Real Madrid-Borussia Dortmund 3-0, le pagelle

PAGELLE REAL MADRID BORUSSIA DORTMUND. Ecco i promossi e bocciati della gara d’andata al Bernabeu.

PROMOSSI

Pepe. Spettacolare l’intervento su Mkhitaryan, è decisivo fino all’89’ con una gran chiusura sull’ennesimo contropiede del Dortmund. Il Bernabeu lo osanna, gioca probabilmente la miglior partita della stagione. Non è più giovanissimo (ha appena compiuto 31 anni), non ha lo scatto di un tempo, ma le sue proverbiali disattenzioni, che ne hanno minato la considerazione a livello internazionale nonostante stagioni giocate a livelli altissimi, sono sempre più rare. Riesce persino a far da paciere in una discussione tra Ramos e Hofmann.

Luka Modric. A metà della scorsa stagione, un Ufo; poco minutaggio, peraltro mal sfruttato, poca considerazione di Mourinho. Con Ancelotti, e dopo l’infortunio di Khedira, è rinato; Modric è oggi il centrocampista in Europa che più riesce a ribaltare l’azione con qualità e velocità, è prezioso anche in fase di copertura. Il croato è una delizia per gli occhi, alcune combinazioni con i tre davanti sono da playstation. Sempre più genio, sempre meno discontinuo: ai Mondiali sarà bellissimo ammirarlo in coppia con Rakitic…

Cristiano Ronaldo. C’è chi lo fischia: 162 partite col Real Madrid, 174 gol. Miglior marcatore di sempre dei blancos in Champions League, record di gol stagionali nella massima competizione continentale (14) eguagliato (c’erano riusciti solo Messi e Altafini) con almeno tre partite disponibili per migliorarlo. Lotta, è altruista, uomo squadra: il fenomeno lusitano meriterebbe ben altro pubblico.

Roman Weidenfeller. Sgraziato, goffo anche nei voli “plastici” che fanno la fortuna dei fotografi. Non ha colpe sui tre gol, ne evita però almeno tre tenendo vive le speranze di miracolo del BvB. Nessuno, in Germania, si augura che Loew lo convochi per il Brasile, anche solo da terzo portiere, ma quando c’è da dargli meriti giusto non tirarsi indietro.

Isco. E’ la delusione dell’anno, penalizzato dal cambio modulo di Ancelotti che nei tre di centrocampo gli ha preferito Di Maria. Dicevano fosse entrato addirittura in depressione, stasera – in questo senso – ha dato una bella spinta a Klopp e i suoi ragazzi. Il primo tempo dell’ex Malaga è poesia pura: aperture col contagiri, tocchi di fino, di palloni persi nemmeno l’ombra e, ciliegina sulla torta, il bel gol del 2-0. Stasera sì che merita l’ovazione del Bernabeu.

I BOCCIATI

Bernabeu. Francamente comincia a stufare la favoletta del pubblico dal palato più fine del mondo. Chi fischia questo Ronaldo per un non passaggio sul 4-0 contro il Rayo, chi becca anche Xabi Alonso, chi non è capace di sostenere Diego Lopez per il solo fatto di aver rubato il posto a Casillas….non merita alcuna considerazione calcistica. Zidane venne fischiato per sei mesi di fila, basterebbe per capire la cultura “futbolera” dei tifosi più “sopravvalutati” del mondo. In compenso i cocchi sono difesi strenuamente, anche a dispetto di prove incolori. Stasera, poi, a tratti sembrava di giocare in un igloo; altro che quarto di finale di Champions…

Jurgen Klopp. Dichiarazioni alla vigilia che suonavano come una resa anticipata (e il primo tempo del Dortmund ne è la diretta conseguenza), cambi poco ragionevoli (Mkhitaryan è stato a lungo il migliore dei suoi), il solito teatrino a bordo campo che fa sorridere quando i suoi dominano gli avversari ma che diventa a tratti patetico quando ci sarebbe da pensare a qualcosa di diverso per cambiare il corso di un match. Monotematico, da un genio della panchina ci si aspetterebbe la mossa del secolo. Invvece affonda assieme ai suoi, sottostimati, ragazzi.

Nuri Sahin. Al Bernabeu nemmeno hanno avuto tempo di fischiarlo, probabilmente non ricordano neppure che il regista ha vestito la camiseta blanca. Torna a Madrid dopo la sfortunata esperienza di due stagioni fa, non fa nulla per farsi rimpiangere. Primo tempo disastroso, meglio nella ripresa ma mai capace di essere un fattore sia in cabina di regia che in fase di contenimento.

Pierre Emerick Aubameyang. Vero, Klopp esagera nelle sue reazioni. Ma le minacce “fisiche” che il tecnico dei gialloneri gli rivolge dopo l’occasione mancata che corona i primi, orribili, 45 minuti, sono probabilmente lo specchio di quanto pensato da tanti tifosi del Dortmund in quel momento. Annata deludente, altroché, nonostante un buon inizio; stasera ha giocato da centravanti, ruolo non suo, ma perde una grossa opportunità di riscatto. Ne avrà altre?

Karim Benzema. In assoluto, non una partita da bocciato. Ma è mancato solo lui all’appello; il francese lotta, si dimena, ma manca – a tratti anche clamorosamente – in fase di finalizzazione. Sokratis riesce a contenerlo con facilità irrisoria, basterebbe questo per archiviare la sua prova. In ogni caso, Karim è in gran forma, si butterà alle spalle una serata un po’ così in un batter d’occhio.

About Alfonso Alfano 1757 Articoli
Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.