Atletico Madrid-Real Madrid 0-0: il derby d’andata è una corrida a reti bianche

Atletico Madrid Real Madrid

ATLETICO MADRID-REAL MADRID 0-0 – Atletico Madrid-Real Madrid non è mai sfida banale, anzi è una delle rivalità più sentite e sportivamente vissute nel panorama calcistico moderno e passato. Nella passata stagione queste due compagini si sono giocate la finale della Champions League, mentre quest’oggi il calcio dovrà limitarsi ad osservare,con una certa fascinazione, le due compagini principali di Madrid affrontarsi in un quarto di finale che si preannuncia spettacolare. Il teatro di questo scontro fra titani e dei è il Vincente Calderon, cornice quanto mai torrida, per una contesa che quantomai rasenta e ricorda la guerra fra achei e troiani per la conquista della rocca di Troia, ma questa sera ci si gioca il primato nella capitale spagnola in una cornice tutta europea. Si affrontano due fra i più prestigiosi allenatori: Simeone ed Ancelotti. Due tecnici con filosofie diverse, due scuole di pensiero opposte: la grinta, il sudore, il sacrificio e l’aggressività del tecnico argentino che collide irrimediabilmente con il gioco pulito e soave dell’ex allenatore di Milan e Juventus. Le due compagini scendono in campo con il proprio undici titolare ideale, nessuna sorpresa per le due formazioni. I padroni di casa schierano Oblak fra i pali, estremo difensore sloveno che in questa ultima parte di stagione sta dimostrando grandi doti e personalità. A centrocampo agiranno Mario Suarez e Gabi, mentre l’attacco sarà affidato a Mandzukic e Griezmann. Carlo Ancelotti sceglie di rischiare il giovane e collaudato Varane al centro della difesa, al posto del più navigato Pepe, per il resto lo schieramento dei blancos non presenta grandi novità.

La prima frazione di gioco si disputa con un’intensità molto elevata, ma che, al di là degli scontri fisici, non fornisce grandi sussulti. Le due compagini si schiacciano vicendevolmente a parti alterne, ma le rispettive retroguardie non vanno mai in affanno e sbrogliano ogni pericolo egregiamente. Il direttore di gara deve intervenire talvolta per placare gli animi e far fronte a qualche colpo proibito. La prima occasione del match arriva al 30′, ma la conclusione dai ventri metri di Bale viene disinnescata da un attento Oblak. L’estremo difensore sloveno si supera cinque minuti più tardi sul tentativo di James Rodriguez. Il tiro d’esterno del colombiano dai sedici metri stava per insaccarsi in rete, ma Oblak è superlativo a sventare ogni pericolo. L’Atletico Madrid reagisce a questo spauracchio con Griezmann, ma la girata del francese termina fra le braccia di Casillas. La retroguardia dell’Atletico è nuovamente messa sotto pressione, ma Oblak chiude nuovamente la porta alla seconda conclusione di James Rodriguez.

Nella ripresa la contesa assume i connotati di una corrida. La vittima è Mandzukic, che viene letteralmente abbattuto da una gomitata di Sergio Ramos. Il calciatore croato riporta una lesione a livello del sopracciglio che lo fa sanguinare copiosamente. Il gioco maschio e fisico la fa da padrona in un match che, mano a mano, si abbassa nettamente di livello e si inasprisce con il passare dei minuti. Fra i più nervosi figura il terzino di spinta Carvajal che colpisce con un pugno Mandzukic in area di rigore, se il direttore di gara avesse visto il colpo dello spagnolo, avrebbe sicuramente concesso il penalty. Lo stesso Carvajal viene sostituito da Arbeloa, probabilmente per l’eccessivo nervosismo dimostrato nell’arco del match. Le emozioni si spendono nell’ultima manciata di minuti quando Casillas esce malamente su un pallone alto, ma il neo-entrato Torres non riesce a siglare la rete di un clamoroso vantaggio. Successivamente Casillas è attento nello sventare una conclusione sotto misura di Mario Suarez con l’aiuto di Arbeloa. Il match termina a reti bianche ed il verdetto è rimandato alla gara di ritorno. È complicato ed azzardato dare giudizi di natura tecnica ad un match come questo, sostanzialmente per le occasioni palesatosi durante l’arco dei novanta minuti il pareggio è risultato corretto. Il Real Madrid affronterà con il favore del proprio pubblico il ritorno, un vantaggio non indifferente, ma con l’insidia di non aver siglato reti in trasferta.

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Sono nato nella provincia di Treviso nel 1993, ma ho origini olandesi. Sono laureato in Filologia Moderna e Medievale, inoltre attualmente risiedo in Polonia. Sin da bambino il calcio ha esercitato un’enorme influenza sulla mia vita ed è una vivida passione che occupa le mie giornate. Il mio cuore batte per la nazionale olandese ed il NAC Breda. Mi divertono molto i gatti parlanti, la cosmogonia e le birre artigianali.

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