Germania-Algeria, le Volpi cercano la rivincita ricordando l’82

32 anni fa nel mondiale di Spagna la sorprendente vittoria nordafricana sulla Germania, ma anche la vergognosa partita tra tedeschi e austriaci che eliminò gli algerini. Ricordi velenosi si intrecciano verso l’ottavo di Porto Alegre

“Verrà un giorno” minacciante predisse Fra Cristoforo . E quel giorno sarà arrivato per il Don Rodrigo/ Germania? L’Algeria sicuramente sognava questa partita da quel caldo pomeriggio di giugno del 1982 al Molinón di Gijón. Non quello del 16 giugno, quando nelle Asturie gli algerini fecero il loro debutto mondiale stendendo clamorosamente la Germania campione d’Europa per 2-1. Quella partita per i nordafricani fu da leggenda, con Rabah Madjer y Lakhdar Belloumi che resero vano tra lo stupore generale il provvisorio pareggio di Kalle Rumenigge. No, il pomeriggio da cui l’Algeria aspetta questa opportunità è quello del 25 giugno 1982, una data che ha cambiato la storia della Coppa del Mondo.

IL BISCOTTO DI GIJÓN – Dopo quella sconfitta all’esordio con l’Algeria, la Germania allora campione d’Europa in carica e guidata da Jupp Derwall, si trovava a rischio eliminazione. Doveva battere Cile ed Austria e sperare di avere una buona differenza reti. Nel secondo turno di quel gruppo 2, l’Austria superò 2-0 l’Algeria, mentre la Germania non ebbe problemi nello sbarazzarsi dei cileni, piegati con un netto 4-1. Quindi arrivò il terzo ed ultimo turno. Il 24 giugno al Tartiere di Oviedo, l’Algeria fece nuovamente mostra di uno scoppiettante gioco d’attacco e superò per 3-2 il Cile. Gli algerini all’intervallo andarono addirittura avanti 3-0 grazie alla doppietta di Assad e la rete di Bensaoula. Nella ripresa , il Cile riuscì con l’orgoglio a ridurre lo svantaggio fino allo scarto minimo, approfittando di un rilassamento generale della selezione guidata da Rachid Mekhloufi. L’Algeria concluse così i suoi impegni con 2 vittorie e 1 sconfitta, 4 punti all’attivo, 5 gol fatti e 5 subiti, con la differenza reti in equilibrio a 0. La distrazione nel secondo tempo contro i cileni però si rivelerà fatale.

Il giorno dopo Algeria-Cile, il 25 giugno, al Molinón di Gijón riandò in scena la Germania, questa volta nel derby germanico con l’Austria. Gli austriaci scesero in campo con 4 punti e una differenza reti di + 3, la Germania con 2 punti, una differenza reti di +2 e con il tassativo obbligo di vincere l’incontro, per non rimanere clamorosamente eliminata nella prima fase a gironi per la prima volta nella storia. I tedeschi non tradirono le attese in tal senso: partirono a spron battuto e al 10’ su cross di Littbarski dalla sinistra, Horst Hrubesch di testa diede il vantaggio ai teutonici. Ma una volta che la Germania andò avanti, la partita praticamente ebbe fine. I tedesco occidentali con quel gol raggiunsero a 4 punti Austria ed Algeria. Tedeschi e austriaci però a quel punto godevano entrambi di una migliore differenza reti rispetto ai nordafricani. Consce di tale superiorità statistica, le due nazionali cominciarono a inscenare una delle commedie più ridicole mai viste nel teatro dei mondiali: i bianchi di Derwall e i biancorossi di Schmidt cominciarono a non affondare più gli attacchi, effettuando passaggi in orizzontale, retropassaggi ai portieri e quando si presentavano presso l’area rivale scalciavano il pallone con disinteresse o lasciandolo comodamente alla difesa avversaria.

Il pubblico locale si inferocì. Lo spettacolo era veramente increscioso ed indegno dello sport. Fischi e insulti volarono per i giocatori in campo, ed anche monete, forse gettate da tifosi algerini presenti allo stadio, come a voler sottolineare l’accordo sottobanco. La FIFA aprì un’inchiesta, ma finalmente nessuna combine fu provata e nessuna sanzione assunta. La Germania arrivò poi sorprendentemente in finale dove l’11 luglio perse contro l’Italia al Bernabéu. Ad ogni modo,dopo quasi un quarto di secolo, nel gennaio 2007 Hans Peter Briegel, ex difensore del Verona e di quella nazionale tedesca, ammise in un’intervista al quotidiano degli Emirati Arabi Al Ittihad, che le due squadre si erano effettivamente accordate “per buttare fuori gli algerini”. “Mi dispiace perché l’Algeria avrebbe ampiamente meritato di qualificarsi” aggiunse in quell’intervista Briegel.

Nessuna punizione e squalifica come detto, perché fino a prova contraria non era stata violata nessuna regola, giacché era evidentemente il formato che permise alle due squadre di speculare sul risultato, conoscendo già la differenza reti del rivale. Fu quello di Spagna ’82 l’ultimo mondiale in cui le partite della terza ed ultima giornata della fase a gironi si disputarono in orari o giorni diversi. Da Messico ’86 in avanti le partite decisive del girone si disputano sempre in contemporanea, proprio per evitare che situazioni alquanto dubbiose come quella di Gijón possano tornare a ripetersi.
L’Algeria forse non avrà neanche l’1% di possibilità contro questa Germania lunedì a Porto Alegre. Ma nei commenti al video di youtube Germania-Austria 1982 già da qualche ora il grido di battaglia degli user algerini chiama alla grande rivincita: sognare non costa niente. E in un mondiale così bizzarro ancora di meno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.