Manchester City-Everton 1-0: sorridono i Citizens con Touré, piange Aguero che fa crack

aguero manchester city

In quel di Manchester erano di scena i padroni di casa del Manchester City, reduci da 3 successi consecutivi in Premier League e dalla prestigiosissima rimonta sulla corazzata Bayern di qualche settimana fa, che per l’occasione ospitavano l’Everton di Roberto Martinez, mai vittorioso contro i Citizens nella sua carriera da allenatore e alla ricerca dei tre punti, arrivati una volta sola nelle ultime cinque uscite stagionali.

IL MATCH – Un primo tempo non propriamente emozionante quello dell’Etihad, ma sicuramente dall’alto tasso di nervosismo in campo. Dopo appena 3′, il primo a farne le spese è Sergio Aguero. In uno scontro con Muhamed Besic, il talento argentino prima cade a terra, tenta di rialzarsi ma dopo un paio di metri è costretto ad accasciarsi sul terreno a causa di un dolore intenso al ginocchio sinistro. Purtroppo (e la notizia interesserà soprattutto i tifosi romanisti in vista del prossimo turno di Champions) dalle prime immagini sembra trattarsi di un infortunio abbastanza importante per il Kun, uscito in lacrime dal rettangolo di gioco. Al suo posto, Pellegrini opta per Pozo in luogo di Dzeko.

Al 17′ nuovo intervento ruvido, tanto per usare un eufemismo, da parte di Mangala su Eto’o. Il difensore parigino entra in maniera scomposta sull’ex interista, ma viene sorprendentemente graziato dall’arbitro Mariner con un cartellino giallo. Di lì a poco, il direttore di gara ripeterà il provvedimento anche nei confronti di Fernando, autore di una scarpata in faccia a Barry, ad avviso di molti almeno da cartellino “arancione”.

E’ Yaya Touré a sbloccare il punteggio di una partita decisamente incattivita: Jagielka contrasta Milner in area, il contatto è spalla a spalla ma l’arbitro generosamente concede il penalty. L’ivoriano si presenta sul dischetto e batte Howard, che aveva indovinato l’angolo, trovando il suo quinto centro stagionale.
I restanti 20′ della prima frazione se ne vanno senza ulteriori squilli, né da una parte, né dall’altra.

Al rientro dagli spogliatoi i ritmi sembrano essersi alzati. I Citizens tentano immediatamente di chiudere la pratica, assediando l’Everton nella propria metà campo, ma Howard si fa trovare pronto su una conclusione ravvicinata di Pozo. Anche gli ospiti però, col passare dei minuti, prendono coraggio e ci provano con Eto’o prima e Mirallas poi, ma entrambe le conclusioni si spengono tra i guantoni di Hart.
Intanto gli allenatori optano per qualche cambio: per i Toffees  fuori Besic e dentro Barkley, senza particolari accorgimenti tattici, mentre tra le fila del City Dzeko prende il posto di un positivo Pozo, classe ’96 all’esordio in Premier League.

Il match si fa decisamente più tecnico ed interessante, soprattutto in mezzo al campo dove i centrocampisti di ambo le parti sembrano aver perduto la foga agonistica dei primi 45′ per far posto ad una qualità maggiore del gioco. In casa Everton il più carico sembra essere Samuel Eto’o, attivo in più fasi del gioco e sempre pericoloso una volta che la palla gli arriva tra i piedi. Per quanto riguarda il Manchester City invece, la sensazione è che i giocatori provino a mantenere il vantaggio di un goal senza spingere ulteriormente sull’acceleratore, vivendo più che altro di folate. Come quella che al 78′ permette a Milner di calciare verso la porta in area di rigore, dopo un’invenzione dei neo entrati Lampard Dzeko, con la conclusione che però si spegne alta sopra la traversa.

La risposta ospite però non si fa attendere: Eto’o crea con un pallonetto filtrante, Lukaku calcia di potenza a botta sicura ma Joe Hart nega la gioia al centravanti belga, deviando in calcio d’angolo con una parata spettacolare.

E’ questa in realtà l’ultima emozione di una partita che vede il Manchester City gioire per la vittoria, i tre punti che accorciano le distanze sul Chelsea capolista, ma anche rimanere col fiato sospeso in attesa del riscontro medico che faccia chiarezza sull’entità dell’infortunio occorso al Kun Aguero.

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Appassionato di basket americano e di calcio, soprattutto quello inglese da qualche tempo, dottore in Scienze Politiche e studente di Marketing presso la LUISS di Roma. Gioca agonisticamente a basket. Conta diverse collaborazioni sul web come redattore sportivo, specializzato in basket NBA e Premier League. E' regolarmente iscritto all'ODG del Lazio come pubblicista.

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