrence dalla fascia sinistra che diventa uno spiovente in area, il difensore costaricense Diaz rimane colpevolmente a guardare, lasciando spazio alla staffilata sottomisura col destro di McCleary per l’1-0 dei Reggaeboyz.
Sotto shock la nazionale di Wanchope stenta a reagire nei primi minuti dopo il gol giamaicano, poi però trova un rapido uno due in pochi minuti: pareggio al 33′ con Roy Miller che infila di testa l’1-1 dopo un’azione manovrata da calcio di punizione dal limite dell’area; dopo quattro minuti al 37′ lancio al bacio di Celso Borges per David Ramirez che anticipa con colpo sotto l’uscita di Dwayne Miller per firmare il sorpasso dei Ticos.
Passano però solo 3 minuti dal rientro dagli spogliatoi che la nazionale di Winfried Schafer trova il pareggio: errore di impostazione di Bryan Ruiz, Jobi McAnuff anticipa e si lancia palla al piede, salta due rivali e con il sinistro elude l’uscita del portiere Alvarado.
Nulla di fatto nel derby tra tecnici spagnoli che è stato El Salvador e Canada: ma lo 0-0 più che di una partita noiosa o dove entrambe le squadre abbiano cercato di annullarsi, è figlio soprattutto dell’imprecisione degli attaccanti su entrambi i fronti e anche delle grandi parate nel primo tempo del portiere del Canada di sangue greco Kyryakos Stamatopoulos. Sia la Selecta di Albert Roca che gli Acieri di Benito Floro giocano proiettate all’attacco senza fare calcoli: per El Salvador Bonilla e Punyed trovano per due volte gli spazi per calciare in porta nel primo tempo, ma Stamatopoulos chiude in entrambe le occasioni la saracinesca. Contropiede alla mezzora del Canada, Larin scappa via solo, supera in dribbling il portiere salvadoregno Carrillo, ma l’attaccante dell’Orlando City si defila eccessivamente e finisce col calciare clamorosamente fuori. Al 36′ giocata da fuoriclasse del semisconosciuto Richard Menjivar(gioca con Tampa nella NASL) che supera 4 rivali in percussione sulla destra, entra in area, evita un altro avversario e mette un rasoterra davanti alla porta dove però non arriva la deviazione vincente dei compagni.
Ripresa di marca canadese, ma né De Jong in volèe, né Ricketts in acrobazia o Teibert dalla distanza riescono a inquadrare la porta di Carrillo.
Prossimo turno sabato notte: ore 00.30 Giamaica-Canada, ore 03.00 Costa Rica-El Salvador

GRUPPO C
SCHERZA IL MESSICO NELLA PARTITA ‘BARZELLETTA’
La vittoria per 6-0 di Messico a Chicago contro Cuba nasce prima della partita stessa: non solo la Tri di Miguel Herrera è già di per sé una nazionale di 3 o 4 spanne superiore, in più nel seno della selezione cubana succede di tutto, prima con la diserzione dell’attaccante Keiler Garcia, divenuto il 21° calciatore cubano negli ultimi 15 anni a chiedere asilo politico a Washington, evidentemente poco fiducioso del disgelo tra Usa e Cuba inaugurato a fine 2014 da Obama e Raúl Castro; in più né il tecnico Raúl González né altri sei titolari della squadra sono riusciti a raggiungere a tempo gli Usa dopo aver disputato con successo in Antigua & Barbuda la fase a gironi delle qualificazioni al Preolimpico CONCACAF. Insomma tra ‘fughe per altri tipi di vittoria’ e ‘mamme abbiam perso l’aereo’ in un Soldier Field traboccante di passione tricolore(il Messico anche negli States gioca di fatto in casa quando non affronta gli USA) ne esce fuori un tennistico 6-0 che esalta Oribe Peralta, autore di una tripletta che per il momento ne fa il capocannoniere del torneo. Le altre marcature portano le firme di Carlos Vela, Andrés Guardado e Giovani Dos Santos. Per tutti e due in fondo poco più che un allenamento, visto che se per il Messico non era questo il vero banco di prova, neanche Cuba ha potuto veramente misurare la sua vera consistenza: cambierà qualcosa con il ‘rientro-arrivo’ degli altri titolari?
Nell’altro incontro del gruppo C vittoria per 3-1 di Trinindad &Tobago sul Guatemala. La difesa dei Chapines è burro semi sciolto in cui gli attaccanti della nazionale caraibica si infilano come coltelli da tè delle 5: dopo appena 25′ i Soca Warriors sono già avanti 3-0 con i gol di Bateau al 10′, Cato al 13′ e di Joevin Jones appunto al 25′, con strafalcioni difensivi del Guatemala che avrebbero fatto le fortune della produzione di Vai Col Liscio di Mai Dire Gol. I guatemaltechi sono la brutta copia di quelli visti all’opera nella Coppa Centroamericana 2014, dove la sola assenza di Marvin Ávila rispetto a quel torneo di qualificazione non può spiegare il black out della selezione dell’argentino Iván Sopegno, che trova ancora nella fame di gol del veterano Carlos Ruiz il sostegno per aggrapparsi al futuro immediato: il Pescadito trova il gol della bandiera al 61′, il suo 58° grido in 118 presenze(quasi 0,5 a partita) ma la sensazione è che l’immediato futuro del Chapín sia lontano dagli USA e dalla Gold Cup. Trinidad & Tobago dal canto suo festeggia la sua seconda vittoria in un esordio alla Copa de Oro: non accadeva dal 1998, anche allora un 3-1, in quell’occasione contro El Salvador.
Prossimo turno : domenica sera 23.30 Trinindad Tobago-Cuba; nella notte a partire dalle 02.00 Messico-Guatemala.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.