Croazia-Messico 1-3: la Tri dilaga e passa agli ottavi


Il Messico con un perentorio 3-1 batte la Croazia e passa agli ottavi di finale, le reti di Marquez, Guardado ed Hernandez, per gli uomini di Kovac rete della bandiera di Perisic. Adesso per la Tri ci sarà lo scontro contro i Tulipani di Van Gaal

Il match inizia con le due squadre che optano per atteggiamenti guardinghi, in fin dei conti la posta in palio è
altissima, chi perde sarà fuori dal mondiale. La Croazia ha un leggero predominio territoriale con il Messico che
cerca di sfruttare il contropiede, Peralta unico lì davanti a combattere a far salire i suoi. Dopo il secondo angolo per i croati, al 6′ è di Perisic la prima occasione, palla colpita al volo che va però alta sopra la traversa. Dopo soli 8′ minuti arriva la prima ammonizione, per Rakitic, dopo un brutto fallo su Vazsquez. Due giri d’orologio e Modric subisce un brutto colpo dopo un testa a testa con Marquez, per fortuna il centrocampista del Real Madrid si ristabilisce presto rientrando subito in campo. Il Messico soffre il pressing in mezzo al campo dei croati che collezionano in pochi minuti molti calci d’angolo.

Al quarto d’ora di gioca arriva però la prima azione degna di nota con una grande occasione per il Messico che sfiora il vantaggio con Herrera: il giocatore del Porto con un bel sinistro potente (lui destro natutale) ha preso l’incrocio dei pali pieno con Pletikosa battuto. Tre minuti dopo altra occasione per la Tri: inserimento in verticale di Peralta che però al momento di trovarsi di fronte Pletikosa cicca la sfera scivolando sul piede d’appoggio. Gli uomini di Herrera sembrano molto solidi e ben organizzati e raramente si fanno trovare impreparati nella fase di contenimento, con Marquez uomo guida e leggenda del calcio messicano. Dopo un quarto di gara si è rimasti fermi sullo 0-0, partita piuttosto bloccata se non fosse stata per il legno colpito da Herrera, Croazia che dopo un buon inizio ha rallentato non poco il ritmo.

Al 27′ cross di Srna ribattuto, fuori area c’è Pranjić che ci prova ma la sfera finisce alta sopra la traversa. Tre minuti dopo Perisic entra in area e calcia subito con il sinistro, palla alta anche in questa occasione. Dall’altra parte arrivano due angoli consecutivi per i messicani guadagnato da un pimpante Guardado che gioca a tutto campo, corner che però non portano praticamente niente di concreto. Dopo un terzo angolo andato a vuoto, c’è un contropiede velocissimo di Olic che viene fermato fallosamente da Marquez, ammonito. Sulla punizione seguente Srna però manda alto con Ochoa che controlla tranquillamente la sfera. E’ comunque il Messico, che dopo un inizio cosi cosi a fare la partita, e dopo l’ennesimo calcio d’angolo Pletikosa viene travolto da Moreno in area croata.

Dopo due minuti di recupero e un finale di tempo spezzettato finisce la prima parte del match, la Croazia che finendo cosi sarebbe eliminata, al contrario del Messico che arriverebbe secondo nel gruppo dietro al Brasile, per gli uomini di Kovac ci vorrà ben altro per superare la possente difesa tricolore. Al rientro in campo nel secondo tempo i due commissari tecnici non hanno effettuato nessun cambio rispetto agli undici inziali. La Croazia prova a spingere con più convinzione anche con i centrocampisti, ma Mandzukic la punta di diamante ha trovato pochissimi palloni giocabili e la difesa messicana guidata da Marquez controlla benissimo. Al 56′ Kovac opta per il primo cambio inserendo l’interista Kovacic per provare a dare una scossa al posto di Vrsaljko.

Al 61′ entra per il Messico Chicharito Hernandez per Giovani Dos Santos, quest’ultimo molto in ombra. Al 63′ dubbio in area croata su un sospetto fallo di mano di Srna dopo il sinistro di Guardado. Nell’azione successiva grande salvataggio di Corluka che sulla linea di porta, con un colpo di testa ha allontanato sul cross pericoloso di Guardado. Al 68′ entra anche Rebic per Olic, forze fresche per Nico Kovac e compagni che devono per forza vincere per andare agli ottavi. Al 71′ arriva il vantaggio dei messicani con Marquez che mette dentro di testa con un perfetto stacco, nulla a potuto il portiere croato Pletikosa.

Quattro minuti dopo arriva il raddoppio che sancisce la probabile vittoria del Messico con Guardado che ha sfruttato alla grande un contropiede spietato guidato da Hernandez e rifinito da Peralta. Al 77′ si salva il Messico con Moreno che blocca sulla linea dopo un’azione bellissima di Rebic, il difensore dell’Espanol si è comunque dimostrato pronto e reattivo. Subito dopo Herrera fa uscire Peralta inserendo Pena, sostituzione che serve a rinforzare il centrocampo. All’81’ arriva anche il tris di  Hernandez bravissimo a mettere dentro di testa, su cross da destra di Aguilar. Nel finale c’è tempo per vedere Marco Fabian che sostituisce Guardado, il giocatore del Cruz Azul si rende subito attivo in un match che ormai non ha più storia.

All’86’ crolla l’imbattibilità del Messico in questo mondiale con la rete della bandiera per i croati di Perisic che batte in diagonale Ochoa. Ante Rebic all’88’ chiude il mondiale con un cartellino rosso per un bruttissimo fallo in attacco, conseguenza sicuramente di frustazione per l’eliminazione. Messico che si  qualifica meritatamente agli ottavi di finale arrivando seconda nel gruppo dietro il Brasile solo per la differenza reti, e adesso incontrerà  l’Olanda. Esce male la Croazia che a parte la reazione nel finale a risultato ormai compromesso non ha fatto niente di buono, in attacco Mandzukic un fantasma anche se mal servito, e con pochissimi lampi da tutto il resto della squadra.

 

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Fin da bambino voleva diventare talent scout, seguendo le partite di calcio internazionale, il suo primo idolo è stato Robert Pires, da anni grazie a Footlandia è diventato famoso nel web per le sue schede di giovani in rampa di lancio, il suo idolo calcistico adesso è Chicharito Hernandez suo pallino che ha segnalato alla Lazio nel 2009 senza però essere ascoltato. Ha scritto per Mistermanager e per tuttomercatoweb, oltre ad aver fatto apparizioni in tv private di Roma. Si occupa della rubrica World's got talent dove ci illumina nelle sue performance di descrizione dei nuovi talenti in giro per il mondo

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