L’Union in viaggio a Lipsia (ep.1): il rispetto della tradizione nella sfida anni ’80 contro il BSG Chemie

union berlin

Nel prossimo turno di Zweite Liga, l’Union Berlin andrà a Lipsia per vedersela contro il RB Leipzig. Non una lunga trasferta, poco meno di 200Skm separano le due città, eppure i tifosi, questo viaggio, ce l’hanno cerchiato in rosso sul calendario da diverse settimane. Due storie legano la squadra berlinese alla città della Sassonia: una fatta di rispetto, l’altra di puro rifiuto alle logiche economiche e mercenarie. In questo racconto diviso in due episodi, oggi partiamo dalla prima storia.

Domenica, alla Red Bull Arena (al secolo Zentralstadion), il fischio di inizio sarà alle 13.30. Ma i tifosi dell’Eisern ci arriveranno con molta calma (forse qualcuno non si presenterà nemmeno, ma vi rimando al secondo episodio) perché staranno ancora festeggiando l’altro match in programma. Com’è possibile, l’Union gioca due partite nella stessa giornata? Quasi. Sì perché all’Alfred-Kunze-Sportpark, uno stadio di appena 10mila posti, alle 11 in punto, si giocherà la “Traditionsspiel” tra i padroni di casa del BSG Chemie Leipzig e l’Union Berlin. In realtà, alcune vecchie glorie della squadra della capitale affronteranno, in due tempi di 30’, una selezione dei giocatori del Sachsen Leipzig (nome attuale del club) che milita nell’Oberliga, quinta serie tedesca. Tra gli ospiti, ad indossare la maglia rossa e bianca ci saranno sicuramente Oskar Kosche, Ronny Nikol, Thomas Boden, Tobias Doge, Thoralf Arndt, Thorsten Boer e Marco Gebhardt. E non ultimo, il ricavato andrà alla fondazione che tutela e conserva lo stesso stadio che sorge nella zona Leutzsch di Lipsia.

Per capire l’entusiasmo attorno a tale evento bisogna fare un tuffo nel passato, riavvolgere le lancette alla stagione 1983-84 e recuperare qualche vhs impolverata. In realtà il gemellaggio tra le due tifoserie risale ai primi anni ’70, accomunate da uno stesso spirito di dissidenza politica: nella capitale della Germania dell’Est, l’Union ha dovuto subire l’egemonia della Dynamo, la squadra della Stasi, mentre nel 1963, sempre per decisioni provenienti dall’alto, a Lipsia si formarono due squadre con i migliori calciatori inseriti nel SC Leipzig, mentre gli altri nel BSG Chemie (gli 11 “scarti” che, però, vinsero clamorosamente quell’anno).

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Gemellaggio che, però, si incrinò pesantemente nella stagione ’83-’84. In questa edizione della DDR-Oberliga, il massimo campionato calcistico nella Germania dell’Est, a trionfare fu, ovviamente, la Dynamo Berlin, al suo sesto titolo iridato. E se una parte di Berlino esultava, l’altra viveva il finale di stagione in drammatica sospensione. In DDR-Liga dovevano retrocedere in due: l’Hallescher, con i suoi 11 punti, era esiliato in ultima posizione, mentre per decretare l’altra squadra, fu necessario uno spareggio. E l’Union se la giocò proprio con il Chemie. Dopo 26 partite, infatti, le due squadre avevano gli stessi punti, 14, e la stessa differenza reti.

Mercoledì 23 maggio 1984, l’andata si giocò all’Alte Försterei di Berlino. E fu proprio l’Union a passare in vantaggio alla mezz’ora grazie ad un autogol del difensore Andread Roth. Ma quando mancavano poco più di 15 minuti alla fine della partita, gli ospiti raggiunsero il pari con la rete di Hans-Jörg Leitzke. 1-1 finale e tutto rimandato a sabato. Al ritorno, sabato 26 maggio, sono ancora i Köpenicker a passare in vantaggio con Peter Riedtke. Era solo il 19’, la partita fu tesissima, ma, alla fine, bastò solo un tempo per decidere le sorti dei due club. Al minuto 30’ fu Matthias Weiß a pareggiare nuovamente la disputa e, dopo appena nove giri di lancetta, Hans-Jörg Leitzke, ancora lui, segnò il definitivo 2-1 per i padroni di casa.

Ecco l’epilogo di una delle tante battaglie tra le “perdenti” di quell’epoca: mentre nelle zone alte si spartivano vittorie e trofei con consensi e appoggi, nei campi con appena 10mila seggiolini si faceva la storia e si costruivano legami e tradizioni. Gli stessi che ritroveremo domenica sempre nel piccolo amato Alfred-Kunze-Sportpark.

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About Giovanni Sgobba 114 Articoli
Giornalista, nato a Bari in un ambiente dove gli si diceva di tifare per i bianco-rossi, ha seguito il suggerimento alla lettera appassionandosi all'Union Berlin. Fidanzato ufficialmente con il club dal 12 agosto del 2012 quando ha assistito ad una partita per la prima volta nello stadio An der Alten Försterei. Ama i cappelli: i suoi, quello di De Gregori, di Charlie Brown, di Alan Grant e di Nereo Rocco.

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