Recreativo de Huelva, un raggio di sole nella tempesta perfetta del calcio moderno


Sabato 20 Settembre, in quel di Huelva, cittadina andalusa situata nella cosiddetta Tierra Llana, ovvero nel punto di incrocio tra i fiumi Odel e Tinto, si è giocata una scialba gara di Segunda División (nota ai media come Liga Adelante per tristi ragioni di sponsorizzazione) tra la squadra di casa, il Real Club Recreativo, e gli albirrojos del Lugo, club galiziano avente una una plantilla di 25 giocatori spagnoli, una rarità di questi tempi, dove lanciare i giovani è diventata un’utopia ed acquistare stranieri una costante.

Tuttavia, l’aspetto più interessante emerso dal Nuevo Colombino è un altro, è un punto esclamativo che rompe la monotonia del noioso 0-0 tra le due squadre, è un curioso particolare che dimostra come il fútbol iberico non si ferma soltanto alla Catalogna o alla Castiglia. Il calcio spagnolo è ricco di storia e tradizioni, trasuda aneddoti da ogni singola Comunità Autonoma, dalla filosofia senza tempo dell’Athletic Club fino al prestigio mondiale del Barcellona e del Real Madrid, dai prodigi europei del Villarreal, arrivato fino alle semifinali di Champions con una rosa ristretta e un budget limitato, fino ai successi dell’inaspettato Deportivo de la Coruna (Campeon de España nel 2000), passando per l’exploit del Cholo Simeone e dell’Atletico, per la spinta di Vallecas e l’orgoglio di tifare Rayo, il miracolo Eibar e i trofei del Valencia, fino ad arrivare a Huelva e al suo Recreativo, soprannominato el abuelo del fútbol español, fondato nel lontano 1889 ed oggi ancora qui, più saldo che mai, pronto a barcamenarsi tra le divisioni minori e a guadagnarsi il rispetto di tutti i suoi nipoti.

Il 23 Dicembre del 1889, mentre a Parigi festeggiavano il centesimo anniversario della Rivoluzione Francese innalzando la Torre Eiffel, nel salone dei caminetti dell’Hotel Colón, Charles Adams e Alexander Mackay, due medici britannici, firmavano l’atto di fondazione del Huelva Recreation Club. Qualche anno dopo, nel 1892, il Recre inaugurò El Velódromo, un impianto che oggi non esiste più in quanto demolito nel 1950 per far posto al Colombino, ma che si trovava all’incirca tra l’odierna Plaza El Titan e Alameda Sundheim, strada che congiunge Avenida Guatemala con Avenida Italia, nella parte meridionale della città. Sorta come polisportiva addirittura nel 1878, inizialmente il Recreativo ottenne diversi successi in altri sport, quali il cricket, il tennis e il ciclismo, ovvero gli hobby degli inglesi, gli inventori del calcio (la prima squadra di calcio al mondo è lo Sheffield FC, nato nel 1857): esta Sociedad se dedica exclusivamente a proporcionar distracciones a sus socios. Entre ellos se encuentran grandes jugadores de cricket y lawn tennis. Il Recre disputò la sua prima partita nel 1890, vincendo 2-0, contro i magnati di un’impresa mineraria, la Rio Tinto Company Limited, che facevano capo ad una squadra sivigliana denominata Club inglés de Sevilla, con ogni probabilità l’antenato dell’odierno Sevilla Football Club, fondato nel 1905.

Tuttavia El Decano, soprannome affibbiatogli in virtù dei suoi 125 anni di storia, non ha mai vinto un trofeo prestigioso, eccezion fatta per la Copa de Andalusia (conquistata nel 1918 a scapito del Sevilla), la Segunda División del 2006 e qualche successo in tornei amichevoli, tra cui il Trofeo Colombino, una manifestazione che si disputa a Huelva dal 1965. Nella stagione 2002/03, inoltre, gli albiazules giunsero in finale di Copa del Rey, ma vennero schiantati per 3-0 dal Real Mallorca di Eto’o e Pandiani. Una delusione che, purtroppo, non è stata ancora dimenticata dai sostenitori del Recre, sempre pronti ad incitare la squadra e ad alzare la voce quando serve: qualche anno fa, infatti, con l’intento di incrementare gli incassi, la dirigenza si presentò alla rueda de prensa con delle orribili maglie a pois realizzate dall’azienda danese Hummel, che dovette realizzare i kit in soli dieci giorni dopo che il precedente outfitter – un concessionario della ditta cinese Li Ning – aveva dichiarato il fallimento per bancarotta. Tutto ciò fece imbestialire gli aficionados andalusi, i quali si riunirono nella piazza antistante il vecchio stadio Colombino per protestare contro i dogmi imperanti di questa nuova industria, capace di spazzare via decenni di tradizioni sacrificandole sull’altare del merchandising e in onore al Dio Denaro.

Nonostante abbia disputato solamente 5 stagioni in Liga, ben 36 in Segunda e 28 in Tercera, il Recre è la 21esima squadra più amata di Spagna (0.4%), può contare su una discreta cantera e su un grande pubblico, a cui non importano i risultati, ma l’onore di essere la prima squadra della penisola iberica.

Il Recreativo non si è lasciato sedurre dalle tentazioni del calcio moderno, ha mantenuto la propria identità, un po’ come è accaduto con i club più antichi di Germania (il Berliner Fußball-Club, classe 1888, gioca addirittura nella Kreisliga B, il decimo livello del calcio tedesco), Francia (il Le Havre, sorto nel 1872, milita in League 2) e Italia (il Genoa è in Seria A, ma non vince un trofeo dal 1937), squadre rimaste nell’ombra per portare avanti la propria filosofia calcistica. In questa tempesta perfetta che è il calcio, alle volte spunta qualche raggio di sole, ma sorgerà mai l’arcobaleno? Beh, ogni tanto diventiamo ottimisti grazie a squadre come il Recreativo de Huelva. 


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Romano, studente di Scienze Politiche alla Luiss. Ho collaborato con Goal.com, Sportcafè24 e granatissimi.com, ora scrivo per Football-Please, dove curo la rubrica Firms and Rivalries, e per l'Intellettuale Dissidente, dove ricopro il ruolo di caporedattore sportivo.

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