Bundesliga – Il Pagellone seconda parte: Bayern imperiale, Norimberga deprimente.

Eccoci giunti alla seconda parte del “Pagellone della Bundesliga”. Oggi andremo ad analizzare la prima parte stagionale di Schalke, Bayern Monaco, Norimberga, Mainz, Eintracht Braunschweig e Eintracht Francoforte. La prima parte del “Pagellone”, la potete leggere cliccando su questo link —> http://www.tuttocalcioestero.it/2013/12/30/bundesliga-il-pagellone-1-parte-aspirine-volanti-deludono-le-nobili-del-nord/48664

SCHALKE 04 – Dopo un avvio di stagione disastroso, i Knappen hanno leggermente risalito la china e, grazie alle sole due sconfitte accusate negli ultimi due mesi, si trovano ora a quattro punti della “zona-Champions”. Le attese dei tifosi, però, erano di ben altro respiro. La società, reduce da alcune sessioni di calciomercato particolarmente parsimoniose, ha investito pesantemente sul mercato, accaparrandosi due pezzi pregiati come Boateng e Szalai, quest’ultimo – fino ad oggi – particolarmente deludente. L’obiettivo minimo, quindi, era vivere stabilmente a ridosso delle due big ( ndr:diventate ormai tre) del campionato, traguardo di fatto mai raggiunto in questo primo scorcio di stagione. Oltre agli evidenti demeriti del tecnico Keller, confermato dalla società ma decisamente detestato dai tifosi (che ne chiedono l’esonero a ogni piè sospinto), sulla deludente prima parte di Bundes pesano (anche) i numerosi infortuni: rinunciare per tutto il girone d’andata ad alcuni uomini come Huntelaar e  Papadopoulos, oltre a dover fare a meno di Draxler, Aogo, Howedes e Clemens per alcune settimane,  ha sicuramente inciso profondamente sul rendimento non particolarmente brillante dello Schalke. Bene in Champions, anche se il passaggio del turno è stato ottenuto sudando le proverbiali sette camicie e con qualche involontario aiuto arbitrale nel match decisivo contro il Basilea. Globalmente, considerato il rendimento negativo in Bundes, abbinato all’eliminazione in Coppa di Germania, il voto non può che essere insufficiente. 

VOTO: 5  IL MIGLIORE: MEYER   IL PEGGIORE: UCHIDA 

 

NORIMBERGA – C’è una squadra (l’Augsburg) che, nonostante le sette sconfitte subite, sta vivendo una stagione fantastica, ed un’altra, invece, assolutamente deludente con un passivo di “sole” sei sconfitte. Questo team è il Norimberga, unica squadra nella storia della Bundesliga a non aver vinto alcuna partita al termine del girone d’andata. Molto precipitoso – a nostro giudizio – l’esonero di Wiesinger, avvenuto all’indomani delle debacle interna contro l’Amburgo (0-5). La squadra, nonostante un avvio di stagione poco entusiasmante, aveva perso dignitosamente all’Allianz Arena, pareggiato contro Borussia Dortmund e Werder Brema (al Weser, recuperando un match che pareva già segnato alla fine del primo tempo) e – sconfitta interna contro i rothosen a parte – dato l’impressione di poter competere per la salvezza, obiettivo di una stagione che, già dalla campagna acquisti estiva, si preannunciava di estrema sofferenza. L’avvento in panchina di Verbeek non ha sortito gli effetti sperati. Se con il tecnico tedesco la squadra aveva ottenuto cinque punti in otto partite, sotto la guida dell’allenatore olandese la musica non è cambiata, con  i bavaresi “capaci” di conquistare solo sei punti in nove partite, alcune delle quali perse, o pareggiate, in maniera incredibile (emblematica la sconfitta interna contro il Friburgo e il pareggio di Hannover). Nonostante tutto, l’aggancio alla terzultima posizione, che significa spareggio-salvezza, resta a solo tre punti. 

VOTO: 4,5    IL MIGLIORE: SCHAFER   IL PEGGIORE: HLOUSEK 

 

BAYERN MONACO – Cosa si può scrivere di una squadra che, giunti a metà del guado, ha ottenuto quarantaquattro punti su quarantotto disponibili? E se a questo aggiungiamo una significativa differenza reti (+34), determinata dal miglior attacco del torneo (42 gol realizzati) e dalla difesa meno perforata (8 gol subiti), potremmo chiudere qui il nostro commento scritto. Un dominio totale, tecnico, tattico e psicologico. Chi si immaginava, almeno inizialmente, un Bayern in sofferenza per assorbire al meglio i dogmi del nuovo corso, è rimasto deluso. Se c’è stato un piccolo, piccolissimo, periodo d’adattamento, si può far riferimento al mese di luglio, periodo in cui la squadra di Pep perse, meritatamente, la Supercoppa nazionale contro il Borussia Dtm. Poi, sia in Germania che in Europa, la squadra bavarese è stata un rullo compressore. Geniale, e decisamente positiva, l’intuizione di spostare Lahm sulla mediana, con un Rafinha sulla destra decisamente sorprendente; molto bene anche Boateng, apparso decisamente migliorato sotto il nuovo corso catalano. In attacco, l’ombra del “finto neuve” si è vista raramente: Mandzukic, infatti, è partito titolare in ben dodici dei sedici match disputati ed ha concluso il girone d’andata già in doppia cifra. A livello tattico, Muller si sta rivelando un preziosissimo jolly offensivo, in grado di ricoprire tutti i ruoli delle due linee: da centrocampista centrale a trequartista, da esterno a prima punta. Una prima parte perfetta, macchiata, solo in parte, dalla sconfitta nella Supercoppa tedesca. 

