Juventus-Olympiakos, le pagelle

Juventus

JUVENTUS

Buffon voto 5,5: non particolarmente impegnato nell’arco della serata, propizia l’angolo da cui scaturisce il gol del’1-1 ciabattando clamorosamente una presa inutile su un pallone morto. Un’errore che poteva costare ancor più caro rispetto all’effettivo dazio pagato.

Lichsteiner 6 +: tornato all’antico ruolo di terzino in una difesa a 4, lo svizzero gioca una partita di cuore e sacrificio, spingendo in fase offensiva e coprendo in fase difensiva. Pur risultando impreciso in fase d’attacco, con tanti palloni sbagliati, va premiato per l’atteggiamento.

Chiellini 5: le marcature a uomo non sono mai state il suo forte e lo dimostra anche stasera in occasione del pareggio greco, lasciando tanto spazio a Botìa per colpire di testa e segnare. Da quel momento la Juventus ha pensato più ad attaccare che a difendere. Sufficiente per l’insufficienza piena.

Bonucci 6 –: nella linea a 4 varata per l’occasione si ritrova spesso fuori posizione, alle volte per letture sbagliate, altre volte invece prendendosi il rischio di uscire alto sul portatore avversario, mettendo qualche pezza. In occasione del secondo gol difende in maniera molto soft su N’Dinga e questo gli costa un meno accanto al voto, ma ha giocato comunque nettamente meglio del compagno di reparto.

Asamoah 6 +: per la prima volta in carriera si trova a giocare da terzino sinistro. Dopo qualche difficoltà iniziale nel posizionamento specie in fase difensiva, si cala nel ruolo e gioca una partita onestissima, meritandosi qualcosina in più rispetto alla sufficienza.

Pirlo 7: Michel gli mette il Chori Dominguez addosso, creandogli difficoltà in fase di impostazione. Il numero 21 però essendo un campione, riesce ad uscirsene alla grande, prima con una punizione delle sue, d’altissima scuola e poi propiziando il gol del 2-2. Con la prestazione di stasera ha dimostrato che la Juventus è dipendente da lui più che bisognosa.

Marchisio 5,5: una conclusione da fuori che spaventa Roberto, poi il nulla. Poco incisivo in fase offensiva, non particolarmente brillante in fase difensiva.

Pogba 6,5: un diesel. Ci mette un po’ di tempo a carburare, poi entra nella partita. Nel momento in cui c’era bisogno delle marce alte si è fatto trovare pronto ed ha segnato un gol pesantissimo, aiutato prima da un rimpallo favorevole e poi dalla sua capacità di vedere la porta. Il suo primo gol in Champions League e quello che tiene ancora in vita la Juventus per la qualificazione agli ottavi. L’ennesimo segno del destino per un predestinato.

Vidal 4,5: il peggiore per distacco. Schierato alla Perrotta dei tempi della Roma di Spalletti, il cileno fa molta fatica ad entrare in partita. Impacciato e goffo, non riesce a rendersi pericoloso con i suoi inserimenti e non trova la sua posizione in campo. Ha la possibilità di rifarsi calciando un rigore che per la Juventus sarebbe importante, ma dopo aver arringato il pubblico in stile saltatore con l’asta, si fa ipnotizzare da Roberto. Una prova da dimenticare.

Morata 5: “Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.Le parole del maestro De Andrè si rivelano perfette per descrivere la partita di Morata. All’inizio è quello che ci mette più grinta e impegno, lotta su ogni pallone e prova a far guadagnare metri alla sua squadra. Si spegne però quasi subito, estraniandosi dalla partita. Allegri lo toglie per Llorente, azzeccando di fatto la mossa. Un passo indietro dopo la bella prova dell’andata, coincisa però con la sconfitta.

Tevez 6 –: continua ad avere un feeling scarso con il gol in CL restando a secco anche oggi. Gioca male nel primo tempo, ma cresce esponenzialmente nel secondo, quando con i suoi spunti scompagina la retroguardia dell’Olympiakos, guadagnandosi pure il rigore fallito da Vidal.In mezzo però un gol sbagliato. La sua prestazione di per se sarebbe anche sufficiente, ma da un giocatore del suo talento ci si aspetta più incisività specie in zona gol.

Llorente 7: entra e cambia la partita. Tiene alta la squadra, lotta, sgomita, e porta pure il pallone se necessario. Propizia il secondo gol con la specialità della casa, ovvero il colpo di testa e mette lo zampino anche sul terzo gol. Una prestazione di spessore che gli consente di riprendere terreno nel derby con Morata per il posto da titolare e che, soprattutto, tiene in vita una Juventus brutta, che se l’è vista brutta.

