“Giro di boa”: il punto sulla Liga rumena

 

Razvan Burleanu, presidente della Federazione Rumena (da www.facebook.com/razvan.burleanu)
Razvan Burleanu, presidente della Federazione Rumena (da www.facebook.com/razvan.burleanu)

Il campionato rumeno va in letargo per la lunga sosta invernale, pausa ideale per tirare le somme di metà stagione. E i conti non tornano; la Liga rumena è ufficialmente un campionato dissanguato, povero sia finanziariamente che tecnicamente. La mancanza di investimenti e la conseguente impossibilità di progettare a medio termine ha provocato l’inevitabile diaspora dei migliori tecnici della Liga rumena (da Flavius Stoican della Dinamo a Miriuta del Cluj) e dello stesso commissario tecnico della nazionale Piturca, che ha preferito (come fece la scorsa stagione il tecnico dello Steaua campione Reghecampf) i petroldollari mediorientali. Come in un “domino” altra conseguenza è la poca competitività dei club rumeni fuori dai propri confini, tutti già oggi fuori dalle competizioni internazionali; dopo il Petrolul (già eliminato ai preliminari di Europa League in estate) esclusi anche l’Astra Giurgiu (impresa ai preliminari eliminando il Lione poi ultimo posto nel girone di Europa League vincendo solo un match) e la stessa Steaua che, perso clamorosamente dal playoff Champions’ (ai rigori contro i blugari del Ludogorets, ricorderete l’improvvisato portiere Moti) è riuscita ad essere eliminato anche dall’abbordabile girone di Europa League, iniziato con un perentorio 6-0 ai danesi dell’Aalborg e mestamente concluso con due inopinate sconfitte proprio in Danimarca e in casa contro la Dinamo Kyev già qualificato.

C’è bisogno di voltare pagina e potrebbe essere utile a tal fine la prossima riforma dei campionati professionistici voluta dal giovanissimo presidente della Federazione rumena (in carica dal marzo scorso Razvan Burleanu, appena 30 anni!) che come primo esito ridurrà giustamente il numero dei club professionistici (sei retrocessioni dalla massima serie); troppi i fallimenti nelle ultime stagioni con la scomparsa di club gloriosi, l’ultimo il Vaslui. Resta proprio la Steaua la “stella polare”, nonostante il precoce addio in Europa, l’alfiere del calcio rumeno e, di fatto, l’unico club “benestante” finanziariamente, sebbene sia legato a doppio filo alle vicende giudiziarie del suo presidente Becali.

La "pace" tra il tifoso del Rapid e Wellington (da www.digisport.ro)
La “pace” tra il tifoso del Rapid e Wellington (da www.digisport.ro)

LA STORIA – Quanto è strana questa liga rumena! In molte partite si vedono più calci che calcio come dimostra la vicenda delle due maxi-squalifiche (ben 16 turni di stop!) comminate a Seroni del Viitorul e Muresan del Mures autori di due falli violenti rispettivamente ai danni di Bancu del Craiova (caviglia rotta) e di Rusescu dello Steaua (zigomo fratturato e il rischio, scongiurato, di perdere un occhio). Nello stesso torneo troviamo però anche una storia edificante per tutto il calcio, una storia di (stra)ordinario razzismo. Protagonista la punta brasiliana del Concordia Chajina Wellington oggetto durante il match casalingo contro il Rapid Bucarest di pesanti insulti razzisti da parte dei tifosi ospiti e del lancio di una banana; la Federazione rumena ha però individuato (allora si può!) proprio l’autore del lancio del frutto e poi organizzato un incontro tra le due parti. Fa effetto ma la foto qui vicino dimostra la riconciliazione tra Wellington e il “tifoso” che lanciò la banana che, scusandosi, ha promesso di diventare il suo più grande fan ricevendo in regalo anche una maglietta autografata dal brasiliano. “Ammetto che mi sono sbagliato e mi dispiace. Mi scuso e lo aspetto per la partita di ritorno, sarò il suo più grande sostenitore” .

CLASSIFICA (dopo 17 giornate) – 43 punti Steaua; 34 Cluj; 33 Petrolul Ploiesti; 30 Astra, Targu Mures; 29 Craiova; 27 Botosani; 26 Dinamo Bucarest; 21 Viitorul; 19 Brasov; 18 Univ. Cluj, Pandurii, Gaz Metan; 17 Chiajna; 14 Ceahlaul; 12 Iasi, Otelul Galati; 11 Rapid Bucarest

LA SORPRESA – Il Craiova neopromosso (da ricordare, club nato nel 2013 dalle ceneri del glorioso Fc Craiova fallito e ripartito dalla seconda serie). Due punti nelle prime sei partite e già la depressione che avvolgeva l’ambiente. Poi il cambio di guida tecnica, passando da Ionel Gane a Emil Sandoi (ex ct dell’under21) e il cambio di passo. Un cammino strabiliante per “i Leoni di Banie” otto vittorie e tre pareggi in undici partite, un cammino da Europa; ancora più incredibile considerando una rosa rivoluzionata in estate (unici punti fermi il terzino mancino Vatajelu, il trequartista Felfelea e la punta Curelea).

