Ciro Immobile: storia di un talento emigrante

Giulio Donati, Fabio Borini, Davide Santon, Luca Caldirola solo per citarne alcuni, sono tutti giovani talenti italiani emigrati all’estero per cercare quello spazio che l’italia calcistica non sa dare ai giocatori nati e cresciuti nei settori giovanili italiani. A questa lista si aggiunge un altro nome di ‘lusso’: Ciro Immobile. Ciro nasce a Torre Annunziata il 20 Febbraio 1990 e inizia il suo percorso calcistico a Sorrento dove in una sola stagione sigla circa 30 reti, da lì approda alla Juventus e inizia il giro di prestiti che lo porta ad indossare la maglia del Pescara nell’anno in cui in panchina sedeva il boemo Zdeněk Zeman, uno dei pochi allenatori in grado di saper lanciare i giovani talenti. Tant’è che in quel campionato ne lanciò addirittura tre: Insigne, Verratti e lo stesso Immobile che chiuse con 28 reti in 37 partite, e la promozione del Pescara in Serie A che mancava ormai da vent’anni.

Una grande annata per Ciro che l’anno successivo approda a Genoa dove passa un anno tra luci ed ombre, fino ad approdare l’anno dopo a Torino, alla corte di Giampiero Ventura in grado di lanciare in maniera definitiva l’attaccante, che si proclamerà capocannoniere della serie A con 22 reti, arrivando sopra a gente del calibro di: Di Natale, Tevez ed Higuain giocatori che hanno un certo feeling con il goal. Tutti pensavano che fosse il momento giusto per tornare alla base dunque, in quella Juventus che lo aveva preso e fatto girare per diverse squadre, e invece no, Ciro se ne va di nuovo questa volta in maniera definitiva, in un altra squadra che punta fortemente sui giovani: il Borussia Dortmund. E dunque un altro talento che se ne va, nemmeno consacrarsi capocannoniere del campionato fa si che le società italiane possano puntare su un giovane italiano, meglio virare su giovani di altri paesi, meglio ancora  se con un taglio di capelli alla moda,  un’incapacità sempre più grande  delle società del bel paese, di saper trattenere quei talenti che potrebbero fare le fortune della squadra  a costo 0.

Ciro in Germania ha la fiducia di tutti, primo su tutti quella di Klopp che tanto ha insistito per avere l’attaccante italiano alla sua corte. Fiducia ripagata per ora, con il primo goal in Champions League contro l’Arsenal, goal che ha sbloccato la gara e ha portato il Dortmund alla vittoria con il goal del 2 a 0 di Aubumeyang ( scartato dal Milan ). Immobile dopo la grande prova di martedi ha parlato alla stampa italiana rilasciando queste parole: “Sono uno straniero, sì  ammette Immobile e devo ambientarmi. Per fortuna il mister e i compagni mi stanno aiutando, ma lo sapevo che non sarebbe stato facile: la lingua diversa, la nuova squadra. Ho sofferto, ma non era un fallimento. La stading ovation? Incredibile, cose così in Italia non le ho ricevute mai”Insomma Immobile è solo u’ altra possibilità delle squadre italiane di fare centro puntando sul ”km 0”, opportunità buttata all’aria di nuovo, ora ci resta solo da sapere chi sarà il prossimo che dovrà fare la valigia in cerca di un futuro migliore… All’estero.

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