Besiktas-Brugge 1-3: De Sutter e Bolingoli zittiscono l’Ataturk, belgi ai quarti

Il Brugge supera anche l’esame di maturità in uno strapieno Ataturk Stadium che ha spinto il Besiktas a ribaltare la sconfitta dell’andata (2-1 in Belgio). Il Brugge però si presentava come l’unica squadra approdata agli ottavi senza sconfitte (13 partite nella competizione: 10 vittorie e tre pareggi) e conferma una personalità impressionante anche in un campo bollente come quello del Besiktas uscendone vittorioso e qualificandosi con autorità ai quarti di finale dove si presenta come autentica mina vagante.

Rispetto all’andata ospiti col colombiano Izquierdo al posto del giovane Bolingoli, padroni di casa con un attaccante in più (Pektemek) e un centrocampista in meno (Ozyakup) e due cambi in difesa col brasiliano Motta e il colombiano Franco a rimpiazzare Gulum e Kurtulus. Turchi subito spavaldi in avvio di match, ma giusto il tempo di una bruciante ripartenza che porta De Sutter ha puntare dritto in porta la cui prima conclusione viene salvata con una disperata scivolata da Uysal e sulla ribattuta da posizione decentrata dello stesso De Sutter dal portiere Zengin. Il Besiktas reagisce affidandosi ai suoi due giocatori più talentuosi, il barbuto Sahan ma soprattutto il folletto Tore, che impegnano Ryan con due conclusioni da fuori area. Dopo la sfuriata turca il Brugge torna a pungere e sfiorare la rete ancora con De Sutter che, questa volta di testa, colpisce di poco a lato su ottimo cross di De Fauw. Poi il match si incattivisce e l’unica altra occasione arriva nel finale con Demba Ba che controlla spalle alla porta e si gira concludendo fuori di poco.

La ripresa inizia col botto, e cioè col vantaggio del Besiktas che trova il gol con una prodezza singola, unica maniera per far saltare la blindata difesa belga: è il terzino brasiliano Ramon Motta (48°) a inventarsi una conclusione mancina da fuori area che si infila nel sette, alla “Roberto Carlos”, imparabile per Ryan. I turchi sulle ali dell’entusiasmo sfiorano il raddoppio ma Pektemek calcia alto dopo un rimpallo in area belga. Preud’homme decide così di giocarsi (finalmente) la carta Felipe Gedoz (protagonista assoluto dell’andata) e il pareggio arriva subito, anche se il brasiliano non c’entra: un colpo di testa di capitan Symons trova impreparata la difesa turca ma non De Sutter che, rapace, scatta al momento giusto e si invola verso Zengin battendolo con un tocco leggero (61°). Gedoz si rende comunque utilissimo calamitando diversi passaggi dei compagni, tenendo palla, andando pure a concludere e creando anche un assist per Meunier che dal limite sfiora il gol con un destro potente.

Bilic non ha grandi risorse in panchina ed inserisce Frei e Tosun ma resta sempre e solo Tore (oggetto di un comprensibile fallo sistematico da parte dei nerazzurri) a creare gli unici grattacapi ai belgi. Belgi che vengono premiati per non aver mai rinunciato ad attaccare anche dopo il pari trovando il gol vittoria e qualificazione all’80°: Refaelov trova l’imbucata perfetta per l’inserimento centrale del jolly della fascia mancina Bolingoli-Mbombo (19enne entrato durante la ripresa al posto di Izquierdo) che freddamente scarta anche Zengin prima di insaccare a porta vuota. Brugge che legittima (se ce ne fosse bisogno) la vittoria sfiorando il terzo gol poco dopo: Oulare, appena entrato per De Sutter, controlla di fisico in area turca un pallone che poi finisce sui piedi di Gedoz la cui conclusione da posizione ravvicinata viene respinta fortunosamente da Zengin. Tris che arriva a tempo scaduto col Besiktas ormai fuori dal campo con la testa: lancio lungo, spizzata di testa di Oulare, “buco” del centrale dei turchi Uysal e Bolingoli segna la personale doppietta e il definitivo 3-1. Frustrazione massima tra i turchi negli ultimi secondi di partita col rosso rimediato da Sahan che rifila una manata sulla schiena a Oulare.

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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