Premier League, il “Punto”: Mou davanti a tutti, Pellè surprise

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PREMIER LEAGUE, IL PUNTO – Primo scorcio di Premier League che non ha deluso i milioni di appassionati, con gli ingredienti tipici del calcio inglese: partite spettacolari e tante sorprese. Dopo 7 giornate, il campionato sembra però avere già un padrone: il Chelsea di José Mourinho, data da molti alla vigilia come la favorita numero 1. I Blues hanno letteralmente dominato con 6 vittorie e 1 pareggio, 21 gol fatti e 7 subiti; protagonista è Diego Costa, capocannoniere della Premier League con 9 reti, che sembra essere già a suo agio in Premier League, aiutato anche da Hazard e Cesc Fàbregas, che con i loro 6 assist hanno contribuito a rendere più facile la vita all’attaccante ispano-brasiliano, per la gioia di un Mourinho già in fuga. 
Staccato di 5 punti troviamo il Manchester City, l’unica squadra che ha messo in difficoltà il Chelsea costringendolo al pari. Per la squadra di Pellegrini pesa come un macigno la sconfitta patita contro lo Stoke, anche se nelle ultime partite si vedono segnali di ripresa: Agüero ricomincia a segnare con regolarità, Lampard si è rivelato essere una pedina molto importante e non una semplice figurina, David Silva sta tornando quello ammirato un anno fa. Se gli infortuni lasciano in pace i Citizens (già 3-4 infortuni pesanti in questa stagione) molto probabilmente saranno queste due squadre a giocarsi il titolo.
Le altre “big” per ora stentano: l‘Arsenal non sembra aver compiuto ancora il salto di qualità definitivo che gli manca per lottare veramente alla conquista del titolo; una riprova la si ha avuta in occasione del k.o. subito a Stamford Bridge, dove non è riuscita a mettere a segno nemmeno un tiro in porta. Per Wenger c’è molto da lavorare, così come per van Gaal che, nonostante la formidabile campagna acquisti, deve ancora trovare la quadratura perfetta al suo Manchester United: belle vittorie (come quella contro l’Everton) fanno da contraltare alla pesante sconfitta per 5-3 a Leicester, dopo essere stato avanti 3-1. Di María ha già cominciato a mostrare tutta la sua classe, ma la squadra necessita ancora di tempo e deve assolutamente migliorare la propria fase difensiva. Male invece il Liverpool, che sembra un lontanissimo parente di quello ammirato un anno fa: la partenza di Suárez e l’infortunio di Sturridge pesano come un macigno. Già tre sconfitte per i Reds (Man City, Villa, West Ham) e i nuovi faticano: per Balotelli ancora 0 gol e il titolo sembra già un miraggio per la squadra di Rodgers.
La grande sopresa di inizio Premier è il Southampton: i Saints, dopo un’estate di smantellamento, sembravano destinati ad una stagione di sofferenza. E invece, trascinati dai nuovi Pellè e Tadic e dalla guida sapiente di Rambo Koeman, si ritrovano terzi in classifica e imbattuti in casa, oltre ad essersi tolto lo sfizio di eliminare l’Arsenal dalla Coppa di Lega all’Emirates Stadium. Sorprendente anche il cammino dello Swansea di Monk, che pratica un buon calcio capace anche di dare i suoi frutti, visto che ha gli stessi punti del Manchester United, peraltro battuto alla prima stagionale grazie ad un Sigurðsson scintillante. Delude invece il Newcastle: ancora 0 vittorie, sconfitte pesanti (come il 4-0 a Southampton) terzultimo posto e la tifoseria che ha perso la pazienza contro il manager Pardew, difficilmente licenziabile visto il contratto che lo lega ai Magpies fino al 2020. Sta ben figurando il “vecchio-nuovo” Tottenham di Pochettino, molto bene anche il West Ham, mentre sembra destinato a una stagione di sofferenza il QPR di Harry Redknapp, ultimo con 4 miseri punti. Fatica anche l‘Everton, che forse paga l’impegno europeo, capace di cogliere solo sei punti ed incappato in un pesantissimo 3-6 casalingo contro il Chelsea: i Toffees devono riprendersi presto, altrimenti si farà dura.

