Shakhtar-Athletic Bilbao 0-1 – Un acuto di San Josè regala il successo ai baschi

Shakhtar

Basta un acuto di Mikel San Josè all’Athletic Bilbao per espugnare l’Arena Lviv di Leopoli, ormai nuova casa dello Shakhtar Donetsk. Una sfida che aveva ben poco da dire: ucraini già qualificati, baschi già eliminati. Si gioca solo per un eventuale primo posto degli arancioneri o terzo per i biancorossi, che significherebbe retrocessione in Europa League.

La prima palla goal della gara è per gli spagnoli: San Josè all’11’ anticipa tutti di testa sugli sviluppi di un corner, ma angola troppo e non trova la porta. Gli spagnoli giocano leggermente meglio, anche se le occcasioni scarseggiano. Almeno fino al termine della prima frazione di gioco: prima c’è la reazione dei padroni di casa, con un bel tiro a giro di Alex Teixeira che si spegne a lato della porta basca, poi ci riprovano i ragazzi di Valverde, con un bolide dalla distanza di Rico che trova pronto l’estremo difensore ucraino Pyatov.

Nella ripresa lo Shakhtar sembra entrare in campo più motivato: al 49′ ci prova Douglas Costa dalla distanza, ma Gorka Iraizoz è attento e respinge. E’ un fuoco di paglia, e l’Athletic Bilbao ne approfitta intorno al venticinquesimo della ripresa: Benat batte una punizione, San Josè sbuca alle spalle di Rakitskiy ed insacca il vantaggio ospite. Lo Shakhtar non reagisce, o lo fa in maniera sterile, non creando occasioni significative, almeno fino al 90′: il brasiliano Marlos Bonfim calcia, Gurpegi salva sulla linea… Di mano. L’inadeguato arbitro inglese Clattenburg non se ne accorge. Finisce 1-0 tra le polemiche (clicca QUI per gli highlights). Shakhtar aritmeticamente secondo, mentre agli spagnoli basterà non perdere tra due settimane contro il BATE per garantirsi l’accesso ai sedicesimi di Europa League.

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Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.
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