Ajax-Barcellona 0-2: catalani agli ottavi, Leo Messi nella storia

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AJAX-BARCELLONA 0-2. Qualificazione archiviata, ma che sofferenza. Il Barcellona vede le streghe, ad Amsterdam contro l’Ajax, prima di battere i lancieri grazie a una doppietta di Leo Messi. E’ l’argentino il vero eroe della serata: con la doppietta in terra olandese, Messi diventa il miglior marcatore di sempre nella Champions League con 71 gol, superando Cristiano Ronaldo (70) e agganciando Raul in testa. Una serata davvero storica. Luis Enrique scaccia i primi venti di crisi che soffiavano dopo la doppia sconfitta in campionato contro Real Madrid e Celta Vigo che, tra l’altro, hanno fatto retrocedere i blaugrana al terzo posto in campionato. Arriveranno tempi migliori, intanto la qualificazione agli ottavi di Champions League va in cascina.

Solito turnover di coppa in porta, ter Stegen rileva Bravo; Luis Enrique esclude ancora Piqué, ormai sempre più ai margini del suo progetto tecnico: se contro il Celta il centrale della nazionale era finito in tribuna, stavolta è panchina per far spazio a Bartra e Mascherano al centro della difesa. Xavi titolare a centrocampo con Busquets e Rakitic, fuori Iniesta, neppure convocato per infortunio. In avanti i magnifici tre, il tentativo è ovviamente quello di far carburare Suarez nell’intesa con gli altri due fenomeni, Messi e Neymar. Nell’Ajax torna Serero davanti alla difesa (per la verità già aveva assaggiato il campo in campionato dopo l’infortunio che l’aveva costretto a saltare la gara d’andata), per il resto undici confermato con Klaassen e Andersen mezzali nel 4-3-3 di De Boer che, in avanti, si affida alle lune di El Ghazi e alla classe di Schone.

La prima mezz’ora dell’Ajax, trascinato da un ambiente caldissimo, è da standing ovation. Poche volte, anche durante l’era Martino, il Barcellona negli ultimi dieci anni è stato messo così alle corde. La differenza di ritmo, e probabilmente di motivazioni, crea uno squilibrio piuttosto clamoroso in campo, coi catalani nulli in attacco e sull’orlo del tracollo in difesa. I dettami di De Boer sono chiari: pressing altissimo e feroce ad ogni palla persa, a centrocampo Busquets è costantemente in difficoltà, mentre sull’altro fronte Serero dà spettacolo. Non che le occasioni fiocchino (un cross di Klaassen spazzato in extremis da Mascherano, un gol annullato a Neymar per netto fuorigioco dopo la giocata Messi-Jordi Alba), ma l’impressione chiara è che i lancieri abbiano il controllo del gioco e che possano far male da un momento all’altro. Andersen, in particolare, è scatenato sulla sinistra e manda più volte al bar Dani Alves, bene anche El Ghazi fermato da modi più o meno ortodossi da Jordi Alba. Attorno al 20′ i padroni di casa accelerano e saranno dieci minuti di puro terrore per il Barça. Andersen conclude di poco a lato, Jordi Alba compie un netto fallo di mani sulla potente conclusione di Klaassen (rigore nitido), ter Stegen salva sul sinistro al volo ancora di Klaassen che aveva triangolato con Schone.

Una furia quella dei giovani dell’Ajax che sembrano correre con due marce in più rispetto ai lentissimi catalani. Gioco nullo sulle fasce (quasi un’eresia per i culé), il più spaesato è comunque Suarez che non ne imbecca una ed è completamente fuori partita. Nel momento più difficile, però, il Barcellona riesce a rallentare il ritmo e prendere campo. Non appena a Messi viene concesso spazio, l’argentino fa male: bello l’assist che mette Alba davanti a Cillessen, conclusione addosso al portiere. L’estremo difensore è poi protagonista nel bene e nel male di ciò che accade al 36′: prima devia la punizione di Messi, poi esce a vuoto sugli sviluppi dell’azione permettendo a Bartra di rimettere in mezzo. Pallone a campanile, bravo Messi a dargli forza di testa, contrastato da Veltman, e a insaccare a porta vuota. All’intervallo, piuttosto ingiustamente, Barcellona in vantaggio.

L’inizio di ripresa legittima il vantaggio degli uomini di Luis Enrique: Neymar colpisce un palo esterno (ma il gioco era fermo), poi Suarez – lanciato da Messi in profondità – e solissimo davanti a Cillessen ma si fa ipnotizzare e, piuttosto clamorosamente, rimanda ancora il primo sigillo con la maglia blaugrana. Ci prova anche Xavi dalla distanza, l’Ajax si fa vedere solo con qualche manovra a tutta velocità centralmente, ma Sigthorsson non è in serata (verrà sostituito poco dopo). Proprio Milik, che rimpiazza l’islandese, è il protagonista poco dopo dell’ultima azione degna di nota dei lancieri: cross col contagiri di Serero, probabilmente il migliore dei suoi con Klaassen, colpo di testa in tuffo del centravanti che spizzica il palo. L’Ajax, già in netto calo fisico dopo il primo tempo a tutta birra, resta anche in dieci per la doppia ammonizione di Veltman, costretto a fermare con la forza Messi autolanciatosi nello spazio.

La partita in pratica finisce qui, ma c’è tempo per riscrivere la storia: al 76′ Messi rientra dalla destra con la sua tipica azione personale, allarga per Jordi Alba che crossa di prima e trova la deviazione proprio dell’argentino che sigla la sua doppietta. E’ un gol che fa storia perché l’argentino raggiunge a quota 71 Raul Gonzalez Blanco, miglior marcatore nella storia della Champions League. Messi ci riesce a 27 anni, con 90 partite all’attivo nella massima competizione continentale. Numeri mostruosi. La partita prosegue al piccolo trotto, Rakitic impegna Cillessen con una bella conclusione da fuori, Messi prova a rendere la serata ancora più gloriosa ma non ci riesce. Sarebbe stato anche troppo per questo bell’Ajax che ha grossi meriti per aver reso tanto piacevole questa serata di calcio – vero calcio – all’Amsterdam Arena. Ma che, a due giornate dalla fine del girone, saluta già la Champions League. Il Barcellona si giocherà il primato del girone al Camp Nou contro il Psg.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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