LA DELUSIONE – La Dinamo Bucarest, quarta la scorsa stagione e attesa in questa al salto di qualità. Finora è invece una stagione di ridimensionamento non annunciato ma appurato da tutti, Flavius Stoican compreso. Il miglior tecnico emergente rumeno (38 anni) è stato costretto ad abbandonare la nave proprio per la mancanza di prospettive di competere per le prime posizioni. A metà campionato “i cani rossi” hanno già 17 punti dai rivali della Steaua.

1TOP 11 – La formazione dei migliori di questa prima parte di stagione è ovviamente a forti tinte rossoblù, quelle della Steaua. I campioni in carica si stanno riconfermando di un altro livello rispetto alla concorrenza in patria; la banda di Galca ha accelerato decisamente negli ultimi due mesi (sette vittorie negli ultimi otto turni) staccando tutti. Nella “Top11” di questa prima metà di stagione troviamo ben cinque elementi rossoblù: in porta il lituano Arlauskas, riscattatosi ampiamente dopo tre stagioni in “ghiacciaia” al Rubin (poche apparizioni) e recentemente incoronato portiere di livello internazionale dal leggendario portiere rumeno Dukadam; in difesa l’ormai affiatata coppia centrale formata dal nazionale polacco Szukala (trentenne, fisico da corazziere, buon senso della posizione e personalità, molti club di Bundesliga su di lui) e dal capoverdiano Varela (votato miglior straniero dell’anno, centrale dallo strapotere fisico e migliorato nella marcatura), a centrocampo il 34enne Sanmartean (una seconda giovinezza per il creativo centrocampista tornato ai felici tempi del Vaslui e anche meglio, arrivando a sfornare 12 assist in 14 presenze, nominato miglior giocatore dell’anno in Romania) e in attacco inevitabilmente Keseru (12 reti tra cui la storica “sistina” rifilata al Pandurii, si sta confermando bomber di qualità e gran personalità, idolo della tifoseria rossoblù, conquistando anche un posto in nazionale). Gli altri selezionati sono Bogdan Mitrea difensore goleador del Viitorul allenato da Hagi (terzino sinistro e capitano del club di Constanta non più giovanissimo ma esploso quest’anno con dieci gol, sette su rigore, uno su punizione e due con tiri dalla distanza), in mediana l’immortale Ousmane N’Doye a 36 anni ha portato nella massima serie il Targu Mures e lo sta trascinando in alta classifica (sei gol in 11 presenze per il senegalese), sulla trequarti Marius Alexe (tornato dal fallimentare prestito al Sassuolo con la voglia di tornare a fare la differenza, per ora ci sta riuscendo pur nella deludente Dinamo con 4 gol e 5 assist finora), Constantin Budescu leader dell’Astra lontano parente dalla squadra spettacolare della scorsa stagione e che si aggrappa al proprio capitano (rimasto sui livelli della scorsa strepitosa stagione, finora 6 gol e 4 assist), Marian Constantinescu altro “vecchio” ringiovanito (33enne tuttofare del Brasov, 9 gol e magari la possibilità futura di giocare in una “big”) e in attacco il nazionale israeliano Toto Tamuz finalizzatore del Petrolul (letale sottoporta, 10 gol e 5 assist) che pare però vicino ad un rientro in patria.

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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2 Commenti su “Giro di boa”: il punto sulla Liga rumena

  1. Situazione surreale, il club ha perso una causa col Ministero della Difesa che lo accusava di essersi appropriato indebitamente del marchio “Steaua”. Si è raggiunta una tregua fino a fine anno (anche se nel match contro lo Iasi hanno giocato con maglia gialla e una “toppa” sul simbolo della squadra e i telecronisti che non pronunciavano quel nome ma usavano perifrasi come “i campioni” o “la squadra di casa”). Non so come finirà, per il calcio rumeno sarebbe un’altra mazzata dopo lo scandalo delle false fatturazioni per operazioni di calciomercato che ha portato in carcere diversi dirigenti tra cui la leggenda Giga Popescu; spero ci sia un accordo, magari una concessione da parte dello Stato del nome.

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