VOTO: 9,5   IL MIGLIORE: RIBERY  IL PEGGIORE: RAFINHA (immeritato, ma qualcuno bisognava pur metterlo) 

 

EINTRACHT BRAUNSCHWEIG – La vittima designata per antonomasia di questa Bundes, è ancora viva. Tornato nella massima serie dopo quasi trent’anni d’assenza, l’Eintracht chiude – come da pronostico della vigilia – all’ultimo posto in classifica, ma le speranze di ottenere la salvezza, o perlomeno il play-out, restano accese. Ed è, di per sé, già un miracolo. Non sono mancate le soddisfazioni. La più grande è stata, senza dubbio, la vittoria colta alla Volkswagen Arena nell’attesissimo derby contro il Wolfsburg, anche se il risultato più sensazionale è stato il successo interno contro il Bayer Leverkusen. La salvezza resta un obiettivo difficilmente raggiungibile: per poter sperare nella permanenza in Bundesliga, questa squadra necessita di interventi decisi sul mercato (almeno 4/5 innesti nella formazione titolare), andando a rinforzare, in primis, il reparto avanzato. Lo straordinario pubblico di Braunschweig è già soddisfatto così. E solo per questo motivo, meriterebbe la permanenza nella massima serie per altri dieci anni. Campionato, fin qui, in linea con le attese della vigilia. Il voto, quindi, non può che essere sufficiente. 

VOTO: 6  IL MIGLIORE: BICAKCIC   IL PEGGIORE: JACKSON 

 

MAINZ – Girone d’andata a “strappi” per la squadra biancorossa: benissimo nelle primissime giornate, male per quasi due mesi e, infine, convincente nell’ultimo mese e mezzo. Prime diciassette gare complessivamente positive, segnate da alcune ottime prestazioni (su tutte, il pareggio contro il Gladbach e le vittorie esterne di Brema e Amburgo) che, al tirar delle somme, consentono al Mainz di veleggiare in una tranquilla zona di metà classifica (+10 dalle sabbie mobili della zona retrocessione). La rivoluzione estiva operata sul mercato, coincisa con le cessioni di diversi giocatori sulla trentina e l’addio di Szalai (rimpiazzato benissimo da Okazaki), sta dando i suoi frutti. Il merito è da ascrivere principalmente a Tuchel, allenatore in rampa di lancio da diverse stagioni che, obiettivamente, meriterebbe una chance in qualche club di prima fascia (lo Schalke?). Questo Mainz, a differenza di quello degli anni passati, è molto più attento in fase difensiva e davanti, al posto della fisicità di Szalai, può far affidamento sulla velocità e la tecnica di Okazaki, ben supportato dal guizzante Nicolai Muller, esploso definitivamente quest’anno dopo l’ottima scorsa stagione. Ora, a dar man forte alla trequarti dei nullfunfer, arriva Nedelev, da alcuni definito come ” il giocatore più promettente dell’Europa orientale”. E Tuchel, di esterni, se ne intende.

VOTO: 7  IL MIGLIORE: MULLER   IL PEGGIORE: SOTO 

 

EINTRACHT FRANCOFORTE – Bene in Europa, male, molto male, in campionato. Prima parte di stagione double-face per le adler, mai vittoriose alla Commerz Bank Arena, terreno, un tempo,  di difficile conquista per chiunque. A parte la nota ed imbarazzante fase difensiva tipica di tutte le squadre allenate da Veh (spesso mascherata dalle grandi prove offerte da Trapp), la squadra ha palesato l’antico difetto mostrato la scorsa stagione: manca un vero bomber. Kadlec, giunto quest’estate dallo Sparta Praga, è un esterno di ruolo in grado, al massimo, di giostrare come seconda punta; normale, quindi, che abbia faticato nel ruolo di punta centrale nel 4-2-3-1 di Veh. In termini realizzativi, l’assenza prolungata di Meier ha pesato non poco. Il trequartista tedesco, infatti, è stato il principale goleador della squadra nella scorsa stagione, sopperendo all’evidente mancanza di una prima punta prolifica. Nelle ultime giornate si è contraddistinto Joselu, punta in prestito dall’Hoffenheim. Ma in sede di mercato invernale, pare evidente la necessità di dover intervenire nuovamente nel reparto avanzato. Voto lievemente insufficiente solo per l’ottimo cammino compiuto in Europa League. 

VOTO: 5,5   IL MIGLIORE: TRAPP   IL PEGGIORE: OCZIPKA

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