Manchester City-Manchester United, le pagelle: Smalling un disastro, invisibile Jovetic e la solita certezza Aguero

Manchester

MANCHESTER CITY

Hart, 6,5. Il nazionale inglese non viene chiamato molto in causa perché la partita si gioca prevalentemente nella metà campo dello United, ma quando tocca a lui risponde alla grande. L’intervento negli ultimi minuti su Di Maria salva la vittoria e allontana tutti i critici dopo un avvio di stagione con qualche passaggio a vuoto.

Zabaleta, 6.5. In queste partite sembra sempre voler dare quel qualcosa in più. Il classico giocatore da derby. E’ come al solito irrefrenabile avanti e dietro per tutta la corsia destra non facendo mai mancare la generosità dietro nei ripiegamenti dietro, ormai un anima di questo club.

Demichelis, 6. E’ sicuramente il punto debole della difesa di Pellegrini ma in questa partita regge meglio del previsto riuscendo a contenere molto bene Van Persie che con lui ha vita difficile. Un pò meno bene negli spostamenti laterali dove soffre con giocatori dal passo più veloce del suo che lo puntano.

Kompany, 7. Una partita sontuosa del capitano del City che è il padrone dell’area di rigore ma non si fa nemmeno problemi per cercare di anticipare alto i pericoli che prova a costruire lo United. Gioca con cuore e comanda la retroguardia che negli ultimi tempi aveva palesato dei problemi di tenuta.

Clichy, 6.5. Non doveva nemmeno essere della partita ma l’infortunio nel riscaldamento di Kolarov gli spiana la strada alla titolarità. Sforna una partita di sostanza e di corsa così come il compagno della corsia opposta Zabaleta. L’ex Arsenal mette sempre in grossa difficoltà i Red Devils ed è suo l’assist vincente per la rete di Aguero.

Fernando, 6.5 Il tassello che mancava la scorsa stagione al Manchester City fa valere il suo fisico e il suo senso della posizione intercettando numerosi palloni e compensando spesso la quasi totale mancanza di copertura del compagno di reparto Toure. Ormai una sicurezza nella mediana per Manuel Pellegrini.

Toure, 6.5 Inizia con il freno a mano tirato ma con il passare dell’incontro cresce. Molle come suo solito in fase di ripiegamento, avanti però sembra quello della scorsa stagione con la partita che più si apre e più trova l’ivoriano ispirato che nel finale manca di pochissimo una rete che avrebbe anche meritato.

Navas, 6. Non la migliore prova per l’ex esterno del Siviglia che l’anno scorso nel derby all’Ethiad fu uno dei mattatori in quel 4-1. Oggi fa fatica a sfondare ben contenuto per larghi tratti, nella ripresa ha l’occasione per chiudere il match ma in questo caso è sfortunato trovando il palo a De Gea battuto.

Jovetic, 5.5. Passo indietro per l’ex Fiorentina che a sorpresa è della partita dal primo minuto ma non fa molto per ripagare la scelta di Pellegrini. Rileva Dzeko affiancando Aguero ma non è mai pericoloso e non entra in partita. Si segnala soltanto per un tiro a giro nella ripresa facilmente neutralizzato dal portiere. (Dzeko, s.v.)

Milner, 6.5. Ormai una garanzia per gli Sky Blues in questo tipo di partite. Interpreta il derby con le sue consuete caratteristiche da agonista britannico. E’ un punto di riferimento costante per i suoi compagni ed esce nella ripresa stremato dopo una partita solida come al solito. (Nasri, sv)

Agüero, 7. E’ l’autentico terrore della difesa United. Anche con cross da 40 metri riesce a crearsi le condizioni per essere pericoloso. Meriterebbe più fortuna per due atterramenti in area su di lui non visti dall’arbitro ma alla fine riesce a trovare il varco giusto smarcandosi in area e colpendo a rete, ora è capocannoniere della Premier in solitaria. (Fernandinho, sv)

Pellegrini, 6.5. L’ingegnere sotto accusa nell’ultima settimana per i due ko tra campionato e coppa risponde con una vittoria che tiene il Man City ancora in corsa per il titolo.. La prova dei suoi uomini è di molta sostanza e l’atteggiamento conservativo in alcuni tratti della partita è stato molto saggio e ha pagato con la vittoria.

MANCHESTER UNITED

De Gea, 6.5. Neanche 10 minuti e compie il primo intervento respingendo di pugno una conclusione di Aguero. Replica su Navas che colpisce da distanza ravvicinata ma lui respinge. Stessa sorte che capiterà al Kun pochi minuti più tardi. Sul gol non può nulla ma è uno dei migliori della sua squadra.

