TCE presenta: la top 11 europea del momento

I campionati stanno incominciando ad entrare nel vivo, e la sosta per le nazionali ci è utile per tracciare una top 11 dei migliori giocatori d’Europa in questo inizio di stagione. Scegliere non è stato facile, perché ci sono tanti giocatori che stanno facendo bene e che comunque verranno presi in esame. Ma a pallone si gioca sempre in 11.

Modulo 4-4-2 rombo largo

Diego Alves: scegliere uno tra Neuer, Courtois e Bravo sarebbe stato facile, anzi banale. E’ giusto riconoscere i meriti di questo portiere, che con le sue parate ha contribuito ad un grandissimo inizio di stagione da parte del Valencia.

Ivanovic: per  distacco il migliore della difesa dei blues e in questo momento il miglior terzino destro per rendimento. La sua presenza da sostanza e maggior equilibrio ad una linea di difesa non sempre impeccabile, specie al centro, e quando c’è da mettere la gamba o la testa non si tira mai indietro.

Manolas: all’Olympiakos e con la nazionale greca aveva già fatto vedere che la stoffa c’era tutta. Alla Roma tra campionato e Champions League si è confermato alla stragrande. Conosco una squadra che gioca con Koscielny titolare che forse si sta mangiando le mani, forse…

Jerome Boateng: vero, le partite che per il Bayern possono considerarsi oggettivamente impegnative sono sicuramente di meno di quelle non impegnative, ma va elogiata la personalità da leader con cui si è saputo e sta continuando a imporsi nella difesa dei bavaresi.

Ricardo Rodriguez: il Wolfsburg è in ripresa dopo un inizio difficile, e lui sta confermando di essere uno dei migliori laterali sinistri in circolazione, specie per quanto riguarda l’incidenza offensiva.

Xabi Alonso: a 33 anni, dopo aver vinto tutto e senza avere nulla da dimostrare, calarsi in una realtà nuova è tutt’altro che facile. Lo Xabi Alonso che si è visto fino ad adesso fa capire il motivo per cui Ancelotti si sia infastidito parecchio per la sua partenza.

Di Maria: in un Manchester United partito male e adesso in ripresa è stato l’unica vera costante. Ancelotti lo ha aiutato a completare la sua maturità calcistica ed in cambio ha avuto in dote una decima. Adesso è un giocatore davvero difficile da fermare e dalle parti di Old Trafford per scacciare i fantasmi di un’altra stagione pessima hanno finalmente il Ghostbuster.

Robben: come il buon vino, più invecchia e più migliora. E’ rientrato ed ha cambiato la faccia ad un Bayern che senza di lui era apparso grigio.

Roberto Firmino: nell’Hoffenheim che come 6 anni fa sta stupendo tutti in Germania il fantasista brasiliano sta confermando il talento che aveva messo in mostra lo scorso anno con una stagione mostruosa. In proporzione i numeri rispetto all’anno scorso sono più bassi, ma le fortune della squadra di Sinsheim continuano a passare dai suoi piedi, che ricamano le trame offensive dei biancoazzurri, una delle squadre che hanno segnato in più in questo inizio di stagione europeo. Forse Dunga un pensierino su potrebbe farcelo, anche due.

Diego Costa: un selvaggio, più che fiuto del gol è istinto del gol. Ciò che aveva fatto vedere all’Atletico Madrid lo sta confermando al Chelsea, trascinato in campionato a suon di gol, 9 in 7 partite che hanno portato i blues in vetta alla classifica. Mou se lo gode ma allo stesso tempo sa che deve gestirlo bene fisicamente per evitare di perderlo nei momenti che conteranno. Nel frattempo in Brasile un uomo baffuto che aveva promesso di chiedere asilo politico al Kuwait se al mondiale fosse finita male, pensando a Fred e Jo si chiede se averlo snobbato così tanto da farlo finire nella nazionale Spagnola sia stata una scelta saggia.

Gignac: la sua avventura con l’Olympique Marsiglia è stata un alternarsi di luci ed ombre. Un feeling mai del tutto sbocciato con la tifoseria e la sensazione che, nonostante un buon bottino di gol, questo giocatore abbia reso di meno rispetto alle potenzialità espresse con la maglia del Tolosa. La scorsa stagione aveva raggiunto il suo record di realizzazioni personali con la maglia dell’OM in campionato: 16 reti in 35 partite. Quest’anno nelle prime 9 partite ha realizzato 9 gol ed ha riconquistato la maglia della nazionale ad un anno di distanza dall’ultima volta. Merito sicuramente della cura Bielsa, che da cultore di un certo gioco offensivo qual’è ha saputo valorizzare e massimizzare il rendimento dei suoi giocatori offensivi, ma anche della capacità che sta mostrando il ragazzo di farsi trovare dove serve al momento giusto. E pensare che proprio quest’anno, in cui sta diventando idolo del Velodrome, gli scade il contratto…

Allenatore Marcelo Bielsa: non può essere che lui l’allenatore del momento. 7 vittorie consecutive, una squadra che gioca benissimo e che incarna perfettamente la locura del Loco. Che non si è fatto problemi nell’attaccare la dirigenza per un mercato in cui non è arrivato nessuno dei nomi da lui richiesti, e che adesso con “il materiale di scarto” sta dando 5 punti di distacco al PSG. Non ci sono coppe europee e sognare il grande sgarbo ai ricchi parigini oggi è possibile.

About Emilio Scibona 83 Articoli
Laureato in Storia, proiettato nell'attualità, intossicato dal presente e incuriosito dal futuro. Appassionato di calcio, esaltato dal basket, catturato dal rombo di motore della Formula 1. Rimpiango i tempi che furono ma credo comunque nel domani.

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