L’intervista – Pierluigi Pardo: ‘Messi e CR7 senza rivali. Nel mio cuore Premier e… Tony Adams!’

Intervista Pierluigi Pardo

INTERVISTA PIERLUIGI PARDO – TuttoCalcioEstero.it è presente alla IX° edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, in scena dal 15 al 19 aprile nei luoghi tradizionalmente più belli del centro storico di Perugia. E per l’occasione abbiamo intervistato il giornalista di Mediaset Pierluigi Pardo. L’istrionico Pier vanta una laurea in Economia alla Sapienza di Roma nel 1999, città nella quale è cresciuto. Oltre ad essere uno dei telecronisti di punta per i match calcistici in onda sulle reti Mediaset, conduce la trasmissione Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco, in onda in seconda serata su Italia 1.

Tra un’imitazione e l’altra si è concesso alle nostre domande.

Qual è il campionato europeo più bello?
“Decisamente quello inglese, ti rispondo senza alcuna esitazione”.

Perché?

“La cultura e lo spettacolo calcistico che si vivono in quel paese non hanno eguali. A ciò si aggiunge il fatto che quando ero più giovane ho sempre seguito questo campionato, motivo per il quale lo sento particolarmente”.

Il campionato italiano in che posizione è?
“Il campionato italiano è un bel campionato che ha perso un po’ di appeal per alcuni errori gestionali e alcune lacune di governance. Ma il ‘calcio è sempre il nostro gioco’ – ironizza. Come al solito noi italiani ci deprimiamo o ci lasciamo trascinare da facili entusiasmi. Io sono ottimista e realista, lo metto al secondo posto”.

Ci sono segnali di ripresa?
“Decisamente sì. Sebbene sia triste dirlo, credo che basti adeguare un po’ i fatturati. Per fare questo è necessario anche migliorare gli stadi, se non altro per raggiungere i livelli che ci competono; senza dimenticarci che investire nei vivai è fondamentale per la crescita del nostro movimento”.

Un pronostico sulle coppe europee?
“Mi hai preso per il Divino Otelma? (sorride guardando i curiosi accorsi a vederlo e a spararsi i consueti selfie, ndr) Scherzi a parte, le italiane si stanno comportando bene. Dopo l’exploit del Napoli a Wolfsburg, lo vedo bene per la vittoria finale, sebbene resti un grande dilemma vista l’incostanza del suo rendimento. Al di là di tutto, spero molto nella vittoria di un’italiana”.

Chi sarà il prossimo Pallone d’Oro?
“A questo punto dell’anno è un po’ prematuro fare un pronostico”.

Sarà ancora una dittatura tra Messi e Cristiano Ronaldo o ritieni che ‘il talento sghembo e dinoccolato di Thomas Müller’ riuscirà ad impensierirli?
(Sorride e applaude per la citazione, ndr): “Thomas Müller a me piace tantissimo ma l’assegnazione del Pallone d’Oro dipende troppo dall’influenza mediatica e su questo piano Messi e Cristiano Ronaldo non hanno rivali, al di là dei meriti tecnici e sportivi. Proprio per questo motivo non so se ci sarà un’inverione di tendenza”.

Chi è stato il tuo idolo calcistico?
Tony Adams, capitano e bandiera dell’Arsenal a cavallo tra gli anni 80′ e 90′”.

Poco spazio al calcio internazionale sulla carta stampata. La situazione cambierà?
“No, non sono d’accordo. Molto spesso si riservano ottanta righe al Clásico e solo quindici alle partite di seconda fascia della serie A”.

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