Bayer-Zenit 2-0 – Il miglior attacco è … la difesa. Donati e Papadopoulos lanciano le aspirine

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BAYER-ZENIT 2-0 –  Dopo sedici partite consecutive senza sconfitta (la prima ed unica stagionale fu nell’andata del terzo turno preliminare, dove i russi persero 1-0 a Limassol contro l’AEL), lo Zenit cade per 2-0 alla BayArena di Leverkusen. I ragazzi di Villas Boas giocano una gara mediocre e sottotono, priva di spunti ed idee, ed alla fine a spuntarla sono i padroni di casa, che quanto meno nella ripresa hanno messo un po’ di voglia in campo.

Moduli speculari per asprine e piteriani, con Schmidt e Villas Boas che schierano il classico 4-2-3-1. Nei tedeschi il trittico a supporto di Kiessling è composto da Son, Calhanoglu e Bellarabi; la risposta russa vede Rondon terminale offensivo, mentre alle sue spalle agiscono Hulk, Danny e Fayzulin (preferito a Shatov); in mediana vanno Witsel e Javi Garcia. La partita viaggia su ritmi bassi, non regalando emozioni se non in rare occasioni: al 7′ il bosniaco Spahic (un passato in Russia a Lokomotiv e Anzhi) cerca il goal di testa sugli sviluppi di un corner: palla a lato non di molto. La reazione russa non arriva sul piano del gioco, ma esclusivamente con falli e proteste che fruttano tre cartellini gialli nel giro di un quarto d’ora. I tedeschi continuano a fare la partita, che stenta a decollare: al 37′ Reinartz prova la conclusione – deviata – che Lodygin controlla senza problemi. Poco dopo ancora il portiere dal doppio passaporto russo/greco si oppone – questa volta in maniera decisiva – sul sudcoreano Son, salvando i suoi dallo svantaggio.

La ripresa inizia sulla falsa riga della prima frazione di gioco, con rare emozioni e zero goal. Almeno fino al 58′: l’ispirato Calhanoglu scarica palla su Donati che controlla e trova un potente e preciso diagonale che si insacca laddove Lodygin non arriva. Tedeschi in vantaggio – tutto sommato meritatamente. Ci si aspetta la reazione russa, a questo punto, ed invece cinque minuti dopo il greco Papadopoulos – appena entrato – svetta in anticipo su Lombaerts e deposita in rete la sfera per la seconda volta. 2-0, e partita chiusa. Già, anche perchè gli ospiti vanno troppo lenti, e nonostante la superiorità numerica (espulso Wendell al 79′ per somma di ammonizioni) non riescono mai a creare nitide palle goal per rientrare in corsia.

Il Bayer ringrazia i suoi difensori-goleador, vince e – complice il pareggio del Louis II tra Monaco e Benfica – ottiene il primato nel girone a quota 6, mentre i russi scendono al terzo posto a quota 4.

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Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.
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