Mondiali 2026, il Messico vuole fare tris

Messico Mondiali 2026

Dopo aver ospitato quelli del 1970 e del 1986, il Messico vuole il terzo Mondiale. La federcalcio del paese centroamericano si è fatta avanti per l’organizzazione della competizione 20026, lo ha dichiarato il presidente Justino Compean nel corso di una conferenza stampa a Città del Messico: “Abbiamo le infrastrutture e i nostri stadi sono in fase di ristrutturazione…Quindi abbiamo la possibilità di fare una bella lotta”. Con “lotta” Compean i riferisce alle due agguerrite rivali, Canada e Stati Uniti. Nazioni certamente più ricche ma con una tradizione calcistica certamente inferiore.

Grandi pagine della storia calcistica sono state scritte proprio in Messico, basti pensare a Italia-Germania 4-3, alla vittoria di Pelè e soci contro gli azzurri, alle prodezze di Maradona che regalarono all’Argentina il Mundial 86. L’edizione che ha visto trionfare l’Albiceleste in realtà doveva disputarsi in Colombia, che però non si trovò nelle condizioni di ospitare la manifestazione. Ora il Messico ci riprova, in programma un pesante restyling per il leggendario stadio Azteca, inaugurato nel 1966 e prossimo al cinquantesimo compleanno. Proprio all’esterno di questo stadio figura la targa dedicata al “Partito del Siglo”, la partita del secolo. Parliamo di Italia-Germania del 70. 16 anni più tardi, la “Mano de Dio”.

Insieme a Compean, anche il presidente Concacaf Jeffrey Webb, è stato annunciata la costruzione di un nuovo stadio a Monterrey, oltre a un piano di rafforzamento relativo a tutte le infrastrutture calcistiche del Messico.

About Paolo Bardelli 2030 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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