Athletic Bilbao-Shakhtar Donetsk 0-0: Lucescu imbriglia i baschi ma il colpaccio non arriva

Sedici anni dopo, e per la seconda volta nella storia, la Champions League torna a Bilbao. Non c’è più il “vecchio” San Mames, ma la “Catedral” è sostituita dal “Nuovo San Mames”, atmosfera diversa ma ancora affascinante. A far visita all’Athletic, che si sè conquistato la fase a gironi dopo uno splendido preliminare contro il Napoli, è lo Shakhtar Donetsk, habitué della Champions e anche quest’anno con rinnovate ambizioni. Ne viene fuori l’unico 0-0 della prima giornata di Champions League, un punto che forse va più stretto agli ospiti ma che, tutto sommato, rispecchia quanto visto nei 90 minuti, comunque caratterizzati da intensità di gioco e buoni spunti individuali.

Valverde può schierare l’undici di gala ma all’ultimo sorprende tutti puntando su Ibai Gomez, a sinistra nei tre dietro Aduriz, al posto di Susaeta, sempre meno “titolarissimo” rispetto alla scorsa stagione. Per il resto, confermate le novità di ruolo di quest’anno: De Marcos è ormai il terzino destro titolare, Gurpegi chiuderà la carriera da centrale di difesa. Lo Shakhtar dell’eterno Lucescu, a 69 anni è il più vecchio allenatore del torneo, schiera sei brasiliani nell’undici titolari, compresi quelli che in estate avevano tentato la “fuga”, Douglas Costa, Luiz Adriano e Teixeira. Gli ucraini vantano ormai una solida esperienza internazionale, poco reclamizzati puntano decisi alla qualificazione agli ottavi.

Douglas Costa, qui contrastato da Iturraspe, migliore in campo
Douglas Costa, qui contrastato da Iturraspe, migliore in campo

E, in effetti, gli ucraini “giocano” subito sulla tensione dei padroni di casa, poco avvezzi a questo tipo di palcoscenici. Non basta né la spinta iniziale del bellissimo Nuovo San Mames (non sarà la Catedral, ma resta un gioiellino), né la mezza occasione sprecata nei minuti iniziali da Mikel Rico che, poi, alternerà buone giocate a diversi errori in fase di costruzione durante tutti i primi 45 minuti. Lo Shakhtar è padrone del gioco e dei ritmi e riesce a creare anche un paio di occasioni: Stepanenko impegna Iraizoz, in un periodo di forma strepitoso, con un insidioso destro dalla distanza, poi sul cross di Srna non arriva la zampata sotto misura di Luiz Adriano. Sono Muniain e Benat, i più dotati dal punto di vista tecnico tra i baschi, a essere poco in partita. Interessante, poi, il duello tra il sempre positivo De Marcos e il sorprendente terzino brasiliano Azevedo, ennesima scoperta di Lucescu. Aduriz riceve pochi palloni aerei, si nota solo per la richiesta di un calcio di rigore per una spallata sospetta di Rakitskiy, mentre Ibai Gomez fa sussultare il San Mames con una punizione che sfiora il palo alla sinistra di Pyatov. Intensa la partita di Bilbao, lo Shakhtar prova il forcing finale nel primo tempo trascinato da un ispiratissimo Douglas Costa che, proprio nei minuti di recupero, si ritrova da posizione angolata a tu per tu con Iraizoz e cerca l’assist in mezzo sul quale spazza il sempre attento Laporte. Al 45′ è un tesissimo 0-0.

Muniain ha deluso le aspettative
Muniain ha deluso le aspettative

Come ad inizio partita, la ripresa parte con l’Athletic in avanti: Laporte, su azione d’angolo, non riesce a dar forza alla sua conclusione da buona posizione. E’ un fuoco di paglia, gli ucraini tornano presto a comandare le danze, nonostante il pressing sempre al limite della perfezione degli uomini di Valverde. Teixeira, sulla sinistra, rientra e conclude: tocco di braccio, involontario, di Laporte. E’ il miglior momento dello Shakhtar che, poco dopo, va ancora vicino al vantaggio con Douglas Costa, il cui sinistro a rientrare impegna Iraizoz, bravo a deviare in angolo. Valverde prova la carta Susaeta, ovviamente al posto di Benat, l’inerzia cambia poco. Agli ospiti viene anche annullato un gol per fuorigioco a Stepanenko, poi a lasciare il campo è il deludente Muniain, pochi secondi dopo aver sprecato un interessante contropiede. I cambi dello Shakhtar sono solo di marca brasiliana, Lucescu non cambia una virgola nell’atteggiamento tattico ma col passare dei minuti la spinta dei suoi si spegne inesorabilmente. L’Athletic, visto l’andazzo, quasi si accontenta del pari e tira i remi in barca già a un quarto d’ora dal termine. Minuti finali che non riservano alcun tipo di emozione. Tutto sommato un buon affare anche per Lucescu, il punto in uno stadio così complicato è più che buono in ottica qualificazione. Col Porto, comunque, sarà un’interessantissima lotta a te.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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