Liga: occasioni sprecate da Osasuna e Getafe, situazione critica per gli azulones

LIGA. Le squadre di Valencia per un pomeriggio “arbitri” nella lotta per non retrocedere; gli uomini di Pizzi di scena a Pamplona contro l’Osasuna, il Levante tra le mura amiche ospita il disperato Getafe. Vediamo com’è andata.

OSASUNA-VALENCIA 1-1 (19′ Oriol Riera, 82′ Jonas)

Due punti svaniti nel finale e che rischiano di pesare come un macigno a fine campionato: l’Osasuna non riesce a mantenere il vantaggio contro il Valencia, si fa rimontare negli ultimi minuti e resta invischiato nelle zone basse della Liga (+3 su Valladolid e Getafe, appaiate al terzultimo posto). Finisce 1-1 all’El Sadar di Pamplona, punto che non serve al Valencia, lontano ancora sei punti (con una partita in più) dalla zona Europa League, quando mancano solo quattro giornate. Proprio l’impegno in Europa (giovedì semifinale d’andata contro il Siviglia) lasciava presagire un largo turnover da parte di Pizzi. Il tecnico argentino ha invece limitato il numero di cambi nell’undici titolare, ma non è stato altrettanto abile nel motivare i suoi, praticamente assenti dal terreno di gioco per più di un’ora di gioco.

L’Osasuna è stato abile a capitalizzare la prima vera occasione da gol: al 19′, conclusione dal limite di Roberto Torres non bloccata da Guaita, sul pallone vagante si fionda l’ex Alcorcon Oriol Riera che realizza il gol numero 12 della sua ottima stagione. Quasi non sembra vero a Javi Gracia che mette in scena un catenaccio vecchio stile: difesa arcigna, linee strettissime, una sola punta e contropiedi rapidi. L’undici di casa colpisce un palo ancora con Roberto Torres a inizio ripresa, ma è il Valencia a recriminare per un netto rigore, non concesso, a fine primo tempo: chiaro il fallo di mano di Bertran su Feghouli. Vargas e Alcacer non sono in giornata, Pizzi si affida allora a Jonas: il brasiliano entra e cambia la partita. All’82’ penetra in area avversaria e batte con un tocco sotto l’incolpevole Andres Fernandez; un incubo, Jonas, visto che già all’andata siglò tre gol contro i navarri. Il gol salva la faccia al Valencia, ma in Europa League serve altro; l’Osasuna è già pronto per vivere le ultime quattro domeniche ad altissima tensione.

LEVANTE-GETAFE 0-0

Serviva vincere, il Getafe non l’ha fatto. Al Ciutat de Valencia, contro il Levante, gli azulones affrontavano l’ultima partita “comoda” di un finale di stagione che si annuncia complicatissimo, considerato che i padroni di casa non hanno più nulla da chiedere al campionato. Gli uomini di Contra continuano la serie di sconcertanti risultati (una vittoria in sei mesi) che ha rovinato la strepitosa prima parte di stagione, pareggiano 0-0, restano terzultimi (anche se agganciano momentaneamente il Valladolid – impegnato domani a Vigo) e vedono ad un passo la retrocessione in Segunda. In casa contro Malaga e Siviglia, trasferte contro Barcellona e Rayo Vallecano: il calendario non promette nulla di buono.

Contra, privo dello squalificato Lafita, prova a inserire Colunga al fianco di Marica; è il mal di gol il principale problema dell’undici capitolino, e la partita contro il Levante lo conferma. Non che i padroni di casa abbiano fatto granché, anzi: Julio Cesar, schierato a sorpresa titolare (debutto tra i pali col Getafe) al posto di Codina – che paga il paperone contro l’Atletico – non ha in pratica sporcato i guanti nonostante qualche offensiva più concreta del Levante nel secondo tempo. Babà (tacco-assist di Barral) e Xumetra gli unici protagonisti, mancati, dalle parti del brasiliano. Meglio il Getafe durante tutta la prima mezz’ora: bella la parata di Keylor Navas (in odore di grande club per il prossimo anno) su Sarabia, sprecone – come al solito – Ciprian Marica in un paio di occasioni. Se poi anche Pedro Leon non è ispirato, gli azulones fanno davvero fatica anche solo a costruire uno straccio di azione manovrata. Insomma, uno 0-0 mediocre per due squadre, probabilmente, mediocri non ravvivato nemmeno dall’espulsione del centrale ospite Alexis, all’81’, per doppia ammonizione. Il Levante, almeno, grazie al senso “pratico” di Caparros da tempo è salvo. Il Getafe, invece…

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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