QPR-Stoke City 2-2: Kranjčar toglie le castagne dal fuoco

QPR-STOKE CITY 2-2- Non ci si annoia a Loftus Road, nel lunch match della quinta giornata di Premier League il Qpr evita la quarta sconfitta riprendendo un match in cui son stati sotto per quasi settanta minuti grazie a un colpo vincente di Kranjčar. Il due a due finale lascia l’amaro in bocca ai Potters che, se avessero firmato per un pareggio alla vigilia, lasciano Londra con il rimpianto di aver buttato al vento due punti che avrebbero rilanciato la classifica. Ma per capire meglio l’andamento della partita riviviamo l’evoluzione della gara e le strategie adottate dai due allenatori.

Entrambi gli schieramenti sono molto abbottonati. Il Queen’s Park Rangers gioca con una sorta di 4-4-1 a rombo con Mutch avanzato, Edu Vargas libero di svariare e Austin a fare reparto da solo; mentre lo Stoke City si posiziona con un 4-5-1 in cui Mame Biram Diouf, man of the match a Manchester, e Moses in fase offensiva fungono da vere e proprie ali a supporto di Crouch. Fin dai primi minuti si capisce che la gara vogliono farla i padroni di casa, desiderosi di riscatto dopo la goleada a Old Trafford. E negli ultimi anni spesso hanno saputo trovare la vittoria dopo aver perso quattro a zero: è successo sia il 2 aprile 2010 (0-2 a Selhurst Park dopo il Leicester) e sia il 30 agosto scorso (1-0 al Sunderland dopo la batosta di White Hart Lane). Se gli Hoops provano a gestire il gioco con Barton e Kranjčar in cabina di regia, la squadra di Hughes sa perfettamente come difendersi. N’Zonzi, Adam e Whelan creano una barriera di fronte alla difesa in grado di filtrare la maggior parte dei palloni giocabili, mentre l’encomiabile lavoro di ripiegamento delle due ali permette ai Potters di non soffrire l’inferiorità numerica nemmeno sulle fasce, creando così un sistema difensivo quasi impenetrabile.

L’idea è quella di ripartire in contropiede sfruttando la velocità di Moses ed è proprio il nigeriano a fare la pioggia e il bel tempo sull’out di sinistra, alternando sgaloppate e traversoni pericolosi a grossolani errori tecnico-tattici. La lettura tattica di Hughes è comunque quella corretta, perché non appena Moses riesce a raggiungere il fondo e il QPR gli concede l’uno contro uno, trova la giocata vincente. Isla gli lascia un metro di troppo, Moses crossa al centro dove Crouch non ha rivali al mondo nel gioco aereo, la sua è pero una sponda per Diouf che può facilmente appoggiare in rete di testa. Decima rete subita dai londinesi in questo terribile avvio di campionato. Il vantaggio degli ospiti spiana le migliori condizioni per la strategia dello Stoke, che arretra ulteriormente il proprio baricentro lanciando costantemente la lunaticità del suo esterno nigeriano. La superiorità territoriale del Queen’s Park Rangers non ha infatti alcun sbocco se non quello di correre ancor più rischi nelle transizioni difensive, ma arriva comunque il pareggio allo scadere della prima frazione su corner. L’asse è quella che aveva in dote il Cardiff lo scorso anno: calcia Mutch e insacca Caulker, sesta rete di testa sulle otto realizzate in Premier League, mentre uno spaesato Begović rimane a mezza via tra i pali e la sfera.

Il secondo tempo di Harry Redknapp è condizionato da una serie di sostituzioni forzate: gli infortuni di Barton, nella prima frazione, e di Mutch poco dopo esser tornato in campo, costringono il tecnico degli Hoops a inserire Phillips e Henry perdendo gran parte del fosforo a centrocampo e reinventando Fer in regia. Mentre Mark Hughes sa che non ha bisogno di innesti, il duello chiave del match è MosesIsla, le lacune difensive del cileno in prestito dalla Juventus risaltano i pregi della sua ala. Proprio su questo mismatch gli spiti tornano in vantaggio: in fase di costruzione il terzino destro si ritrova un pallone scomodo, aggredito dal raddoppio di Peters e Moses, il nigeriano gli soffia il pallone e sfrutta il pertugio per trovare un preciso assist al centro, Crouch anticipa un lento Rio Ferdinand e riporta lo Stoke in vantaggio.

Il tema dell’incontro torna ad essere quello del primo tempo ma con un QPR riarrangiato gli spazi si allargano i Potters rischiano più volte di chiudere l’incontro, ma i padroni di casa devono ringraziare N’Zanzi che dopo un ottimo triangolo con il solito Moses non trova lo specchio della porta. Gli Hoops non hanno un’idea di gioco, sembra quasi siano privi di schemi offensivi, la manovra consta in una lenta catena di passaggi banali che puntualmente si spezza sul frangiflutti centrale o con velleitarie conclusioni dalla distanza che non impensieriscono Begović. Qalche aggiustamento viene fatto, Redknapp rinuncia a uno spento Edu Vargas in virtù di Zamora, Hughes dà spazio a Sidwell e Arnautović, ma la sostanza non cambia. Lo Stoke si lascia prender la mano concedendo qualche punizione di troppo e proprio così, a un paio di giri di lancette dal termine, Kranjčar trasforma un fallo di Sidwell in una parobola discendente che scavalca la barriera e gonfia la rete. Dopo quindici ore e mezza di digiuno torna al gol e lo fa in grande stile Finisce due a due, ma il QPR ha tutte le ragioni di questo mondo per rimanere preoccupato da una stagione ce si prospetta difficile, specialmente se ha difficoltà a costruire un’azione negli scontri diretti disputati a Loftus Road.

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Mi chiamo Mihai Vidroiu, ma per tutti sono semplicemente Michele, sono cresciuto a Roma, sponda giallorossa. Ho inoltre una passione smodata per il Villarreal, di cui credo di poter definirmi il maggior esperto in Italia, e più in generale per il calcio, oltre ad altri mille interessi.

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