Manchester United-Liverpool 0-3: Old Trafford terra di conquista

Manchester United-Liverpool, solo a nominarla ogni appassionato di calcio inglese sente un brivido lungo la schiena, in questo caso però in palio non c’è un trofeo o la vetta della classifica. Le due squadre arrivano a questo appuntamento con stati d’animo e obiettivi diversi, 11 punti a dividere le due squadre, i Red Devils non possono permettersi di perdere altro terreno per una serie di ottime ragioni. La prima, ovvia, non buttare completamente una stagione sì complicata ma non ancora chiusa, la seconda è prettamente psicologica, considerato il fascino di questa sfida. Moyes fa storia a sé adesso, l’impressione è che la sua permanenza in panchina dipenda adesso da vari fattori, non tutti strettamente collegati al rettangolo verde. Suarez e Sturridge, che incubo per una difesa che ha mostrato evidenti limiti, Brendan Rodger si affida ai soliti noti per restare nello specchietto retrovisore del Chelsea.

Il primo acuto è del Liverpool, due giri d’orologio e Sturridge brucia Jones ma poi la sua conclusione non trova lo specchio, primi dieci minuti di gioco effettivo, Clattenburg non interviene mai e il ritmo è sostenuto. Meglio i Reds in avvio, lo United prende un po’ confidenza alla distanza e inizia a macinare gioco. Manca lo sbocco sugli esterni, quanto manca Nani, la manovra dei padroni di casa non ha grande fluidità nonostante un centrocampo dal buon tasso atletico. C’è il ritmo, meno la precisione, soprattutto al momento del guizzo finale. Siamo al ventesimo, Sturridge ancora pericoloso, salta Jones dopo il suggerimento di Suarez, al momento del tiro però si impappina. Possesso palla di marca Red Devils ma gli ospiti sono più ficcanti. Alla mezz’ora un fallaccio inutile di Rafael su Gerrard, che già si era liberato del pallone, il terzino si prende il giallo e gli è andata benone. Pessima la gara del brasiliano, due minuti dopo combina un’altra porcheria. Suarez controlla palla in area, Rafael tocca ingenuamente con la mano, Clattenburg non gli sventola in faccia il secondo giallo ma non può che indicare il dischetto: Gerrard spiazza De Gea.

Vantaggio giusto, Manchester United-Liverpool scorre piacevole, i Red Devils ora ci provano a testa bassa. Il centrocampo non funziona, Januzaj ancora atteso all’Old Trafford, Fellaini a intermittenza come le lucine natalizie e Mata che sempre in ritardo di mezzo secondo, i pericoli del Mignolet arrivano dal piede dal caro vecchio Rooney. Wayne testa i riflessi del belga con una conclusione di destro. Se non ci pensa Rooney, spesso solo contro tutta la difesa, la palla in area fatica ad arrivarci. Nel corso del primo tempo si è vista tutta la differenza tra una squadra che mira al titolo e una che punta alla qualificazione in Europa League, se ci sommiamo le follie dell’impresentabile Rafael c’è poco da aggiungere.

Si riparte, il secondo tempo di Manchester United-Liverpool inizia con gli stessi 22 che hanno concluso la prima frazione e dopo 30 secondi subito emozioni forti. Un altro rigore, stavolta meno evidente, per fallo di Jones su Allen, non cambia il tiratore. Stavolta Mignolet intuisce ma la conclusione di Gerrard è ben angolata: 0-2. Era già dura, ora si fa difficilissima per i padroni di casa, che protestano per un tocco con la mano di Johnson, si fa strada la frustrazione. Gli schemi non servono più (e non è che siano stati così chiari), i Red Devils reagiscono con i nervi, si vede addirittura Januzaj, forse rigore su di lui. Botte da orbi, staff medici spesso in campo, sembra un incontro di pugilato a giudicare dai due (sì, due) occhi neri di Skrtel. Ci provano Januzaj e Fellaini, i Diavoli sono indemoniati ma l’azione continua a svolgersi in maniera casuale.

Tutti si aspettano che Moyes faccia qualcosa, a mischiare le carte ci pensa invece Rodgers che toglie un buon Sturridge per Coutinho. I Reds dunque mirano a tenere palla tra i piedi negli ultimi minuti, nel frattempo continuano a volare calcioni. A un quarto d’ora dal termine David finalmente decide di mandare in campo forze fresche, escono i fantasmi Januzaj e Fellaini, in Welbeck e Cleverley. Pure Clattenburg ci mette del suo, inventandosi un rigore su Sturridge che proprio non c’è, secondo giallo per Vidic. Il palo fa giustizia negando a Gerrard la tripletta dal dischetto. Ci sarebbe poi un rigore vero su Sturridge, Babbo Natale è già passato. Continuano a fioccare le occasioni, Rooney le prova tutte, i compagni non lo aiutano, praterie per i Reds che al minuto 84 fanno male con Suarez. Manchester United-Liverpool ha poco altro da raccontare, ennesimo atto della tragedia che ha come protagonista il povero Moyes. “Football Genius” così viene apostrofato David in un ironico striscione dei tifosi Reds. Le colpe ci sono, le abbiamo sottolineate anche oggi, dispiace però vedere un bravo tecnico schiacciato sotto il peso di una stagione infernale.

Pesa l’eredità di Ferguson (presente oggi allo stadio), ovvio dirlo ma sbagliato dimenticarlo, Moyes ha commesso enormi errori non corretti dal mercato invernale, che ha portato un Mata pagato a peso d’oro la cui utilità è tutta da dimostrare. I Red Devils piombano verso posizioni anonime, mai così in basso da un vita. Il Liverpool non vinceva all’Old Trafford da cinque anni, rilanciate le ambizioni di vittoria finale. Il Chelsea è vicinissimo. Le certezze di Rodgers sono tutte lì, a cominciare dall’inossidabile Gerrard per arrivare a Suarez, storica la sua stagione, passando per i vari Henderson e Sturridge.

 

About Paolo Bardelli 2030 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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