Borussia Dortmund-Bayern Monaco 0-3 – Il delitto perfetto di Mario Gotze

BORUSSIA DORTMUND-BAYERN MONACO 0-3 – Centonovanta paesi collegati, un audience potenziale di più di un miliardo di spettatori pronti a vivere l’ennesimo duello fra Borussia e Bayern, il primo, almeno in Bundesliga, che vede opposti  Jurgen Klopp e Pep Guardiola. La squadra di casa si presenta al match in piena emergenza difensiva, viste le assenze di Subotic, Hummels e Schmelzer; inoltre, Durm, attaccante riciclato terzino da Klopp ad inizio anno, viene schierato titolare sulla mancina in non perfette condizioni fisiche, mentre dal primo minuto debutta Friedrich, esperto centrale difensivo che Klopp ebbe alla proprie dipendenze nel Mainz, acquistato  in settimana per incrementare a livello numerico il reparto arretrato. Anche in casa bavarese si registrano alcune defezioni di lusso. Guardiola, infatti, non può puntare sul prezioso contributo di Schweinsteiger e Ribery ed opta per un 4-1-4-1 mai visto prima, con Lahm schermo, Kroos di raccordo fra la mediana e la trequarti, Javi Martinez centrocampista centrale più avanzato e Mandzukic punto di riferimento offensivo . Niente “finto nueve”, quindi, con l’attesissimo ex di turno, Mario Gotze, relegato in panchina.

La prima emozione, al secondo minuto, la regala il Borussia Dtm con Lewandowski, che sciupa un’ottima palla-gol in posizione di offside. Il Bayern tiene in mano il pallino del match, domina nel possesso palla (75% intorno al quarto d’ora), senza riuscire, però, a creare grattacapi alla retroguardia schwarzgelben. Il Borussia, dopo essersi diligentemente difeso, incomincia a guadagnar campo e, nell’arco di dieci minuti, crea tre palle-gol: al ventesimo, Grosskreutz s’inserisce dalla destra e mette una palla in mezzo in direzione di Lewa, ma Dante anticipa tutti (Neuer compreso) e mette il pallone in calcio d’angolo; al ventiquattresimo, Reus intercetta un errato passaggio di Boateng, serve Lewandowski che, a suo volta, apre sulla destra per l’accorrente Kuba, bravo a calciare di collo pieno ma sfortunato nel trovare l’opposizione di Alaba; al ventinovesimo, Weidenfeller rilancia lungo in direzione dell’area avversaria, Boateng buca e la palla arriva a Reus, che scocca un tiro potente  ( ma centrale ) su cui Neuer si oppone efficacemente. Passato il momento negativo, il Bayern si rende pericoloso in tre circostanze nell’arco di quattro minuti, prima con Mandzukic (mezza girata al volo su cui Weidenfeller interviene in maniera incerta), poi con Muller ( debole destro da buona posizione che non impensierisce il portiere avversario) e per finire ancora con  l’attaccante croato, che giunge  in ritardo di un non nulla su un cross tagliente dalla sinistra di Robben. Nel finale di frazione la partita sale d’intensità: fioccano i cartellini, ma il risultato resta sempre inchiodato sullo 0-0.

Squadre invariate in avvio di ripresa. La prima occasione è per i padroni di casa, ma l’ottimo  Lewandowski non finalizza al meglio un bell’invito dalla destra. Guardiola non è soddisfatto dell’andamento del match e opta per un cambio: fuori Mandzukic, dentro l’ex Mario Gotze; il numero diciannove bavarese, come ampiamente previsto, viene accolto da una bordata di fischi dei suoi ex tifosi. Il match resta incerto ed interessante, anche se non si registrano significative palle-gol.  A mezz’ora dal termine, la svolta: Lahm, posizionato sulla trequarti avversaria, apre a destra per Muller che, a sua volta, effettua un assist a filo d’erba per Gotze, bravissimo a calciare d’esterno e ad infilare il pallone nell’angolino del secondo palo. Il Westfalen si ammutolisce, mentre l’ex calciatore del BVB non esulta in segno di rispetto verso i suoi vecchi tifosi. Il Borussia non si da per vinto. Al settantesimo, Lewa apre sulla destra per Grosskreutz, ma il cross del ragazzo di Dortmund è impreciso e costringe Mkhitaryan – in posizione decisamente vantaggiosa – ad un difficile controllo, che favorisce il recupero da parte dei difensori avversari; il tiro del calciatore armeno viene respinto e la palla si perde in calcia d’angolo. Due minuti più tardi è il turno di Reus, che, liberato al tiro da uno splendido tacco di Lewandowski, costringe Neuer ad una difficile deviazione in angolo; centoventi secondi dopo tocca a  Grosskreutz, che  lascia partire una sassata centrale dai venticinque metri respinta agevolmente da Neuer. Il Borussia, stremato per la fiera opposizione posta ai campioni d’Europa, crolla. E il Bayern, in maniera cinica e spietata, ne approfitta. Minuto ottantaquattro: Thiago lancia in campo aperto Robben, l’olandese controlla a seguire, entra in area e, con un deliziosissimo tocco sotto, batte Weidenfeller. Due giri di lancette e i campioni in carica vanno ancora in gol: Robben disorienta un paio di difensori avversari e mette  in mezzo per Muller, che di piatto sigla il gol del definitivo 3-0.

Il Bayern vince e vola a +7.  Il risultato, però, non rispecchia i valori visti in campo. Il Borussia ha pagato a carissimo prezzo le assenze del reparto arretrato e la serata negativa di SahinMkhitaryan, ma ha giocato alla pari del Bayern per almeno settanta minuti. Troppe, inoltre, le occasioni da rete sprecate dai gialloneri, talune volte per merito degli avversari, altre, invece, per demerito proprio. Abbastanza discutibile la scelta di schierare al centro della difesa Friedrich, che nelle gambe aveva due settimane scarse di allenamenti e veniva da un lungo periodo d’inattività, e non – per esempio –  uno fra Bender e Kehl, giocatori “adattati” al ruolo ma sicuramente più pronti a livello fisico. Guardiola, nonostante il Bayern non abbia espresso un gioco eccelso, si dimostra ancora una volta un abile stratega, capisce che,  per perforare il BvB centralmente,  più che la forza e il gioco di sponda, serve la rapidità e il gioco palla a terra. Sostituisce, quindi, Mandzukic con Gotze (entra, segna e non esulta, zittendo le bordate di fischi ricevute),  porta a casa la partita e, molto probabilmente, una fetta consistente di Bundesliga.

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