Padoin 6 : entra al posto di un acciaccato Marchisio per fare il suo compitino prima a centrocampo e poi in difesa. Non si nota particolarmente.

Pereyra s.v: entra per dare energie fresche, ma non si segnala per qualcosa in particolare.

Allegri 6: a causa delle assenze è “costretto” a schierare la difesa a quattro a lui più congeniale. Anche oggi la Juventus soffre e rischia più del lecito, ma alla fine il tecnico toscano fa la mossa Llorente al momento giusto e riesce, complice anche un po’ di fortuna negli episodi del gol, a ribaltare la partita. La sufficienza viene data in virtù del risultato ottenuto, ma la sensazione che si ha e che, questa Juventus, se vuole fare strada in Europa, debba fare ancora tanti passi avanti.

OLYMPIAKOS

Roberto 6,5: eroico all’andata, lo sarebbe stato anche oggi se il palo non avesse baciato la palla inzuccata da Llorente, finitagli poi di sopra in occasione del 2-2. Non ha sbagliato comunque niente e sul finale para il rigore di Vidal. Una parata che potrebbe rivelarsi pesantissima.

Elabdellaoui 5,5: un numero d’alta scuola su Asamoah nel secondo tempo, poi poco altro.

Abidal 6: in quanto giocatore di maggior esperienza dirige le operazioni in difesa. Non sembra particolarmente brillante dal punto di vista fisico, ma non ha particolari colpe sui gol e fa il suo compitino in maniera accettabile.

Botìa 6: lesto nell’impallinare Buffon, è sfortunato in occasione dei gol della rimonta juventina, specie in quello del 2-2, dove la sua deviazione finisce per essere assist a Llorente. Per il resto fa anche lui il suo compitino, senza brillare ne demeritare.

Masuaku 6 +: parte benissimo a inizio gara, dove spinge moltissimo sull’out di sinistra, costringendo Lichtsteiner a fare gli straordinari. Cala con il passare dei minuti, ma resta uno dei migliori dei suoi.

Milivojevic 5,5: si impegna e si da da fare, correndo molto, ma risulta a tratti troppo impulsivo, a tratti addirittura goffo come in occasione del fallo in area su Tevez. Poteva far meglio.

N’Dinga 6: il suo lavoro è talmente oscuro che a poco nemmeno si vede. Trova con una zuccata vincente, un gol provvidenziale che avrebbe potuto contribuire a scrivere un’altra pagina di storia per il club del Pireo

Maniatis 6 +: corre per 6, e pur partendo mediano, di fatto si trasforma in ala destra in fase offensiva, tornando sempre ad aggredire gli avversari in fase di non possesso. Suo è inoltre l’assist per il gol di N’Dinga. Una piccola macchia, il fallo che ha portato alla punizione di Pirlo, non abbastanza comunque per offuscare i suoi meriti odierni.

Afellay 5,5 : si fa notare molto per le sue accelerazioni old-school in contropiede, ma piano piano si spegne e non riesce a incidere in particolar modo.

Dominguez 6,5: gli viene affidato il compito di limitare Pirlo, e il Chori, nonostante non abbia le caratteristiche tipiche del centrocampista di rottura svolge bene il suo compito, limitando il regista bresciano, e dando una mano in fase di contropiede con i movimenti senza palla, giocando per la squadra e sacrificando i suoi compiti di rifinitura. Spende tantissimo ed è il primo dei suoi ad essere chiamato in panca, ma tra i suoi è quello che merita il plauso più grande.

Mitroglou 5: impalpabile, fa qualche buon movimento senza palla e nulla più.

Fuster 5,5: entrato al posto del Chori Dominguez, non riesce ad avere impatto sulla gara.

Kasami 5,5: entrato al posto di N’Dinga per tentare di pareggiare la partita, l’ex Palermo, mattatore della gara d’andata, non incide sulla partita. Essendo entrato a 10 minuti dalla fine un’insufficienza seppur non piena può sembrar severa, ma era lecito aspettarsi qualcosina in più.

Diamantakos s.v: entra anche lui per il forcing finale ma è ingiudicabile.

Michel 6: non ha voluto commettere lo stesso errore fatto l’anno scorso contro lo United agli ottavi, ma il risultato non è arrivato anche stavolta nonostante gli accorgimenti presi fossero i migliori possibili, complice anche un po’ di sfortuna. I suoi uomini non hanno brillato ma hanno fatto la partita che dovevano fare.

About Emilio Scibona 83 Articoli
Laureato in Storia, proiettato nell'attualità, intossicato dal presente e incuriosito dal futuro. Appassionato di calcio, esaltato dal basket, catturato dal rombo di motore della Formula 1. Rimpiango i tempi che furono ma credo comunque nel domani.

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