Guida Brasile 2014, gruppo F: l’Argentina

Ventotto anni dopo il trionfo a Mexico ’86 con Maradona in campo, l’Argentina cercherà di tornare in cima al mondo. E’ tuttavia dal 1990 che non arriva tra le prime 4, quindi il primissimo obiettivo sarà almeno quello di arrivare a Sao Paulo o Belo Horizonte per giocare una delle due semifinali. Se arriverà effettivamente a quel punto è più probabile che nel penultimo atto troveremmo l’albiceleste il 9 luglio nella capitale paulista, visto che sembra difficile che qualcuno possa sottrarle il primo posto nel gruppo F e destinarla all’altro lato del tabellone. Nel sesto girone del torneo, i rivali della nazionale di Alejandro Sabella saranno la Bosnia Erzegovina il 15 giugno al Maracanã di Rio de Janeiro alle 21 italiane; l’Iran il 21 giugno al Mineirão di Belo Horizonte alle 18 di Roma; e il 25 giugno la Nigeria al Beira Rio di Porto Alegre, nuovamente alle 18 orario italiano.

ANALISI TECNICO-TATTICA

Con un girone tranquillo, il migliore al mondo (manco a dirlo) Lionel Messi nella rosa assieme ad altri campioni come Ángel Di María, Sergio Agüero e Gonzalo Higuaín, fanno dell’Argentina una delle super candidate alla vittoria finale, soprattutto perché dalla cintola in su nessun’altra nazionale sembra disporre di un bagaglio tecnico così elevato. Dall’altra parte, preoccupa il comportamento in difesa, nella cui linea a 4, a parte la forza propulsiva di Zabaleta, spesso domina il disordine e la debolezza nel gioco aereo, nonostante la crescita nel finale di stagione di Garay nel Benfica faccia ben sperare. E’ probabilmente per i difetti evidenziati sulle palle alte che Sabella ha deciso di portare alla fine in Brasile Martín De Michelis, dopo due anni e mezzo di assenza dalla nazionale e lasciare a casa Nicolás Otamendi. Il difensore centrale del Manchester City, più di quello dell’Atletico Mineiro, potrebbe trasformarsi in una variante molto utile in caso di confronti in cui la palla inattiva assuma un ruolo preponderante, e non solo in chiave difensiva.

poker d'assi
poker d’assi

Come sarà poi il Mondiale di Sergio Romero tra i pali? E’ questo indubbiamente uno dei punti interrogativi più grandi, dato lo scarso impiego avuto durante l’ultima stagione nel Monaco per il portiere che tornerà alla Sampdoria dopo il Mondiale: per lui nel 2013/14 appena 9 presenze per un totale di 828 minuti. Davvero poco per un estremo difensore tutt’altro che consolidato nel proprio ruolo. Ci saranno occasioni per Augustín Orión e Mariano Andujar a torneo in corso? A centrocampo ha sorpreso l’esclusione dalla lista di 23 di Ever Banega, il quale nel semestre trascorso al Newell’s Old Boys non ha brillato per continuità e per questo Sabella ha deciso di puntare nel 4-3-3 che ha in mente, su Fernando Gago, regista al fianco di Mascherano, dedicato alla fase di contenimento, e Di María, deputato a creare superiorità con le sue folate a partire da sinistra. Nonostante la precaria condizione fisica con cui Gago arriverà all’appuntamento in Brasile dopo i quasi due mesi di stop per uno stiramento al ginocchio sinistro sofferto in aprile, Sabella ha piena fiducia nell’ex centrocampista di Real Madrid e Roma per il ruolo di regista. Dell’attacco si è già detto, forse il più completo dell’intero torneo e se si aggiunge la presenza di valide alternative come Lavezzi, che ama partire da lontano e Palacio, navigato uomo d’area, la nazionale sudamericana dispone altresì di ricambi che pur non essendo all’altezza dei titolari, sono comunque giocatori preziosi per tornei brevi dove l’esperienza può prevalere sul puro talento.

Lucas Biglia, Hugo Campagnaro, Enzo Pérez Federico Fernández e José Maria Basanta sono alcuni dei nomi che completano la rosa dell’Argentina: non giocatori straordinari e di classe eccelsa, ma la cui inclusione riflette la scelta di Alejandro Sabella di puntare su quello zoccolo duro sorto a Barranquilla il 15 novembre 2011 nella quarta giornata delle qualificazioni. Quel giorno l’Argentina superò 2-1 la Colombia e quel trionfo è da tutti ritenuto come l’atto di fondazione dell’idea di nazionale voluta dall’ex allenatore dell’Estudiantes, dove l’equilibrio collettivo prevalga sulle aspirazioni individuali, accompagnando con sacrificio e umiltà la classe di chi dovrà finalizzare il gioco. E’ per questo che Carlos Tevez non è in questo Mondiale, mentre interpreti inferiori a livello tecnico avranno la loro chance.

