Danimarca-Portogallo 0-1: il lampo del campione vale tre punti

Portogallo

Nel Girone I il Portogallo affronta la Danimarca in trasferta. Portogallo reduce da un’inaspettata sconfitta contro l’Albania (clicca QUI per la cronaca) all’esordio in queste qualificazioni per i campionati europei di Francia 2016. Il riposo alla seconda giornata, il loro è l’unico girone delle qualificazioni a cinque squadre, decreta ancora uno 0 alla casella punti per i lusitani. Questa impasse è costata l’esonero di Paulo Bento, che non ha saputo valorizzare un gruppo pieno di talento ma, forse per retaggio culturale, poco concreto. Danimarca è reduce da un successo in casa per 2-1 contro l’Armenia e da un pareggio fuori casa contro l’Albania per 1-1.

Il match si apre con una partenza decisa dei lusitani: al 6° stop e tiro al volo da posizione defilata sulla destra di Cristiano Ronaldo che impegna il portiere Kaspar Schmeichel, illustre figlio d’arte.Al 12° è ancora il Portogallo ha dare sfogo a tutta la sua smania di vittoria e lo fa con un triangolo rapido e preciso di Danny con il sostegno di Ronaldo. Il tiro di prima intenzione e potente ma non angolato e Schmeichel para con sicurezza. Al 25° è ancora il Portogallo in maglia bianca a recitare quello che sembra un monologo. CR7 semina il panico nella difesa avversaria: con accelerazione bruciante si beve il difensore avversario, palla da una parte e lui dall’altra, cross in mezzo per l’accorrente Nani che di testa la manda di poco alta. Incredibile a dirsi, ma fino a questo momento, sebbene la Danimarca non abbia fatto nemmeno un tiro in porta ha un possesso palla superiore al Portogallo. Al 33° finalmente la Danimarca si fa vedere dalle parti di Rui Patricio, con Krohn-Dehli che tira di prima intenzione colpendo il palo esterno destro dopo aver ricevuto un filtrante sul settore di destra.

Al rientro in campo i portoghesi hanno di nuovo fatto il pieno di determinazione e mettono CR7 nelle condizioni di affronatre il portiere in solitudine, ma stranamente il fuori classe si fa ipnotizzare. Al 55° si segnala la sostituzione di Boilesen che è stato colpito da una violenta pallonata mentre il capitano danese stava sventando una delle tante azioni d’attacco portoghesi. La partita non si distingue per spettacolarità e si sa che i danesi in casa giocano duro.Al 72° i danesi si rendono pericolosi grazie ad una conclusione di Krohn-Dehli, il migliore dei suoi, che sfrutta una serie di rimpalli nata da un calcio d’angolo a favore. Il tiro esce di poco a lato sulla sinistra.L’allenatore Fernando Santos, all’esordio con la sua nazionale, cambia due terzi dell’attacco per dare più imprevedibilità e fluidità all’attacco. Quaresma e Joao Mario entrano al posto di Nani e Danny. CR7 ovviamente rimane in campo.

La partita scorre senza che ci siano grandi scossoni, la stanchezza si fa sentire. Da segnalare un’ammonizione fin troppo severa per Cristiano Ronaldo nei minuti di recupero, che, nel tentativo di murare un tiro, ha commesso fallo. La partita sembra declinare in uno scialbo pareggio fino a quando non arriva il lampo del fuoriclasse, il migliore giocatore al mondo in questo momento.Ricardo Quaresma effettua un doppio passo e uno scatto deciso sul settore di destra, riesce a crossare. In mezzo c’è CR7 che di testa anticipa Kjaer ed infila Schmeichel. Quando la palla entra mancano solo 5 secondi allo scadere del tempo di recupero. Lo stacco perentorio e quello del capitano che ci crede fino all’ultimo e dà ancora una volta una grande lezione di calcio. I numeri di Cristiano Ronaldo in nazionale sono sensazionali: 51 gol in 121 partite conditi da 27 assist. Non è un caso che contro l’Albania lui non ci fosse e la sua squadra ha perso.

La squadra di Fernando Santos è più quadrata, più unita ma mostra i consueti problemi in attacco, perché se non segna Cristiano Ronaldo non segna nessuno.Quest’ultimo a fine partita ha così dichiarato: “Abbiamo sofferto, abbiamo dovuto insistere molto per segnare. Non è stato facile trovare l’assetto giusto contro un avversario così. Sono felice per il gol, ci credo sempre fino alla fine. Merito anche dell’allenatore e del gruppo”. Non troppo tempo fa aveva ammesso che gli sarebbe piaciuto fare qualcosa di sensazionale come negli spareggi al mondiale contro la Svezia. Ed eccoci serviti.

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