GLI OSCAR DI TCE

premier leagueMiglior giocatore: Diego Costa (senza ombra di dubbio). L’attaccante che Mourinho tanto desiderava, e ora si capisce il perchè,  ha spostato decisamente gli equilibri della Premier verso Londra, con 9 gol in 7 partite e risolvendo partite che cominciavano a diventare complicate (come quella con il Leicester o contro l’Arsenal) e dimostrando tanta cattiveria (forse pure troppa, come sa bene Zabaleta).

Peggior giocatore: Mario Balotelli. Arrivato per sostituire Suárez, Mario non è ancora riuscito a imporsi nel Liverpool di Rodgers, non trovando la rete in Premier League nemmeno una volta e prestazioni molto al di sotto delle attese. Il tecnico nordirlandese continua a dargli fiducia (nonostante la panchina col WBA) ma ad Anfield si aspettano i gol, quelli pesanti.

Rivelazione: Graziano Pellè. Ce ne sono molti di giocatori-sorpresa (Sigurðsson, Ulloa, Dier, Berahino, Diafra Sakho, Lampard…) ma la scelta è ricaduta  sull’attaccante italiano, simbolo del Southampton che sta andando oltre le più rosee aspettative. Arrivato dal Feyenoord per volere di Koeman, Pellè sta ripagando la fiducia del suo tecnico segnando già 4 reti, compresa una spettacolare rovesciata che ha dato la vittoria ai Saints contro il QPR. Non sta facendo rimpiangere Lambert : se continua a giocare a questi livelli, al St.Mary’s Stadium possono sognare.

Miglior Squadra: Chelsea. I Blues viaggiano fortissimo e non sembrano avere intenzione di fermarsi. Unica squadra di Premier ancora imbattuta, sembra aver azzeccato in pieno le scelte di mercato: Diego Costa e Cesc Fàbregas sono i migliori giocatori del torneo fino ad ora, mentre Courtois è praticamente invalicabile. Mettendoci anche le magie di Hazard e Oscar, i tifosi del Chelsea avranno di che divertirsi.

premier leaguePeggiore Squadra: Newcastle United. E’ molto triste vedere i Magpies evitare l’ultimo posto solo per differenza reti ed ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale. Il gioco non c’è, sembra regnare un assoluto caos per colpa, principalmente, di Alan Pardew: i tifosi lo vogliono via dalla panchina, la dirigenza sembra intenzionato a tenerlo. Ma ora non sono ammesse più figuracce.

Squadra rivelazione: Southampton. Chi lo avrebbe detto che dopo aver venduto tre titolarissimi al Liverpool, i Saints sarebbero finiti davanti ai Reds dopo 7 giornate? Incredibile, ma vero. Koeman ha costruito in silenzio una squadra dignitosa mentre i pezzi pregiati facevano le valigie uno dopo l’altro, e adesso scala posizioni in classifica e regala ottime prestazioni. I nuovi innesti sembrano già ben inseriti nel contesto della Premier League: sembrano lontanissimi i tempi di Pochettino e Lallana, eppure era solo l’anno scorso…

TOP 11 (3-4-3): Courtois; Ivanovic, Dier, Bertrand; Di María, Sigurðsson, Cesc Fàbregas, Tadic; Agüero, Diego Costa, Pellè

 Classifica dopo 7 giornate: Chelsea 19 Manchester City 14 Southampton 13 Manchester United, Swansea City, Tottenham Hotspur, West Ham United 11 Arsenal, Liverpool, Aston Villa 10 Hull City, Leicester City 9 Sunderland, West Bromwich Albion, Crystal Palace, Stoke City 8 Everton 6 Newcastle United, Burnley, QPR 4

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