LA STELLA

Ma la sintesi del sogno argentino è tutta sulle spalle di quel ragazzo venuto da Rosario e diventato grande a Barcellona: il suo terzo mondiale dovrà essere quello dell’apoteosi per Lionel Messi. Dopo il Sudafrica ha vinto altri tre Palloni d’Oro, Champions e titoli nazionali con il Barça, segnando in appena 4 stagioni la bellezza di 227 gol con la squadra catalana. 40 milioni di argentini aspettano da lui la prova del nove, affinché dopo l’azulgrana anche l’albiceleste tinga di gloria la sua carriera di fuoriclasse indiscusso. L’ultimo non è stato l’anno calcistico migliore: ulteriori infortuni e la mancanza di vittorie nel mese di maggio lo hanno un po’ messo in chiaroscuro. Ma la sua frase “ho cambiato il chip” appena sbarcato all’aeroporto di Ezeiza il 20 maggio, è stata adottata da tutto il giornalismo sportivo argentino come lo slogan di un cambiamento di tendenza, nel quale non solo è espressa la speranza che l’Argentina diventi una nobile veste della Pulga, ma che soprattutto l’Argentina torni dopo quasi un quarto di secolo nell’Olimpo del calcio mondiale.

Leo Messi, l'estasi dell'oro
Leo Messi, l’estasi dell’oro

LA SORPRESA

La sorpresa in verità dovrà essere una conferma e una chiave di volta fondamentale nell’ingranaggio albiceleste. Fernando Gago non ha certamente attraversato annate altisonanti negli ultimi tempi: opaco nella Roma di Luis Enrique, poco presente con il Valencia di Unay Emery e il Velez di Gareca, ha ritrovato brillantezza nell’Inicial 2013 nel nuovo Boca di Bianchi, il tecnico che lo ha riportato al Xeneize , suo club di origine. Ma dopo poche giornate del Torneo Final, Gago ha subito un duro stiramento ai legamenti collaterali del ginocchio, che gli ha imposto un lungo stop, durato fino all’inizio del ritiro della selección nel centro tecnico nazionale di Ezeiza. Bianchi all’inizio dell’anno stoppò l’acquisto di Banega adducendo che “se ho già gli spaghetti nel piatto(Gago), perché dovrei aggiungervi dei tagliolini(Banega)?” ragionamento che evidentemente deve aver fatto anche Sabella, visto che il ct lo ha finalmente preferito proprio all’ex compagno nel Boca. Una fiducia che Gago dovrà ripagare prendendo in mano il centrocampo e supportando l’azione di Messi, Aguero e Di María, i tre grandi creatori di gioco. Se tutto filerà liscio probabilmente passerà inosservato, perché saranno altri a prendersi la ribalta, a partire dalla fluidità di manovra. Ma se qualcosa dovesse andare storto sarà in molti ad accorgersi della sua presenza.

Gago ringhia su Becko
Gago ringhia su Becko

PROSPETTIVE

Non può fallire:è una delle favoritissime ad alzare la Coppa del Mondo nel cielo del Maracanã il 13 luglio.

CONVOCATI

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1 1P Sergio Romero 22 febbraio 1987 Monaco (Fra)
12 1P Agustín Orión 26 luglio 1981 Boca Juniors
21 1P Mariano Andújar 30 luglio 1983 Catania (Ita)
2 2D Ezequiel Garay 10 ottobre 1986 Benfica (Por)
3 2D Hugo Campagnaro 27 giugno 1980 Internazionale (Ita)
4 2D Pablo Zabaleta 16 gennaio 1985 Manchester City (Ing)
15 2D Martín Demichelis 20 dicembre 1980 Manchester City (Ing)
16 2D Marcos Rojo 20 marzo 1990 Sporting Lisbon (Por)
17 2D Federico Fernández 21 febbraio 1989 Napoli (Ita)
23 2D José María Basanta 3 aprile 1984 Monterrey (Mex)
5 3C Fernando Gago 10 aprile 1986 Boca Juniors
6 3C Lucas Biglia 30 gennaio 1986  Lazio (Ita)
7 3C Ángel di María 14 febbraio 1988 Real Madrid (Spa)
8 3C Enzo Pérez 22 febbraio 1986 Benfica (Por)
11 3C Maxi Rodríguez 2 gennaio 1981 Newell’s Old Boys
13 3C Augusto Fernández 10 aprile 1986 Celta Vigo (Spa)
14 3C Javier Mascherano 8 giugno 1984 Barcelona (Spa)
19 3C Ricardo Álvarez 12 aprile 1988 Internazionale (Ita)
9 4A Gonzalo Higuaín 10 dicembre 1987 Napoli (Ita)
10 4A Lionel Messi 24 giugno 1987 Barcelona (Spa)
18 4A Rodrigo Palacio 5 febbraio 1982 Internazionale (Ita)
20 4A Sergio Agüero 2 giugno 1988 Manchester City (Ing)
22 4A Ezequiel Lavezzi 3 maggio 1985 Paris Saint-Germain (Fra)

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