Italians: Massimo Taibi, the Blind Venetian

Italiani alla conquista del mondo. Storie e aneddoti di calciatori che sono emigrati all’estero nel tentativo, non sempre riuscito, di tenere alto il nome del Belpaese. Vittorie, sconfitte, meteore, bidoni, campioni, gol e parate: omaggio a chi ha portato in giro per il globo il nostro Tricolore.

Nel 1999 il Manchester United si laurea campione d’Europa per la seconda volta nella propria, gloriosa, storia. A guidare quel gruppo fantastico, Sir Alex Ferguson, uno dei migliori allenatori del Pianeta. A difendere la porta dei Red Devils, Peter Schmeichel, uno dei migliori portieri del Pianeta.
Quando, a fine stagione, l’estremo difensore danese annuncia la propria partenza dall’Old Trafford, Sir Alex si trova nella difficile situazione di dover trovare un degno sostituto.

Esperienza, bravura e coraggio: queste le tre caratteristiche cercate dal tecnico scozzese. Il primo ad abbracciare la causa United è Mark Bosnich, australiano proveniente dall’Aston Villa; come vice viene confermato l’olandese Van der Gouw.


Nelle prime partite della stagione, Bosnich fatica ad impressionare il pubblico di Manchester, abituato all’eccentricità e al carisma del portierone danese. A tutto questo, si aggiunge un infortunio, rimediato alla terza giornata di Premier contro il Leeds, che lo obbliga a cedere la maglia di titolare al più anziano collega. Nonostante nessun errore clamoroso, lo United fallisce sia la finale di Community Shield (1 a 0, contro l’Arsenal), che la Supercoppa Europea, sconfitta di misura dalla Lazio.

Ferguson non tollera aver mancato i primi due obiettivi della stagione e, per aumentare la competizione interna, decide di acquistare un terzo portiere. Pochi si aspettano che il prescelto sia Massimo Taibi, 29enne siciliano in forza al Venezia. Il portiere nostrano ha alle spalle due parentesi importanti, anche se poco felici, con il Milan; ma il meglio l’ha potuto mostrare in società di medio-bassa classifica, come Piacenza e, appunto, Venezia.
La cifra con cui viene strappato ai lagunari è di tutto rispetto: 4,5 milioni di sterline, quasi 7 milioni di euro.
L’esordio non tarda ad arrivare. 11 settembre 1999, Liverpool – Manchester United. Taibi gioca una partita da ‘Dottor Jekyll e Mister Hyde‘, permettendo il gol di Hyypia al 23’, dopo aver completamente sbagliato un’uscita alta su un cross proveniente dalla trequarti. Un inizio disastroso, anche se la pressione dell’Anfield Road è difficilmente paragonabile a quella accusata al Pier Luigi Penzo di Venezia; è quindi in parte giustificabile un primo tempo da brividi. Nella seconda frazione, invece, entra in campo Mister Hyde. Parate a ripetizione, miracoli e balzi alla Schemichel per smentire sul nascere i detrattori e aiutare i compagni a vincere la partita per 3 a 2. Massimo viene nominato ‘man of the match e il marchiano errore iniziale viene subito dimenticato.
L’occasione per zittire definitivamente gli scettici britannici è servita la settimana seguente. Nella sua prima partita all’Old Trafford, Taibi e compagni pareggiano per 1 a 1 contro il modesto Wimbledon, ma mantengono la prima posizione in classifica.

Proprio quando la fiducia nell’estremo difensore italiano sembra poter crescere e confermarsi, il calendario della Premier mette di fronte al Manchester Southampton e Chelsea.
Più precisamente, il destino mette Matt Le Tissier sulla strada di Taibi. L’inglese, mezzapunta e leggenda dei Saints, il 18 settembre sigla una doppietta ai Diavoli Rossi, in un match che si conclude con un pirotecnico – ma deludente – 3 a 3. Il gol del momentaneo 2 a 2 siglato dal numero 7 ha dell’incredibile: tiro molle e rasoterra dai 25 metri, che lo sfortunato portiere in questione si lascia passare sotto le gambe, accovacciandosi per bloccare la palla con la lentezza di un bradipo.
I media britannici, per antonomasia mai troppo gentili nei confronti degli stranieri, bocciano Massimo, ribattezzandolo il Cieco di Venezia. La squadra non sembra avere fede nelle doti del proprio giocatore e anche Ferguson non concede più di un’ulteriore occasione. Nella fattispecie, l’occasione si chiama Chelsea: non proprio l’avversario più abbordabile per un calciatore sotto pressione e umiliato dalla stampa per una settimana.
Davanti ai 35000 dello Stamford Bridge, the Blind Venetian disputa una partita a dir poco deludente, come del resto tutti i suoi compagni, alla fine sommersi per 5 a 0 dai Blues di Vialli.
Sostanzialmente, l’avventura oltremanica del palermitano si conclude qui: 4 partite, 11 gol subiti e Van der Gouw ripristinato tra i pali, fino al ritorno di Bosnich.

A gennaio Taibi viene rispedito in Italia, tra le file della Reggina, che lo acquista definitivamente con l’inizio della nuova stagione per 2,5 milioni di sterline, dopo aver conquistato (ovviamente senza giocare) la Coppa Intercontinentale a Tokyo, contro il Palmeiras di Scolari.
Senza più la propria saracinesca italiana a difendere la porta dagli assalti avversari, lo United recupera in campionato e lo vince per la tredicesima volta nella sua storia. Un successo di cui non può certo fregiarsi Taibi, eletto dal Times il peggior portiere nella storia della Premier League.
Due anni dopo la sua partenza da Manchester, il portierone ex Milan sigla il gol del pareggio in Reggina – Udinese, a pochi minuti dalla fine, incornando di testa un pallone piovuto in area da calcio d’angolo. L’esultanza, un urlo liberatorio verso la panchina, per spazzare via brutti ricordi e antiche papere. Chissà se quell’urlo è giunto fino a Manchester…

About Simone Grassi 35 Articoli
Studente di Giurisprudenza, milanese, gobbo, amante di calcio a 360°. Ho collaborato e collaboro con Calcio2000, Goal.com, CalcioSudamericano.it. Curo il blog "Alla Fiera dell'Est - il (fanta)mercato del calcio".

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.