Manchester United-Manchester City 0-3: inferno e paradiso in un derby

168esimo Derby di Manchester, mai negli ultimi anni un pronostico tanto netto, il povero United se la passa malissimo mentre il City pensa in grande. Potrebbe essere la gara buona per cambiare l’andazzo di una stagione drammatica, ma dopo neppure un minuto i Red Devils vedono il solito film di questa stagione. David Silva entra in percussione, Rafael provvidenziale lo mura al momento del tiro, l’azione però resta viva, alimentata da Dzeko, Nasri prende il palo, il bosniaco non perdona. Per la cronaca: sono passati 43 secondi. Si rivela azzeccata la scelta di Pellegrini, che stavolta si affida all’ex Wolfsburg fin dall’inizio, drammatici i primi minuti dei padroni di casa, che praticamente non vedono la palla per i primi dieci minuti. Dopo questa fase il derby di Manchester decolla, Red Devils sempre con le idee confuse ma ora ci sono rovesciamenti di fronte continui, al minuto 17 solo un miracolo di De Gea non fa affondare i suoi sul tiro di Dzeko, splendidamente servito da Touré dopo l’ennesimo disimpegno sbagliato. Rooney gioca a tutto campo senza risparmiarsi, non una notizia, Welbeck spesso e volentieri si ostina nel possesso palla e spreca. Neppure questa è una notizia. Ottima occasione per lo United a metà primo tempo, girata di Fellaini che si spegne tra le mani di Hart, lo spirito rosso batte un colpo. Un po’ svagato il City, tutto proteso in avanti e spesso scoperto sulle ripartenze, a cinque minuti dalla sosta Mata spreca malamente. Il primo tempo si chiude con i Citizens avanti, ma dopo un avvio a senso unico la reazione dei Red Devils si è vista. Una buona notizia per Moyes, ma il risultato è comunque quello che è. C’è poco da stare allegri.

Di nuovo in campo, Cleverley viene sostituito da Kagawa, cambio anche di natura tattica chiaramente. Stesso copione, anche in questo caso vediamo solo City in avvio, dieci minuti e la superiorità territoriale si traduce nel secondo gol. Calcio d’angolo di Silva, colpisce ancora una volta Dzeko, che scappa a Ferdinand e piazza nel sacco. Stavolta la reazione d’orgoglio dei Diavoli Rossi non si vede, la scintilla prova a darla giusto il cuore immenso di Rooney, ma per il resto è davvero poca roba. In particolare Fellaini e Mata compicciano nulla, l’esborso per il loro acquisto grida vendetta, non pervenuto neppure il neoentrato Kagawa. La gara del belga ex Everton termina al minuto 65, Moyes tenta di aprire il gioco sulle fasce con l’inserimento di Valencia. Questa sì che è una buona mossa, perché sfruttando le corsie lo United riesce a creare pericoli, venti dalla fine, palla in mezzo di Rafael e Welbeck ci prova col tacco, Hart in qualche modo. Moyes ne fa una giusta poi sbaglia di nuovo, questa è l’ultima azione per Welbeck, uno dei più vitali, in campo Hernandez. Atmosfera spenta in questa fase dell’incontro, sussulto a nove dal termine con la punizione di Rooney respinta da Hart con i pugni, la sensazione è quella che pure i Red Devils considerino la gara già conclusa da un po’ e, trattandosi di un derby, questo fa capire lo stato d’animo dalle parti dell’Old Trafford. Chi manca? In una partita come questa è d’obbligo la firma di Yaya Touré, l’ivoriano non si fa pregare e infila il terzo. Il Derby di Manchester si chiude così: tre a zero per i Citizens, ora a soli tre punti dal paradiso ma con due gare in meno del Chelsea capolista. Sprofonda sempre più all’inferno lo United,

About Paolo Bardelli 2030 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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