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Pagelle Dnipro-Siviglia, gli ucraini: il cuore non basta

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Bella prestazione del Dnipro, che lascia il campo a testa alta. Grande prova di Konopljanka.

La finale di Europa League Dnipro-Siviglia è stata all’altezza del palcoscenico davanti alla quale si giocava. Se il Dnipro è approdato in finale moltissimi meriti li deve esigere il portierone (1,94 m di altezza) Boyko (6,5). Quantunque abbia preso tre gol è stato decisivo in altrettanti interventi. E se le occasioni sono piovute sulla sua porta, grande responsabilità ce l’hanno Douglas (5) e Cheberyanchko (5,5). La loro linea centrale si fa perforare ripetutamente. E passi la serie di rimpalli che hanno favorito il passaggio filtrante di Banega per Bacca sul finire del secondo tempo per il terzo goal spagnolo, ma la seconda rete di Bacca istruito da un enciclopedico filtrante di Reyes ha evidenziato i loro limiti tecnici in fase difensiva, al di là dell’indubbia grinta.

Sulla corsia di sinistra Léo Matos (6) non ha offerto grandi cavalcate ma in fase di copertura ha fatto il suo: il Siviglia ha colpito quasi sempre per vie centrali. Il laterale destro Fedeckyj (5) è stato più leggero; la maggior parte dei cross del Siviglia sono arrivati dalla parte sua. Il simbolo di questo Dnipro mai domo sono stati i due mediani Fedorchuk (6) e Kankava (6,5). Entrambi hanno lottato strenuemente senza mai risparmiarsi, il secondo è stato un filo più efficace nel recupero dei palloni.

Fedorchuk esce al 68′ per far posto a Bezus (5,5), classe 1990 e già un punto fermo della squadra, mentre Kankava esce all’ 85′ per fare posto a Shakhov (sv). Sulla trequarti capitan Rotan (7) si merita un voto alto non solo per la punizione esemplare che è valso il pareggio momentaneo sul finire del primo tempo, non solo per l’incredibile distanza corsa cercando di cucire fase difensiva e offensiva, ma anche per lo spirito impavido che ha saputo infondere nei suoi compagni di squadra. Al suo fianco Konopljanka (7) ha saputo rendersi degno del numero che porta sulle spalle: quando lui ha avuto la palla sui piedi il Dnipro ha saputo rompere gli indugi causando non poche ansie agli andalusi.

Lui sa vedere il gioco prima degli altri, lui sa creare superiorità numerica, lui sa quando è il momento di concludere piuttosto che di servire un assist; tre volte miglior giocatore del campionato ucraino, sentiremo presto parlare di lui. Matheus (6,5) non si tira indietro e a fine partita crolla dopo essersi scontrato con un difensore del Siviglia; suo il cross per il gol del vantaggio di Kalinic (6,5). Il croato ha saputo fare da sponda, facendo salire puntuamente la squadra che spesso e volentieri era stata sovrastata dal maggiore tasso tecnico degli avversari. Al 78′ fa posto al veterano Seleznyov (sv) che però non riesce a farsi notare.
Il Dnipro merita i complimenti per aver disputato una competizione addirittura sopra i suoi livelli. Si porta dietro lo scalpo di club illustri che puntualmente erano dati per favoriti vedi Ajax, Brugge e Napoli. Il sogno s’infrange ma gli avversari spagnoli hanno meritato. Gli ucraini rendono sportivamente l’onore delle armi ed è questa un’altra grande lezione.

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