L’innocenza perduta del Madrigal

Villarreal tifosi gai

Il Madrigal torna a far parlar di sé, e purtroppo non per risultati sportivi. D’altronde giocare tre partite contro la stessa squadra nell’arco di dieci giorni,e perdere tutti e tre gli incontri contro una compagine del tuo stesso livello, difficilmente non lascia strascichi. Ma focalizziamoci sui fatti, due per la precisione. Il primo: la protesta di un gruppo di tifosi del Siviglia, accorsi a Vila-real per seguire la propria squadra, per esser stati discriminati in quanto non è stato permesso loro di accedere all’impianto con bandiere – a meno che non fossero legate a gruppi ultrà – o determinati generi alimentari (chi ne era in possesso ha dovuto depositarli all’ingresso e ritirarli all’uscita), né tanto meno supportare la propria squadra con canti e cori d’ogni sorta. Atteggiamento che ha scandalizzato gli ambienti andalusi, pronti a denunciare il tutto alla LFP, la Federcalcio spagnola, ma che fonti interne al Villarreal hanno subito chiarito. Questo gruppo di sostenitori pare infatti abbia beneficiato di una cinquantina di accrediti, biglietti gratuiti destinati al club ospite il quale solitamente li rigira ai parenti dei giocatori, nella tribuna Preferencia. In questo spicchio di settore infatti non è permesso animare la squadra ospite, come invece avviene nel settore ospiti, per politiche societarie note da tempo al Madrigal.

Ma non è tutto qui. A dieci minuti dal termine della gara Unai Emery ha fatto scendere in campo Iago Aspas, giocatore del Siviglia che si era fatto conoscere da queste parti nella precedente partita di Europa League, poco più di una settimana prima, quando fu inquadrato dalle telecamere mentre mimava con le dita il parziale di “zero-due” dalla panchina. Un nutrito gruppo di tifosi casalinghi ha iniziato ad accoglierlo in campo con cori irriverenti, presumibilmente un “Iago fracasado”, letteralmente “Iago fallito”, che invece alle orecchie degli andalusi pare si sia trasformato in un “muérete”, ovvero “muori”. Ecco quindi che la pubblicità negativa sul pubblico groguet continua ad essere alimentata, dopo che nemmeno dieci anni fa, quando il Villarreal si mostrava all’Europa per la prima volta nella sua storia, si era invece distinto per un tifo semplice, variegato e leale. Tutto questo non fa bene al club, non fa bene al calcio. Cosa sia stato detto non è chiaro, di certo le accuse dei tifosi del Siviglia, primatisti in fatto di cori offensivi, lasciano il tempo che trovano.

Fatto sta che era già successo la passata stagione che il feudo amarillo facesse parlar di sé, e in ben due occasioni. Il 16 febbraio 2014, all’87’ del posticipo notturno tra Villarreal e Celta Vigo, viene lanciato dagli spalti un candelotto lacrimogeno che costringe il pubblico ad abbandonare l’impianto e il direttore di gara a sospendere la partita per venticinque minuti circa. Si badi bene: non un fumogeno, ma un lacrimogeno, considerato un’arma chimica è pertanto fuori commercio e in dotazione esclusivamente alle forze di polizia. Questo scherzo costò una multa di seimila euro e il responsabile non fu mai rintracciato. Il 27 aprile 2014 arriva invece il Barcellona e uno sprovveduto tifoso del Sottomarino giallo, durante un calcio d’angolo in favore degli ospiti, lancia una banana ai piedi di Dani Alves inconsapevole del fatto che il brasiliano, assieme a Neymar, aveva studiato a tavolino solo settimane prima una contromossa pubblicitaria volta a lottare questo tipo di episodi. Il terzino blaugrana raccoglie la banana, la sbuccia, ne mangia un boccone e batte il calcio da fermo. In seguito a questo gesto l’eco sull’episodio della banana ha un’espansione planetaria che riconduce lo stadio del Villarreal al centro di aspre polemiche. In quel caso la dirigenza decide il giorno seguente di ritirare l’abbonamento a David Campayo Lleo, 26enne reo del lancio di banana, negandogli la possibilità di entrare nell’impianto per sempre.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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