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Bundesliga – Il Borussia si schianta alla Volkswagen Arena: il Bayern vola a +4

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BUNDESLIGA DODICESIMA GIORNATA – Sabato pomeriggio entusiasmante in Bundesliga, condito dalla bellezza di ventitré reti nelle cinque partite disputate. Il risultato che fa più rumore è quello proveniente da Wolfsburg, dove il BvB di Klopp ha conosciuto il sapore amaro della seconda sconfitta stagionale. Ad approfittare del passo falso dei gialloneri è stato, ovviamente, il Bayern di Guardiola, che fa suo il derby bavarese e alla ripresa del campionato si presenterà a Dortmund con quattro punti di vantaggio.

WOLFSBURG-BORUSSIA DORTMUND  2-1 –  I lupi calano il poker. E lo fanno nel modo più imprevedibile: battendo il Borussia Dortmund. Successo preziosissimo e meritato per la squadra di Hecking, che mantiene la quarta piazza grazie al quarto successo consecutivo, mentre il Borussia, reduce dal k.o. casalingo di Champions contro l’Arsenal, scivola a quattro lunghezze dal Bayern. Dominio Borussia nei primi dieci minuti, ma sono poi i padroni di casa a prendere in mano le redini del match e a creare, intorno alla metà della prima frazione, tre nitide palle-gol. Nella fase finale del primo tempo, in un momento di stanca del match, il Borussia passa in vantaggio grazie a Reus, autore di una splendida punizione che supera la barriera e si insacca nella porta dell’incolpevole Benaglio. Nella ripresa parte decisamente meglio la squadra di Klopp, vicino al gol con Aubameyang in avvio di frazione. Ma al cinquantaseiesimo, il Wolfsburg agguanta il pari: punizione dalla sinistra di Rodriguez che non viene toccata da nessun compagno e s’insacca – dopo un rimbalzo sul terreno –  alla destra di un  disattento Weidenfeller. La squadra di Hecking ci crede, e a venti dal termine trova il gol della vittoria: Olic raccoglie palla sulla destra, si accentra leggermente e lascia partire uno splendido sinistro che si insacca imparabilmente sul secondo palo. Nel finale il Borussia va all’assalto dell’area di rigore avversaria, coglie un palo con Reus, ma si deve inchinare alla squadra di casa.

BAYERN MONACO- AUSGBURG 3-0 – Tutto semplice per il Bayern, che fa suo il derby bavarese sconfiggendo l’Ausgburg per la quinta volta in altrettante sfide disputate. La partita si sblocca al quarto minuto: calcio d’angolo dalla destra, Dante prolunga di testa per Boateng, che si sistema la palla sul sinistro e lascia partire una sassata che s’insacca sotto la traversa. La squadra di Guardiola è  padrona indiscussa del match, con l’Ausgburg letteralmente rintronato dal possesso palla dei campioni d’Europa. Nel finale di frazione, dopo almeno quattro nitide occasioni da rete non concretizzate, il Bayern trova il raddoppio grazie a Ribery, autore di un calcio di punizione che termina la sua corsa all’incrocio dei pali della porta difesa da Hitz. Il secondo tempo viene controllato agevolmente dal Bayern, che decide di non affondare i colpi e addormenta il match. Nei minuti di recupero arriva il 3-0 finale grazie ad un calcio di rigore messo a segno da Muller. Il Bayern giunge alla pausa per le nazionali con un ruolino di marcia pauroso. Imbattuto in Germania e in Europa, si presenterà alla super-sfida di Dortmund, prevista alla ripresa della Bundes, con quattro punti di vantaggio dai rivali gialloneri: quanto sembrano lontane, ora,  le polemiche che contraddistinsero il primo mese di Guardiola in Baviera.

BAYER LEVERKUSEN-AMBURGO 5-3 – E’ già finito l’effetto van Marwijk? La domanda – come diceva il caro e vecchio Lubrano – sorge spontanea dopo le ultime due prove offerte dai rothosen, apparsi fragili in difesa come durante la gestione Fink. La partita si sblocca al nono: Son raccoglia palla da Castro, disorienta un disastroso Westermann ( che festeggia nel peggiore dei modi l’inspiegabile ritorno in nazionale) e batte Adler in uscita. Il coreano, ex di giornata, trova ancora la via del gol dopo solo sette minuti: l’HSV perde ingenuamente palla sulla trequarti avversari  e scatena il contropiede delle aspirine che vien finalizzato da Son, bravo a bruciare in velocità Westermann e a battere  per la seconda volta Adler. La reazione ospite, però, non si fa attendere, e al ventitreesimo Beister mette a segno il gol che riaccende le speranze degli uomini di van Marwijk. I rothosen si fanno preferire nella seconda parte del primo tempo, ma non si rendono mai realmente pericolosi dalle parti di Leno. Squadre invariate in avvio di una ripresa che si rivela subito foriero di sorprese. Al quarto minuto, infatti, l’HSV raggiunge il pari con Lasogga, autore di un pregevole destro al volo dal limite dell’area che s’insacca sul palo più lontano. Il Bayer reagisce immediatamente e, dopo aver fallito con Kiessling una buona opportunità per riportarsi in vantaggio, trova il terzo gol grazie (ancora) a Son, che s’infila nelle fragili maglie della difesa ospite e non fallisce a tu per tu con Adler. Van der Vaart & C. si riversano in attacco alla ricerca disperata del pareggio, esponendosi, inevitabilmente, alle ripartenze avversarie. Ed è  proprio da un contropiede orchestrato da Son che matura il quarto gol delle aspirine, rifinito, poi, dal solito Kiessling (ancora una volta non convocato in nazionale da Low).  Gara chiusa? Macché. Ad un quarto d’ora dal termine, Lasogga mette a segno di testa  il secondo gol personale, sfruttando al meglio un assist al bacio dalla destra di Van der Vaart. La gara resta appesa ad un filo fino all’ottantanovesimo, quando Castro beffa con una palombella deliziosa un incerto – almeno nel gestire i tempi dell’uscita – Adler e mette a segno il definitivo 5-3. Otto gol: alla BayArena, orrori difensivi a parte, non ci si è di certo annoiati.

