Gruppo H, Norvegia-Bulgaria 2-1: i norvegesi fanno festa ed è record per Martin Ødegaard

NORVEGIA-BULGARIA 2-1. Nel girone H, con Italia e Croazia accreditate della possibilità di battagliare per i primi due posti e Malta e Azerbaigian ritenute troppo deboli per potere puntare ad un risultato di prestigio, i pronostici sono concordi nel ritenere che a disputarsi il terzo posto (che male che vada porta ai playoff) saranno fino alla fine Norvegia e Bulgaria. È l’effetto dell’allargamento della fase finale degli Europei da 16 a 24: le vere sfide che decidono le squadre da qualificare non sono più quelle tra nazionali di prima fascia (che, salvo scivoloni imprevisti, dovrebbero avere il biglietto per la Francia garantito dalla nuova formula “di manica larga”) ma quelle tra le nazionali di livello intermedio. Se è così, la Norvegia battendo per 2-1 la Bulgaria nel match disputato ieri sera all’Ullevaal di Oslo si è portata a casa tre punti al platino in uno scontro diretto dall’importanza capitale.

La sfida dell’Ullevaal è finita sui media sportivi di tutto il mondo per la notizia di un record che difficilmente verrà battuto presto: all’incredibile età di 15 anni e 300 giorni nella Norvegia ha fatto il suo esordio in una sfida ufficiale il giovane attaccante Martin Ødegaard. Si tratta del più giovane giocatore di sempre a giocare nelle qualificazioni per gli Europei. Quello che balza agli occhi in realtà, al di là dello strepitoso e promettente record, è che il ragazzo non è stato fatto entrare tanto per fargli fare il record facendogli giocare una manciata di minuti nel finale di una partita già decisa (se avesse voluto questo, Per-Mathias Høgmo, ct della Norvegia, avrebbe potuto farlo entrare alla fine di Malta-Norvegia di venerdì scorso, partita vinta dai suoi ragazzi con un agevole 3-0), bensì è entrato in campo ad inizio ripresa sull’1-1 di una partita fondamentale come questa. Insomma, Høgmo considera Ødegaard non solo una promessa per il futuro, ma anche un’arma per il presente, una carta da utilizzare quando il gioco si fa duro. Forse, ancora più del record, è proprio questo ad inorgoglire Ødegaard. E a far gongolare Høgmo, cui i fatti hanno dato pienamente ragione.

Proprio così: la Norvegia vista in campo contro la Bulgaria è una squadra che pare avere preso improvvisamente consapevolezza dei propri mezzi. Quadrata, concreta e decisa, con un attacco tornato finalmente a pungere con gli spunti di un ritrovato Per Ciljan Skjelbred (due assist per lui) ed i numeri di Joshua King e Tarik Elyounoussi. Tuttavia, ad Oslo dopo il vantaggio maturato già nel primo quarto d’ora proprio con Elyounoussi la Norvegia è sembrata quasi peccare di poca cattiveria, in grado di controllare sì la partita ma in modo sterile, tanto da finire col subire un po’ a sorpresa il gol del pareggio a fine primo tempo, su una dormita difensiva su calcio d’angolo tale da consentire a Nikolay Bodurov di incornare in porta assolutamente indisturbato.

Nella ripresa la Bulgaria è sembrata accontentarsi del pareggio ed ha provato ad addormentare la partita. In questo forse è trasparso quello che al momento è un difetto dei ragazzi di Luboslav Penev: la Bulgaria ha buone potenzialità ma ha ecceduto un po’ troppo nel tentativo di imbrigliare gli avversari e accontentarsi di un comunque ottimo pareggio.

Dal canto suo, Høgmo ha invece azzeccato i cambi: oltre a Ødegaard, dentro anche Håvard Nielsen, dal cui piede parte a venti minuti dal termine il gol del definitivo 2-1, a coronamento di una bella ripartenza orchestrale dei padroni di casa. Finisce in festa per la Norvegia ed in festa per Høgmo: l’ex allenatore del Tromsø sin da quando esattamente un anno fa si è seduto per la prima volta sulla panchina della nazionale ha deciso di imprimere una forte impronta alla squadra, cambiando molti dei giocatori che ve ne fanno parte e puntando molto sui giovani. Una necessità (la Norvegia aveva assai deluso nelle qualificazioni mondiali) ed anche una scommessa: anche se è presto per i bilanci, la vittoria con la Bulgaria dà ragione alle sue scelte. La Norvegia farà bene ora a convogliare il tanto entusiasmo che si respira nel paese per continuare a lavorare sodo e a non farsi tentare dal demone della presunzione. Parimenti, la Bulgaria farà bene a non deprimersi troppo per la sconfitta, ma a trarne insegnamenti per il futuro: la nazionale di Penev al momento pare leggermente più debole della Norvegia, ma il cammino è ancora lungo, tempo per colmare il divario ce n’è così come le partite da giocare sono ancora tante (sette), ed il ritorno (a settembre del prossimo anno) si giocherà a Sofia

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