QPR-Chelsea 0-1: Fabregas gela gli Hoops allo scadere e Mou sorride

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QPR-CHELSEA 0-1 – Il Chelsea capolista affronta in trasferta al Loftus Road i padroni di casa del QPR. Clima primaverile rovinato da un vento importante che spazza costantemente il rettangolo di gioco mentre il sole a picco su entrambe le porte renderà meno agevole la partita per entrambi gli estremi difensori delle due squadre. Mourinho si presenta con il solito 4-2-3-1 collaudato e schierando a sorpresa in attacco Didier Drogba, visto che Remy il quale aveva la chance di poter partire titolare si è infortunato proprio oggi durante l’allenamento di rifinitura.

Il portoghese conferma 9 uomini su 11 e schiera titolare sulla destra Ramires a discapito di un Oscar appannato già da tempo che sarà seduto in panchina pronto all’occorrenza. Matic e Fabregas dovranno inoltre stare attenti a non rimediare l’ammonizione in quanto entrambi sono già arrivati al nono cartellino giallo nell’anno nuovo e al decimo scatterà una doppia giornata di squalifica che farà saltare le due delicatissime gare contro il Manchester United prima e contro l’Arsenal poi. Chris Ramsey invece deve fare i conti con l’infermeria praticamente piena e dovrà rinunciare a Edu Vargas e Leroy Fer fermi ai box per dei problemi alle ginocchia mentre Richard Dunne e Rio Ferdinand sono stati bloccati da un paio di acciacchi fisici.

Il match inizia in maniera piuttosto interessante con gli Hoops alti e aggressivi: i padroni di casa daranno il massimo difatti, forti di un weekend estremamente favorevole dal punto di vista della classifica per la lotta alla salvezza. Dietro infatti hanno perso tutte le dirette concorrenti ossia Burnley, Sunderland e Hull City. Ergo trovare un colpaccio oggi sarebbe per la squadra dell’ovest di Londra davvero uno spinta clamorosa. Il Chelsea invece con pazienza prova a far girar palla ma per il momento sotto il sole e il vento di uno splendido pomeriggio londinese non c’è grande spazio di manovra per i Blues si capisce già da questa prima frazione di gioco che non sarà un pomeriggio facile quello Mou e soci perché questi primi minuti hanno palesato un QPR davvero molto attento ed ordinato che cerca di sfruttare eventuali contropiede affidandosi ad Austin in formato di grazia con i suoi 17 centri stagionali.

La prima mezz’ora di gioco scivola via piatta e l’unico brivido procurato agli spettatori è stato il tiro cross di Willian che si è stampato sul palo. Non sta succedendo molto in campo in primis per merito dei padroni di casa che non concedono spazi ma anche demerito di un Chelsea appannato ed in visibile debito di ossigeno e che fin qui non ha ancora trovato né soluzioni personali nè  accelerazioni utili a scardinare il fortino messo su dagli uomini di Ramsey. Regge così grantico lo 0-0 alla fine del primo tempo grazie ad una ottima parata di Courtois che si fa trovare pronto su una bella conclusione dalla distanza da parte di Austin.

Le squadre tornano sul campo nel secondo tempo senza nessun cambio nelle rispettive formazioni ma anche il copione della partita rimane invariato: anche in questa ripresa è il QPR la migliore squadra in campo mentre i Blues non sembrano aver cambiato granché atteggiamento e registro, continuando ad apparire macchinosi e senza idee: la prima emozione della ripresa la regala Phillips con un cross al veleno che però non trova la deviazione vincente da parte dei compagni. Mourinho , barba lunga e occhiaie, mostra tutta la tensione di questi tempi e capisce che le cose non stanno prendendo la piega giusta: richiama un impalpabile Ramires e getta in mischia Oscar sperando di migliorare la costruzione di gioco e trovare un lampo dalla fantasia dei propri trequartisti che questo pomeriggio sembrano davvero privi di idee.

Scattato il 60esimo minuto di gioco avviene il miracolo di giornata targato Thibaut Courtois: Phillips si gira in un fazzoletto e spalle alla porta umilia Matic, lasciando partire una conclusione secca insidiosissima da brevissima distanza: i riflessi del’estremo difensore belga sono però pazzeschi e così il Chelsea si salva in corner. Senza ombra di dubbio questa è stata la palla gol più grande del match. Le speranze dei padroni di casa cominciano a farsi forti e il tempo con il suo scorrere li aiuta nel loro intento: si entra negli ultimi 20 minuti di gioco con gli Hoops decisamente più arrembanti ed intraprendenti e i Blues invece ancora fermi in cerca della prima vera occasione da goal. All’80esimo Mou si gioca la carta Cuadrado per Willian: la stanchezza è visibile sul volto di tutti i giocatori in campo e la rinomata velocità dell’esterno colombiano potrebbe rivelarsi fondamentale in quest’ultima parte di gara. Ramsey risponde al cambio inserendo Krancjar e Hoilett in modo da dare forze fresche, equilibrio e velocità alla propria formazione.

Gli ultimi 10 minuti scorrono senza particolari acuti, ma Green che più volte durante il match si è trovato in difficoltà con i rinvii (sbagliandone molti) combina un pasticcio e svirgola anche questa volta la sfera mandandola nei piedi di Hazard il quale nobilita la sua 100esima gara in Premier League con il guizzo del fuoriclasse quale è: penetrazione sulla linea di fondo con la palla al piede e cioccolatino al bacio per Fabregas che arriva a rimorchio e con il piattone inchioda Green e risultato sullo 0 a 1. Mariner rispetta i 3 minuti di recupero concedendo anche qualcosina in più ma non succede più nulla in campo e finalmente arriva il triplice fischio finale liberatorio.

Quella di oggi è stata una performance assai opaca da parte dei Blues che però tornano dal Loftus Road con i 3 punti in saccoccia con una vittoria fondamentale in virtù del distacco invariato di 7 punti sull’Arsenal secondo e in attesa di recuperare la gara con il Leicester il 29 Aprile in modo da ampliare ulteriormente il margine di vantaggio sulle inseguitrici. Il risultato di oggi è eccessivamente severo per i padroni di casa che avevano giocato una gara quasi impeccabile mentre per gli ospiti è il modo migliore per celebrare la 700esima gara dell’era Abramovich e la 100esima in Premier League per Eden Hazard.

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Studente universitario in quel di Siena, classe 1992 follemente innamorato della Premier League e del calcio inglese, amo anche il basket ma seguo solo quello NBA come tifoso ultradecennale dei Los Angeles Lakers, appassionato anche di Football Americano tifo i Cincinnati Bengals. Oltre a scrivere adoro la musica elettronica, il rock 'n' roll, i computer, i videogiochi, l'arte e la letteratura. Aspirante tuttologo, sono un personaggio analogico in un mondo digitale.

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