Giochi Asiatici: finale al cardiopalma tra le due Coree

Nel concludere l’ultimo pezzo pubblicato prima delle semifinali scrivemmo “il fascino che potrebbe esercitare un derby in finale, dopo la finale dell’AFC U16 di una settimana fa, sarebbe eccezionale” ed è stato proprio così, perché confermando i pronostici la Corea del Sud è arrivata comoda in finale e, un po’ a sorpresa, la Corea del Nord si è sbarazzata dell’Iraq ed ha avuto accesso all’atto finale del torneo. Ed è stata, come vedremo, una gara veramente eccezionale. Non è stata la prima volta del derby in finale. Già nel 1978 a Bangkok le due nazionali coreane si scontrarono nella finale dei Giochi Asiatici, all’epoca non esistevano i rigori, e dopo 120 minuti il risultato rimase bloccato sullo 0-0. Entrambe quindi salirono sul gradino più alto del podio e festeggiarono assieme il titolo. Un titolo per parte, invece, se prendiamo in esame i tornei riservati alle squadre minori: vittoria del Sud, ai rigori, nel Campionato Asiatico Under-19 del 1990 in Indonesia e recente vittoria del Nord nel Campionato Asiatico Under-16 del 2014 a Bangkok, con il risultato di 2-1.

Dopo la breve digressione storica vediamo come siamo arrivati a questo derby in finale.

La Corea del Sud, come detto, ha rispettato il pronostico e superato comodamente la Tailandia con due reti nel primo tempo di Lee Jong-ho, attaccante di Jeonnam Dragons, e rigore di Jang Hyun-Soo, difensore dei cinesi del Guangzhou R&F. Rigore, che va detto, inesistente, visto che il fallo è avvenuto fuori area e che ha fatto imbufalire i tailandesi che reclamano a loro volta un rigore non concesso.

Diverso invece l’approccio dei “cugini” del Nord. Usciti con le ossa rotte dall’AFC Under-22, sbattuti fuori al primo turno, i nordcoreani hanno cambiato marcia portandosi a casa il titolo ai Giochi Est-Asiatici di Tianjin e hanno giocato un grande torneo ad Incheon. L’ottima partita giocata contro l’Iraq (campione in carica dell’AFC U-22 Championship). E’ evidente che giocatori come Jong Il-Gwan e, soprattutto, Pak Kwang-Ryong siano cresciuti moltissimo, hanno raggiunto la completa maturità calcistica e ormai a questi livelli fanno la differenza. Contro gli arabi proprio il duo d’attacco ha fatto vedere i “sorci verdi” all’estremo difensore di Baghdad Farhan Mohamed e solo una traversa (su punizione di Pak) e l’arbitro (che non ha visto un clamoroso fallo di mano sulla riga su colpo di testa del solito Pak) hanno impedito di chiudere la gara già al 90′. Ci sono voluti quindi i supplementari, decisi da una precisa punizione di Jong Il-Gwan sulla quale Farhan non ha potuto nulla. Peccato che, in un parapiglia nei minuti finali del primo supplementare, Jong abbia rimediato un’ingenua espulsione che lo ha tolto di mezzo nella finalissima: un’assenza pesantissima.

Nella finalina di consolazione la medaglia di bronzo è andata all’Iraq, che con un gol di Younis Mohamed si è sbarazzato della Tailandia, ormai demotivata e imbufalita per l’epilogo della partita con i sudcoreani.

Ma veniamo alla finalissima. Come ovvio, quando si incontrano Nord e Sud Corea la gara trascende dal solo significato sportivo, anche se negli ultimi incroci è prevalso un sentimento “unitario” piuttosto che di “gara della morte”. La gara è stata tiratissima, giocata con grande foga agonistica e grinta, ma priva di grandi occasioni da gol. Solo la Corea del Nord è andata vicinissima al vantaggio con Pak Kwang-Ryong che ha colpito la traversa di testa su calcio d’angolo attorno al 70esimo minuto. Il Sud ha tenuto di più in mano il pallino del gioco e nei tempi supplementari ha chiuso il Nord nella propria metacampo, senza però creare limpide occasioni da gol se non un paio di conclusioni da centro area frutto di azioni in mischia. L’epilogo però è stato da cardiopalma, con la rete al 121esimo di Rim Chang-woo sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una beffa per il Nord che già si preparava ai calci di rigore.

In conclusione, il Sud (con i giocatori che saranno esentati dal servizio militare per premio) ha centrato l’obiettivo della vittoria giocando con grande personalità ed ottenendo solo vittorie non concedendo nemmeno un gol agli avversari, il Nord invece ha raggiunto un risultato insperato e ha buttato le fondamenta per una nazionale maggiore che, già dalla prossima Coppa d’Asia, potrà dare grandissime soddisfazioni.

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