Ajax – Groningen 2-1- Entra Sigthórsson e decide il match: mini fuga per i lancieri

AJAX – GRONINGEN 2-1 – L’Amsterdam Arena resta ancora tabù: il Groningen, a secco di vittorie  in casa dell’Ajax dal 1994 (espugnò il vecchio e caro De Meer), gioca un match generoso, trova un pareggio (immeritato) nel primo tempo e poi, nella ripresa, se la gioca a viso aperto contro i più quotati avversari. Ma alla fine, complice una rete dello spietato Sigthórsson, cede il campo ai campioni d’Olanda, che grazie a questo succeso volano a +5 dal Vitesse e a +4 dal Twente (una gara in più disputata). Anche quest’anno, quindi, il titolo sembra aver preso la strada di Amsterdam, nonostante alcuni mugugni e brusii di sottofondo per il gioco cinico (e poco spettacolare) proposto dalla squadra di De Boer.

La prima occasione del match, all’undicesimo, è per i padroni di casa: Van Rhijn crossa dalla destra per Bojan, che viene anticipato provvidenzialmente da Kappelhof. L’Ajax tiene le fila della partita, ma è il Groningen a creare due occasioni interessanti  nell’arco di sei minuti: al diciassettesimo, Chery si fa notare per uno spunto sulla trequarti chiuso con un tiro della media distanza potente (ma centrale) che non sorpende Vermeer, mentre trecentosessanta secondi dopo è Kostic a farsi notare per un’azione personale conclusa con un tiro alto sopra la traversa. Al ventiseiesimo, l’Ajax ottiene un calcio di rigore per un fallo commesso da Botteghin ai danni di Bojan: dal dischetto si presenta Schone, che spiazza Bizot e porta in vantaggio i lancieri. Il Groningen subisce un duro contraccolpo psicologico e resta in completa balia di un buon Ajax, vivace e decisamente propositivo. Poco dopo la mezz’ora di gioco, Schone effettua un potente tiro dalla distanza respinto con i pugni da Bizot; de Jong s’avventa di testa sulla sfera, ma coglie solo la traversa. Un solo giro di lancette e Bojan, al termine di un bello spunto di Serero, calcia a botta sicura dal limite dell’area piccola, ma Botteghin, appostato sulla linea di porta, respinge il pallone con il piede destro. Altri centoventi secondi e i lancieri, stavolta con una punizione calciata da Schone, colgono la seconda traversa del primo tempo. Il Groningen sembra allo sbando. Ma a quattro del termine del primo tempo, fra lo stupore generale, agguanta il pareggio: lungo spiovente dalla trequarti verso l’area di rigore dell’Ajax,  de Leeuw stoppa, controlla e scarica in maniera magistrale per Kostic, che s’accentra e, dal limite dell’area, lascia partire un potente e precisissimo sinistro a giro che batte l’incolpelvole Vermeer.

Avvio di ripresa decisamente frizzante degli uomini di de Boer, che sfiorano subito il raddoppio con Schone, autore di un tiro su cui si fa trovare pronto l’attento Bizot. Due giri di lancette e i padroni di casa sfiorano nuovamente il gol: cross dalla destra di van Rijhin per il perfetto insierimento in area di rigore di De Jong, che anticipa il diretto marcatore ma non inquadra lo specchio della porta per pochissimi centimetri. La risposta degli ospiti giunge, al cinquantatreesimo, con Chery, autore di una bella punizione che si spegne sulla traversa a Vermeer battuto. L’Ajax sparisce dal campo, mentre il Groningen, sornione, sembra accontentarsi del pareggio. Dopo una palla gol sciupata da Kostic (bravissimo Vermeer a chiudere lo specchio alla talentuosa ala serba), de Boer prova a rivitalizzare i suoi con un doppio cambio: fuori Riedewald e de Jong, dentro PoulsenSigthórsson. Le mosse dell’ex difensore del Barcellona si rivelano immediatemente benefiche. Passa solo un minuto e Sigthórsson – al termine di un batti e ribatti al limite dell’area – coglie il palo a Bizot battuto. L’Ajax insiste. E all’ottantaduesimo trova il gol che vale tre preziosissimi punti: cross di Poulsen in direzione dell’area di rigore, Sigthórsson sbuca alle spalle di Kappelhof,  anticipa Wijnaldum e, con un preciso colpo di testa, mette a segno il gol del definitivo 2-1. Una rete, quella dell’islandese, che rischia di avere un peso specificio importantissimo in ottica titolo. I lancieri vanno in fuga: chi li fermerà?

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