Milan-Ajax 0-0: rossoneri in dieci, ma è un Ajax molle, gli uomini di Allegri tengono botta e passano

GRUPPO H: MILAN – AJAX 0-0

Partita non bellissima ma avvincente in questa fredda notte di San Siro: il Milan porta a termine con affanno una missione partita con difficoltà e protrattasi come una lunga sofferenza in cui l’impressione di una catastrofe imminente è stata sempre dietro l’angolo. L’Ajax, in dieci contro undici per tre quarti della partita spreca leziosamente una superiorità numerica i cui pericoli il Milan è comunque sempre bravo a contenere. Troppe imprecisioni e poca convinzione dei lanceri in avanti regalano meritatamente il passaggio del turno ai rossoneri.

Primo tempo dalle due facce. Il Milan parte inizialmente con un pressing nervoso, confusionario, a tratti illogicamente furioso, nel tentativo di arginare il possesso palla dei lanceri, ed è subito scosso da un palo colpito al 6′ da Poulsen (fischiatissimo), che per un pelo  non trova la rete su stacco di testa. Si prova a ripartire sfruttando le percussioni di Kakà, ma è ancora l’Ajax che fa venire i brividi ai padroni di casa, con un altro colpo di testa da brividi al 19′, deviato in angolo da Abbiati che riesce miracolosamente a smanacciare. Pochi minuti dopo, Montolivo, che arriva a pressare quasi fino alla bandierina avversaria, la combina grossa: pestone sulla caviglia di Poulsen, e rosso diretto. Allegri corre ai ripari e cambia subito El Sharaawy per Poli. Ma, a sorpresa, è proprio in conseguenza dell’espulsione che il Milan riotorva la freddezza e la concentrazione. Poco o niente viene concesso infatti all’Ajax nella seconda parte del primo tempo, con un crescendo finale che crea non pochi problemi aglu uomini di De Boer.

Nel secondo tempo il registro pare non cambiare rispetto alla fine del primo tempo. L’Ajax parte poco convinto e rischia anche di combinarla grossa con un errore difensivo abbastanza grossolano al 51′. Un minuto dopo però un tiro di Fischer da buona posizione finisce alto. Il pressing dei lanceri comincia a farsi più denso ma il Milan, seppur con tanto sudore, riesce a concedere poco. Oltretutto le conclusioni dalla distanza degli ospiti si rivelano spesso molli e imprecise, così come i cross che arrivano dalla sinistra da parte di Blind, che non destano grosse preoccupazioni preoccupazioni ad Abbiati, cui probabilmente va imputata solo un’uscita incerta che però non arreca danni. L’unico acuto del Milan arriva solo al 79′, con un forte tiro di Constant dalla distanza che finsce alto Si soffre, ma le ripartenze degli olandesi sono lente e macchinose. Bisogna attendere l’ultimo minuto del recupero (decisamente generoso, cinque minuti) per l’unico vero brivido del secondo tempo: mentre tutto lo stadio grida affinchè Webb prenda in mano il fischietto e ponga fine alla sofferenza, una palla vagante in area di rigore trova Klaasen che con una bella girata manda il pallone a lato veramente di pochissimo.

Subito dopo, Webb fischia il finale. E’ 0-0, e a San Siro può esplodere finalmente il boato che tutti aspettavanno. Dopo il flop Juve, il fantasma di un’altra eliminazione era vicino, ma va dato atto agli uomini di Allegri di aver gestito bene una situazione che sarebbe potuta scoppiare fra le mani da un momento all’altro. Cosa combineranno i rossoneri da qui in avanti è tutto da vedere. Di certo, la probabilità che i prossimi avversarsi si rivelino più temibii di questa Ajax piuttosto modesta è quasi scontata. Nessuna vendetta

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Intrattenitore nel mondo della comunicazione con la passione per il calcio d'antan, è un solista dentro e fuori dal campo, che predica da numero 7 ma razzola da numero 9. Fra il 98' e il 2002 ha inscenato ben 824 repliche dei Mondiali di calcio nella sua cameretta, e ricerca oggi la magia del calcio di un tempo nei campionati con un debito pubblico pericolosamente oltre la soglia di guardia.

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