Marsiglia-Psg 1-2, i campioni di Francia espugnano il Velodrome in dieci

MARSIGLIA PSG. Ci sono vittorie che valgono più dei tre punti in palio. Questa è una di quelle. Il Psg batte a domicilio il Marsiglia (a secco contro i capitolani da quattro partite), ci riesce giocando in dieci per più di un’ora e rimontando un gol di svantaggio in inferiorità numerica. Sale a venti la striscia di partite senza sconfitte in Ligue 1 degli uomini di Blanc che, una volta di più, fanno valere il tasso tecnico enormemente maggiore rispetto alla media del campionato francese nel momento della necessità. Per tasso tecnico, meglio sottolinearlo, si intende anche qualità dei singoli: tra essi, merita una menzione speciale Salvatore Sirigu, autore di cinque interventi di grandissimo spessore.

E dire che per l’Om, ancora privo di Gignac, la partita sembrava essersi messa nel migliore dei modi. Al 32′ arriva infatti una decisione arbitrale apparsa da subito affrettata: Thiago Motta alza, verissimo, troppo la gamba nel contrasto in area con l’avversario, ma il rosso è semplicemente assurdo. André Ayew non si fa pregare e trasforma il conseguente rigore. Prima dell’intervallo arriva già il pareggio. Se da una parte c’è Sirigu versione para-tutto, dall’altra Mandanda non è all’altezza della sua reputazione: il primo errore nella stagione del transalpino arriva nel momento più inopportuno, la sua uscita ” a farfalle” è complice del colpo di testa vincente di Maxwell.

La ripresa è parecchio emozionante, Sirigu stoppa alla grande i tentativi di Payet e Thauvin, che si aggiungono alle prodezze su Valbuena e Ayew nel primo tempo, ma il Psg riesce a tenere bene il campo. Il vantaggio non appare così tanto sorprendente: André Ayew commette un fallo inutile su Marquinhos, Ibrahimovic trasforma dal dischetto. Il Velodrome si aspetta la reazione veemente del Marsiglia, ma se c’è una qualità indiscutibile del Psg è l’esperienza. I minuti trascorrono con pochi sussulti, il colpo si avvicina e arriva per la soddisfazione di Blanc e i suoi. L’Om si stacca in classifica, ora – come il più classico dei Federer-Nadal – il duello col Monaco può entrare nel vivo.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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