SCHALKE 04- WERDER BREMA 3-1 – Quarta vittoria nelle ultime cinque partite di Bundesliga. Prosegue il momento positivo dello Schalke,  a cui basta giocare dignitosamente un tempo per aver la meglio sul Werder Brema. Inizio di partita con lo Schalke sterile padrone del campo,  il Werder, però,  è ben disposto dietro e non corre rischi significativi, dimostrandosi più pericoloso dei Knappen quando si ritrova con il pallone fra i piedi. E sono proprio i biancoverdi, al ventitreesimo, ad aprire le danze: Kross vince un contrasto con Neustadter, entra in area e, nonostante il disturbo di due difensori avversari, lascia partire un destro a giro che s’infila sul secondo palo. Lo Schalke si dimostra poco propositivo. Solo Szalai, al trentaduesimo, va vicino al gol del pareggio. Nella ripresa, lo Schalke gioca con bel altro ritmo e spirito, ma le occasioni da gol latitano. Il Werder, al quindicesimo, fallisce con Elia un’occasione d’oro per raddoppiare e probabilmente chiudere il match. Lo Schalke, passato lo spavento, trova il gol del pareggio con Boateng al ventesimo, bravissimo a sovrastare Schimtz e ad insaccare di testa uno spiovente dalla sinistra di Draxler. La partita si accende ulteriormente, con le due squadre che decidono di giocarsela a viso aperto. La maggior qualità dei Knappen viene premiata a cinque minuti dal termine: cross dalla trequarti di Fuchs indirizzato verso l’area di rigore, Boateng anticipa di testa Schmitz e fa esplodere l’Auf-Schalke Arena grazie al secondo gol personale. La ciliegina sulla torta la mette il rientrante Farfan, che raccoglie un assist  di Draxler e di piatto batte Mielitz.

HOFFENHEIM – HERTHA BERLINO 2-3-  L’Hertha torna a sorridere dopo due sconfitte consecutive, mentre l’Hoffenheim si conferma la squadra vista in questo primo scorcio di stagione: devastante negli ultimi trenta metri, orribile in difesa. I capitolini passano in vantaggio al dodicesimo: Ramos vince un contrasto con Salihovic, s’invola sulla fascia destra e mette in mezzo per Ben Hatira, che anticipa Beck e sblocca l’incontro. L’Hoffe si rende pericoloso solo con i calci piazzati di Salihovic facilitando il compito dell’Hertha, che controlla agevolmente il match e sfiora il raddoppio con Ramos nel finale di frazione. La seconda rete degli ospiti giunge all’ottavo della ripresa con Ramos, che trasforma un calcio di rigore generosamente concesso per un presunto fallo di Vestergaard ai danni dello stesso attaccante colombiano. L’Hoffenheim si sbilancia ulteriormente alla ricerca del gol, lo sfiora in diverse circostanze ma si espone, inevitabilmente, al pericoloso contropiede avversario.  Il TSG accorcia le distanze a venti dal termine con Salihovic, che trasforma impeccabilmente dagli undici metri. Il bosniaco ha il piede caldo quest’oggi. Ed è proprio da un altro calcio da fermo, stavolta su calcio di punizione, che Salihovic va ancora a segno, anche se le responsabilità di Kraft (specie nella disposizione degli uomini in barriera e sul palo) sono abbastanza evidenti. La gioia per l’Hoffe, però, è di breve durata. A cinque dal termine,  dopo solo trecento secondi dal gol del pareggio, la squadra di Gisdol alza bandiera bianca: cross dalla destra di Pekarik indirizzato in area di rigore, Ramos salta fra Vestergaard e Beck (disastrosi nella lettura del cross e della posizione del colombiano) e trova la rete che consegna tre punti di vitale importanza per l’Alte Dame, che resta agganciata al treno Europa-League.

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