Dinamo Kiev-Valencia 0-2: Vargas show, ucraini al tappeto

DINAMO KIEV VALENCIA.Triste lo scenario di Nicosia; non perché una partita in campo neutro, con quattro gatti sugli spalti, è in assoluto un brutto spettacolo. Piuttosto perché l’attenzione di tutti è rivolta alla battaglia di Kiev, che oggi registra ulteriori morti negli scontri che stanno lasciando allibiti mezzo mondo.
Dinamo Kiev e Valencia sono scese comunque in campo, cercando di dimenticare per un paio d’ore la tragedia. E tocca raccontare quello che è accaduto in campo.
Sono gli spagnoli i favoriti in questo sedicesimo di finale: Pizzi ha ridato convinzione, gioco e risultati ad una squadra che fino a Natale era allo sbando. L’argentino propone uno schieramento inedito: Joao Pereira è di nuovo titolare sulla destra in difesa, il centrocampo è composto da quattro centrali (Michel, Keita, Parejo, Javi Fuego) con Jonas a sostegno di Alcacer. Blokhin deve fare i conti con le squalifiche di Yarmolenko e Mbokani: in attacco c’è Ideye unica punta, Lens sorvegliato speciale sulla sinistra.

Il primo tempo è francamente improponibile per questi livelli: pochissime trame offensive, troppi errori in costruzione da entrambi i lati, di occasioni nitide manco a parlarne. Una conclusione telefonata di Veloso da una parte e una di Michel, deviata in angolo, dall’altro sono gli unici sussulti – se possono essere definiti così – dei primi 45 minuti.
La ripresa, o almeno l’ultima mezz’ora, è tutta un’altra musica: merito dell’ingresso di Edu Vargas che spacca in due la partita e finisce per deciderla con un gran colpo di testa. Ma andiamo con ordine: il cileno trova pronto Rybka (entrato nel frattempo al posto dell’infortunato Stokhovsky) con una conclusione di testa su assist del positivo Jonas.

Pizzi capisce che è il momento di osare, dentro anche Feghouli. Il nordafricano parla la stessa lingua “calcistica” di Vargas, i due cominciano a regalare duetti da cineteca. Rybka compie un vero miracolo su Keita (emblematico il sorriso di stupore dei suoi compagni), ma si arrende poco dopo la mezz’ora: è proprio Vargas, ancora di testa, a portare in vantaggio i suoi. La Dinamo Kiev reagisce, Ideye quasi approfitta di un’indecisione di Alves ma senza Mbokani e Yarmolenko l’attacco degli ucraini è poca cosa. E allora il Valencia legittima il vantaggio e trova anche il raddoppio che, presumibilmente, chiude anche il discorso qualificazione: prima Vargas, che incubo per la difesa “di casa”, colpisce il palo, poi Feghouli, complice una deviazione, con un destro di prima chiude la contesa. 0-2 e passaggio agli ottavi ipotecato: il Valencia di Pizzi continua ad acquisire fiducia nei propri mezzi.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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