Valencia, 6.5. Rispolverato per l’occasione sulla corsia destra è autore di un ottima partita soffrendo molto poco sulla sua corsia nonostante il giovane Januzaj non lo aiuti molto. Tanta corsa per 90 minuti trascinando i suoi con la sua grinta a provare l’assalto finale nonostante l’inferiorità numerica.

Smalling, 4.5. Nei 40 minuti che disputa non da mai nessuna sensazione di sicurezza né nelle coperture né nel fraseggio da dietro voluto da Van Gaal. Riesce a prendere due gialli evitabilissimi nella distanza di pochi minuti condannando la sua squadra a giocare più di un tempo in inferiorità numerica, una sciagura.

Rojo, 5.5 Se la cava meglio del suo compagno di reparto ma anche lui mostra poca sicurezza palla al piede perdendo anche questa volta alcuni palloni banali. Fa molta fatica con Aguero e palesa grosse difficoltà spostato in mezzo in un contesto a lui nuovo come quello della Premier. Si infortuna poi a inizio ripresa. (McNair, 5.5. Sicuramente un esordio difficile per il giovane centrale dell’accademy del club che sembra ancora inadatto a certi contesti. Soffre per tutto il match ed è lui a perdersi il movimento di Aguero che consegnerà la gara al City)

Shaw, 6. Così come nella gara col Chelsea ripete una prova di buona sostanza spingendo ogni qual volta ne ha l’occasione nonostante non riesca a dialogare benissimo col compagno di fascia Di Maria. Dietro subisce molto poco, soltanto nell’azione del palo di Jesus Navas viene preso d’infilata.

Januzaj, 5.5. Notevole passo indietro rispetto alla scorsa settimana per la stellina della nazionale belga. Non entra mai in partita e non da nemmeno una grossa mano nel coprire. Rimasti in 10 Van Gaal decide di sostituirlo non facendogli nemmeno completare un primo tempo che fin lì era stato davvero grigio. (Carrick, 6. Entra in campo prima dell’intervallo e nonostante non giochi da molto tempo e lo faccia per di più fuori ruolo, riesce a mettere la giusta esperienza al servizio della squadra sventando alcune occasioni delicate)

Blind, 6. Sembra calarsi via via meglio nei dettami di Van Gaal interpretando in maniera discreta il compito ad ogni avvio di azione di retrocedere tra i due centrali per impostare la manovra, la famosa ”salida Lavolpiana’. Quando deve fare il playmaker però si notano le falle in un ruolo che non è ancora del tutto suo.

Fellaini, 6.5. Viene schierato anche questa volta negli 11 per dare quella fisicità necessaria in Inghilterra di cui parlava il tecnico olandese nelle scorse settimane. Tanta mobilità, e tanto impegno. Dietro sradica molti palloni e avanti ogni qual volta può sale per rendersi pericoloso cercando di far fruttare le sue doti da ex trequartista atipico.

Di Maria, 5.5 Una delle prove più deludenti dell’ultimo anno e mezzo. Sembra essere di colpo tornato all’ultima stagione di Mourinho a Madrid dove l’argentino fu autore di molte prove in colore. Il contesto del match non lo aiuta di certo ma è molto impreciso nei tocchi di palla ed è uno dei colpevoli nel gol subito dai Citizens.

Rooney, 6. Di ritorno dalla squalifica è protagonista della solita partita tutta grinta e carattere. Con la sua squadra rimasta in 10 agisce praticamente da mastino difensivo. Nel finale è autore di uno slalom saltando 3-4 avversari ma sul più bello non riesce a concludere forse palesando la ormai disabitudine a colpire in area di rigore.

Van Persie, 6. Gli arrivano pochi palloni ma quello che ha non riesce a gestirlo come ci si aspetterebbe da lui. Demichelis nel primo tempo lo contiene molto bene. Nella ripresa si rende pericolosissimo con uno spunto personale che trova l’opposizione di Hart e poi regalando un assist d’oro a Di Maria che però non sfrutta. (Wilson, s.v.)

Van Gaal, 6. I suoi escono sconfitti dal derby ma sicuramente in maniera diversa rispetto all’anno scorso. Questa squadra sa a quello che gioca e la personalità mostrata con un uomo in meno e in casa dei campioni d’Inghilterra è stata sicuramente positiva. C’è ancora però molto da lavorare in alcuni elementi della retroguardia.

 

 

 

 

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