Crystal Palace-Chelsea 1-0: la caduta degli dei

Il Crystal Palace sconfigge a sorpresa il Chelsea tra le mura amiche e probabilmente cambia la storia di questa Premier League, tanto in chiave salvezza quanto nella corsa per la conquista del titolo. Sorprendente la sconfitta dei Blues, al pari delll’errore di un giocatore dalla grande esperienza come Terry, che ha aperto la strada al successo assolutamente strameritato dei ragazzi di Tony Pulis, capaci di concedere soltanto una nitida occasione da rete alla capolista nell’arco dell’intera gara. Determinati su ogni contrasto, ordinati in fase difensiva e decisi a colpire in ripartenza: così gli Eagles hanno infiammato il proprio pubblico, se mai ce ne fosse bisogno, e colto di sorpresa una capolista che in trasferta troppo spesso non  riesce a sopperire con la propria superiorità tecnica ad un evidente disavanzo di mordente e carattere. Troppi fiorettisti in campo e oggi neppure quelli giusti.

Col pensiero alla gara di andata dei quarti di finale di Champions League contro il Psg, Mourinho, infatti, sceglie di tenere fuori contemporaneamente Oscar e Willian, schierando nel ruolo di trequartista Lampard, apparso in evidente disagio in quel ruolo. David Luiz era chiamato a fare da schermo davanti alla difesa, ma nel corso della prima frazione la sua prestazione è apparsa deficitaria sia in fase di copertura che di impostazione del gioco, tanto da suggerire a Mourinho di sconfessare la propria scelta già ad inizio ripresa con l’inserimento di Oscar. Se nella prima frazione il Chelsea non è riuscito a costruire nessuna occasione pericolosa, nella ripresa la reazione si è  concretizzata soltanto in una conclusione di Hazard su cui Speroni ha compiuto un intervento strepitoso. Davvero troppo poco in un pomeriggio in cui gli avversari sembravano andare a doppia velocità. Certamente non è stata una giornata fortunata per i ragazzi di Mourinho, a dire il vero nulla è andato per il verso giusto, dal più banale dei rimpalli a metà campo per arrivare all’autorete di Terry.

Dopo una prima frazione di gioco noiosa, sebbene giocata a ritmi asfissianti, in avvio di ripresa cresce di intensità il forcing offensivo dei Blues, ma al 52’ Terry, nel tentativo di anticipare l’inserimento all’altezza del primo palo di Ledley sul cross dalla sinistra di Ward, commette l’ingenuità che non ti aspetti, infilando di testa la propria porta. La reazione dei Blues è immediata, con Hazard che, liberato davanti a Speroni, prova a piazzarla di interno destro ma deve arrendersi alla prodigiosa respinta dell’estremo difensore argentino.  Sotto la pressione a tratti incontenibile dei Blues i padroni di casa arretrano il proprio raggio d’azione, ma non stanno a guardare e mettono alle corde gli ospiti in occasione di ogni ripartenza, specialmente sulla fascia destra, dove Puncheon punta, salta e, ciò che più impressiona, irride con una serie interminabile di tunnel Azpilicueta. L’unico appunto che va fatto ai padroni di casa riguarda la mancanza di cinismo che poteva mettere a repentaglio nel finale la strepitosa prova offerta. Al triplice fischio la faccia dello Special One è tutto un programma e il coro irriverente del caldissimo pubblico del Selhurst Park “Sit down Mourinho” suona quasi da vademecum per i Blues che, se vorranno alimentare il sogno di conquistare il titolo, dovranno scendere su campi come questo con ben altro atteggiamento, meno sufficiente e più determinato.

 

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