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Copa América, Ecuador-Bolivia 2-3: il cinismo della Verde inguaia la Tri

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Copa América, Ecuador-Bolivia 2-3: il cinismo della Verde inguaia la Tri

Nel girone A – senza ombra di dubbio il raggruppamento più morbido dell’intero torneo – si affrontano la vittima della partita inaugurale, l’Ecuador, e la nazionale probabilmente meno blasonata della CONMEBOL, la Bolivia. La Tri deve riscattare la sconfitta maturata contro il Cile nonostante una prestazione più che accettabile mentre la formazione boliviana necessita un cambio di passo dopo il soporifero 0-0 al debutto contro il Messico.

La Bolivia scende sul terreno di gioco di Valparaíso con gli occhi della tigre e già dopo pochi secondi dal fischio d’inizio Smedberg-Dalence – padre svedese e madre boliviana – prova a sorprendere Domínguez da calcio piazzato. Attento l’estremo difensore ecuadoregno che però non può nulla sul susseguente corner: Raldes, il capitano, evita la marcatura di Fidel Martínez e sblocca la contesa con un perentorio tuffo di testa. L’Ecuador viene colto di sorpresa e non riesce a reagire. Gli uomini di Soria ne approfittano e spingono sull’acceleratore tanto che al diciottesimo minuto realizzano addirittura il raddoppio grazie a un gran destro dalla distanza di Smedberg, l’uomo-chiave della Bolivia durante la prima frazione.
La selezione gialloblu, stordita, si dimostra confusionaria e incapace di produrre occasioni da rete. Enner Valencia e Jefferson Montero, i calciatori più rappresentativi di una nazionale orfana di Antonio Valencia e Caicedo, non sono in giornata. Allora entra in scena Joel Aguilera, l’arbitro salvadoregno della sfida, che tenta di raddrizzare il match della Tri regalandole un calcio di rigore a dir poco inesistente. Enner Valencia si presenta sul dischetto e insacca ma è tutto da rifare (Miller ha invaso l’area prima dell’esecuzione). Secondo tentativo, questa volta Quiñonez neutralizza. Porta stregata per l’Ecuador che poco tempo dopo concede un penalty alla Bolivia per fallo di Erazo su Lizio (argentino naturalizzato). Moreno Martins non perdona e, a fine primo tempo, la Bolivia si ritrova sul 3-0 per effetto di un cinismo terrificante: quattro tiri verso lo specchio, tre dei quali sono terminati in rete.

Nella ripresa il vento continua a disturbare le traiettorie della sfera ma non impedisce alle due squadre di proseguire un incontro scoppiettante e assai piacevole. Quinteros, CT dell’Ecuador, inserisce Ibarra e Cazares per gli spenti Fidel Martínez e Quiñonez. La Tricolor rientra in campo con tutto un altro spirito, accantonando la scialba prova dei primi 45 minuti. Pronti, via e lo svantaggio viene accorciato: Montero si libera in area di un paio di difensori e serve a Enner Valencia il più comodo degli assist. I simboli dell’Ecuador si risvegliano e danno la carica alla squadra. Col passare del tempo, la Bolivia retrocede e abbassa sempre più il suo baricentro. Raldes e compagni non ripartono più – saranno 0 i tiri in porta dei boliviani nella seconda parte. L’Ecuador, di contro, attacca a ritmi forsennati ma realizza il secondo gol che riapre la gara solo a dieci dal termine. Meravigliosa la bordata di Miller Bolaños, stella dell’Emelec bicampione in patria. Ora, gli ecuadoregni capitanati dal sempreverde Ayoví ci credono e si sbilanciano ulteriormente. Noboa coglie una clamorosa traversa. Quiñonez, il portiere boliviano indiscusso migliore in campo, dice di no al tiro a giro di Cazares. Era l’ultima chance.

La Bolivia ottiene la prima vittoria in Copa América dopo 17 partite e a questo punto intravede un’insperata qualificazione ai quarti di finale, forte dei 4 punti raggiunti in due partite. Per l’Ecuador, invece, è notte fonda e persino un piazzamento tra le due migliori terze appare una missione impossibile.

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